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Sabrina Alfonsi, Alessandra Cerreti, Stefania Di Buccio, Emanuela Loi, Daniela Marcone, Marta Mazzucchelli, Daniela Minelli, Giulia Minoli, Ottavia Piccolo, Giusy Rosato, Anna Sergi, Paola Di Nicola Travaglini, Suor Carolina Iavazzo, Luisa Impastato, Maria Luisa Pellizzari, Tiziana Ronzio.
16 donne che hanno messo al centro della loro vita gli ideali, la passione civile, la legalità. Dalla magistrata alla poliziotta, dalla docente universitaria alla funzionaria pubblica, dalla suora all’attrice. Gli ambiti in cui lavorano e i ruoli che ricoprono sono i più diversi.
Una cosa però le accomuna: il loro generoso impegno per la collettività, testimonianza della democrazia come forma di vita comune, propensione a mettere a disposizione di tutti, per amore della res publica, le proprie capacità, risorse intellettuali e materiali, tempo.
È questo “Scelte – Femminile plurale”, edito da Beccogiallo, curato da Valeria Scafetta e Avviso Pubblico con la collaborazione di Giulia Migneco e Alma Velletri, 16 storie impegnate in sfide istituzionali, sociali, politiche e culturali più una graphic novel dedicata alla fotografa Letizia Battaglia, simbolo di uno sguardo capace di raccontare la realtà senza compromessi.
“Abbiamo scelto storie che nel solco di Donne e antimafia, il libro che per tre anni ci ha portato in oltre 60 comuni, tra scuole e cittadinanza, proseguissero il senso e l’obiettivo del nostro percorso – spiega Valeria Scafetta -: mostrare che non serve essere super eroine per superare ostacoli e raggiungere obiettivi, ma determinazione, libertà e amore per quanto si fa e per gli altri. Donne che ogni giorno compiono azioni senza bisogno di avere necessariamente visibilità nazionale, che spesso invece gli uomini chiedono”.
A chi si rivolge? Ai ragazzi e alle ragazze innanzitutto, per il linguaggio e per l’uso delle illustrazioni. “Noi dichiariamo dai 10 anni in su – prosegue la coautrice -. I primi destinatari sono le scuole, i bambini delle elementari, anche se possono sembrare storie distanti da loro, per arrivare poi a tutti. E non necessariamente ragazze, anzi. Sulla parità di genere c’è bisogno ogni volta di ribadire che non è semplice per le donne intraprendere professioni che sono gestite con i tempi degli uomini. Occuparsi della propria battaglia, della propria professione per dodici ore al giorno quando ancora si è una figura di riferimento per i figli e per i genitori anziani e si ha la responsabilità di un ruolo sociale, è difficile”.
Maria Luisa Pellizzari, prima donna vice capo vicario della polizia, per esempio, fa riferimento ai suoi colleghi maschi, che non avevano difficoltà a decidere su due piedi di accettare incarichi in altre città, perché non sentivano di avere responsabilità in ambito familiare.
“Alla donna si chiede sempre perché ha scelto di non conciliare, come mai, come se non fosse una cosa normale, all’uomo no – aggiunge Scafetta -. Bisogna trovare un modo per cui le donne possano scegliere senza essere penalizzate. Le storie a cui sono più affezionata? Mentirei se dicessi che non ho le mie preferite anche se le amo tutte, le cinque vecchie contenute nel libro Donne e antimafia, che abbiamo tenuto, e le undici nuove. Anche perché poi le portiamo in carne e ossa nelle scuole”.
Alcune come a quella di Suor Carolina Iavazzo, la più stretta collaboratrice di don Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo ucciso da Cosa Nostra nel ’93 che dopo la sua morte ha portato avanti i valori di don Pino, le sono più care. “Suor Carolina ha una carica umana e femminile incredibili, una donna brillante, determinata e sempre col sorriso e l’ironia: è lei che mi ha fatto presentare un libro sull’altare di una chiesa”, ricorda.
“La lingua delle protagoniste del libro, al pari della loro azione, è limpida, incisiva, ricca di sollecitazioni a una visione critica e pluralista della realtà – scrive nell’introduzione Margherita Cassano, presidente emerita della Corte di Cassazione -, che permetta di costruire un futuro in cui a tutti possa essere riconosciuto il diritto alla dignità e alla speranza e in cui l’attenzione all’altro si esprima in forme di impegno sociale e culturale, permeate dagli ideali più alti e da un profondo spirito di servizio”.
Racconti semplici, quindi, fatti in prima persona, godibili, da leggere da soli o ai ragazzi, per ispirarsi e ispirare i più giovani.






















