La Società infrastrutture Milano Cortina 2026 afferma che “è priva di fondamento l'affermazione secondo cui il nuovo impianto” di bob “sarebbe fuori uso”. Questa è la risposta arrivata a stretto giro dopo la notizia diffusa dai media che l’opera messa a punto per le Olimpiadi invernali, lo sliding center di Cortina, resterà chiuso per i campionati italiani di bob, skeleton e slittino e questo a due settimane dai Giochi e a Paralimpiadi ancora in corso.
Come ci ricorda nel podcast Denise Casanova, segretaria generale della Cgil di Belluno, ancor prima dell’inizio delle Olimpiadi la pista era stata per più parti oggetto di dibattiti e proteste, prima per la deforestazione operata per la sua costruzione, poi per i ritardi nel suo compimento. Anche il sindacato da tempo denuncia le storture nella gestione di Milano-Cortina.
Casanova sottolinea come sia stato ignorato il territorio, cittadini, sindacati e associazioni, raccontando inoltre tutta la vicenda dello sliding center di Cortina. Tra le denunce anche quella della costruzione di un impianto di risalita su di un terreno franoso. Come a Milano, anche a Cortina vi è un caso “villaggio olimpico”, benché con sfumature diverse.
Anche nell’opinione pubblica locale si è diffuso il sentimento che, a fronte della spesa enorme affrontata dalla Fondazione e dalle istituzioni, non ci sia stato alcun beneficio per l’economia della montagna . Anche in tema di lavoro, bisognerà ora attendere il termine delle Paralimpiadi per capire quale sarà il futuro, senza dimenticare che un lavoratore ha perso la vita ancor, prima che i Giochi iniziassero, sorvegliando un cantiere in montagna.

























