Il Villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026, costruito nell'ex scalo di Porta Romana, al termine dei Giochi dovrebbe diventare “il più grande studentato convenzionato d'Italia”. Secondo quanto annunciato offrirebbe posti letto prezzi calmierati, al 25% in meno rispetto al mercato, coprendo il 6% del fabbisogno cittadino sino al termine del 2027. Questo ottimistico programma era stato annunciato come la svolta per l’annoso problema degli studenti, principalmente fuori sede, che a Milano riescono a trovare posti letto o piccoli appartamenti in condivisione solamente a prezzi inaccessibili. 

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Dall'Unione degli Universitari di Milano la coordinatrice Elisa Frigeni ci fa sapere che in realtà i benefici per gli studenti non saranno in realtà quelli prospettati. Molte voci si sono sollevate circa il fatto che, per quanto calmierati, i prezzi per i posti letto continueranno a essere troppo elevati. Inoltre il numero è insufficiente a coprire il fabbisogno e, differentemente da quanto sembrava prospettato, la quota di denaro pubblico speso per lo studentato è ingente. Andiamo quindi a vedere qualche dettaglio.

Il proclama

Nella presentazione sul sito web del Coima (gruppo leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali) delle 6 palazzine del Villaggio olimpico e futuro studentato: “Il più grande studentato in edilizia convenzionata in Italia con 1.700 posti letto: un contributo concreto che coprirà il 6% del fabbisogno di posti letto per studenti della città di Milano e che rientra nel 50% di edilizia accessibile del nuovo quartiere di Scalo Romana dove, grazie a un nuovo modello di sviluppo immobiliare fondato sulla collaborazione tra cooperative e fondi, verranno realizzati 320 appartamenti tra edilizia convenzionata ed edilizia residenziale pubblica (Erp)”.

L’intervento di riqualificazione è un esempio di collaborazione tra denaro pubblico e privato, si continua a ripetere da parte delle imprese e delle istituzioni: Intesa San Paolo, Cdp, Fondo Impact, Coima, Covivio e Prada Holding, e Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Milano Cortina 2026, Coni, ministeri dell’Economia e delle Finanze, dello Sport, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Università e della Ricerca e gruppo FS italiane.

Le obiezioni

Frigeni ci dice che, in realtà, il citato 6% del fabbisogno degli studenti è “già coperto al 4,3% con le residenze che ci sono ora, quindi tutti questi partner che girano attorno allo studentato copriranno in realtà solamente l'1,7% delle richieste”.

“Mi chiedo: allora cosa ci stanno dando con tutto il denaro impiegato? Inoltre meno di un terzo dei 1.700 posti complessivi saranno assegnati con un bando ministeriale a una tariffa agevolata che però si aggira attorno ai 600 euro al mese. Questo vuole dire che la cifra continua a essere troppo alta perché chiunque se la possa permettere e che il prezzo di mercato calcolato è di 800 euro”, non una media ma una delle tariffe più alte.

Inoltre la coordinatrice dell’Udu di Milano vuole sottolineare che “si tratta di posti letto, non di singole o doppie per le quali i prezzi naturalmente salgono e anche di molto. Per una doppia, vale a dire un piccolo appartamento con due posti letti da dividere con un altro studente, si sale a 739 euro e per una singola a oltre 1.000 euro”.

Soldi pubblici

Elisa Frigeni, nella nostra conversazione, solleva poi la questione del costo per le casse pubbliche, perché si era infatti detto inizialmente che le Olimpiadi sarebbero state a costo zero, anche grazie alle compensazioni delle grandi imprese immobiliari che avrebbero “ripagato” le agevolazioni di cui hanno usufruito con benefici per la comunità come verde pubblico e anche, nel nostro caso, abitazioni a prezzo calmierato.

Così non sembra essere. Un esempio: il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, davanti ai piani terra delle palazzine olimpiche consegnate grezze come da convenzione, ha assicurato che il tutto sarebbe stato ultimato con denaro pubblico. E lo stesso accadrà per la conversione da Villaggio olimpico a studentato. 

“È l’ennesima presa in giro”, ci dice la studentessa che ricorda le mancate promesse di realizzazione di abitazioni per gli studenti, che si sarebbero dovute costruire con i fondi del Pnrr. 

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Nota finale

In chiusura vogliamo citare le vicende pregresse e attuali. La Coima, ricordiamo, è stata oggetto  di un’inchiesta sull’urbanistica milanese e ha visto il Ceo, Manfredi Catella, prima indagato, poi agli arresti domiciliari, in seguito revocati per mancanza d’indizi, e infine scagionato dalle accuse più gravi. Infatti rimane saldamente in sella alla Coima. 

Di recente la testata online Altraeconomia ha pubblicato inchieste sulla copertura degli extra-costi delle imprese, che sarebbero stati scaricati sulle casse pubbliche. Lo stesso ha fatto la trasmissione televisiva d’inchiesta della Rai, Report. Tutte tracce, spesso documentate, che sollevano infiniti dubbi anche da parte dei cittadini sulla trasparenza della gestione “edilizia” di queste Olimpiadi Milano-Cortina.