“The show must go on”. Lo avevano denunciato all’inizio di novembre, la Camera del Lavoro Cgil di Belluno e la categoria degli edili, la Fillea, che il cantiere delle Olimpiadi Milano-Cortina stava passando sopra a ogni regola pur di consegnare in tempo almeno le opere essenziali per lo svolgimento dei giochi invernali. E alla fine c’è scappato il morto. Il più fragile di un esercito di lavoratori fragili gettati nelle trincee dell’opera, morto di freddo appresso a un turno disumano di 12 ore a temperature polari da -18, con una stufetta che non poteva riscaldarlo quando, ogni due ore, per espletare il suo lavoro di guardiania, doveva avventurarsi fuori al gelo e verificare che tutto andasse liscio. 

Olimpiadi Milano-Cortina, Cgil Belluno: “The show must go on, lo spettacolo deve continuare”

The show must go on, lo spettacolo deve continuare, sembra essere l’unica giustificazione per qualunque grave problema di sostenibilità ambientale, di sostenibilità economica e di etica”, scrissero lo scorso 7 novembre in un comunicato congiunto la segretaria generale della Cgil bellunese – la provincia di Cortina d’Ampezzo – Denise Casanova e la segretaria generale della Fillea Cgil del territorio, Ilaria Sperandio.

LeonaroPuccini
LeonaroPuccini
LeonaroPuccini (IMAGOECONOMICA)

Oggi, a lavoratore morto, la rabbia del sindacato è tanta. Tanta l’incredulità di fronte a una pressione politica asfissiante, a tutti i livelli, dalla Regione Veneto – Zaia in testa – fino a Roma, al ministro Salvini. “Un’aggressività della politica – precisa Denise Casanova – che fa paura. Qualsiasi regola normativa è stata puntualmente bypassata”. E anche qualsiasi regola di buon senso. “Zaia voleva la sua pista da bob nuova, nonostante sarebbe stato più sensato rimettere a posto quella che già esisteva, e Salvini, da Roma, ha fatto in modo che fosse costruita, disboscando una foresta di larici secolari. Queste Olimpiadi sono partite, dissero a monte, per essere sostenibili dal punto di vista ambientale e da quello economico, ma non ne hanno azzeccata una.

ARNO KOMPATSCHER PRESIDENTE PROVINCIA BOLZANO LUCA ZAIA PRESIDENTE REGIONE VENETO GIANLUCA LORENZI SINDACO DI CORTINA GUSEPPE SALA SINDACO MILANO ATTILIO FONTANA PRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA ANDREA ABODI MINISTRO MATTEO SALVINI MINISTRO
ARNO KOMPATSCHER PRESIDENTE PROVINCIA BOLZANO LUCA ZAIA PRESIDENTE REGIONE VENETO GIANLUCA LORENZI SINDACO DI CORTINA GUSEPPE SALA SINDACO MILANO ATTILIO FONTANA PRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA ANDREA ABODI MINISTRO MATTEO SALVINI MINISTRO
ARNO KOMPATSCHER PRESIDENTE PROVINCIA BOLZANO LUCA ZAIA PRESIDENTE REGIONE VENETO GIANLUCA LORENZI SINDACO DI CORTINA GUSEPPE SALA SINDACO MILANO ATTILIO FONTANA PRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA ANDREA ABODI MINISTRO MATTEO SALVINI MINISTRO (IMAGOECONOMICA)

Neanche la cosiddetta legacy, il lascito al territorio, si verificherà: avessero almeno fatto il villaggio olimpico a Cortina, magari ristrutturando il villaggio Eni, ne avremmo goduto i frutti, passati i giochi. Invece lo hanno costruito sul greto di un fiume con casette prefabbricate usa e getta che verranno smantellate il giorno dopo e spedite, sembra, al mare. Ci resteranno solo alcune strade”.

“C’era un signore che si è opposto alla demolizione della sua casa – racconta la segretaria Cgil –: le ruspe gliel’hanno demolita prima che finisse il processo. Hanno persino incominciato i lavori prima che avessero tutti i permessi”. 

  

La vittima: “Precario, in appalto, il suo contratto sarebbe scaduto a gennaio”

Pietro Zantonini, 55 anni, addetto alla sicurezza morto di freddo a Cortina nella notte dell'8 gennaio

Scorriamo le patinatissime e urlate card Instagram del ministro Salvini. Ci sono condanne, moniti e solidarietà un po’ per tutti, dalle manifestazioni in Iran alla tragedia di Crans-Montana, ai soliti fatti di cronaca su presunti reati compiuti da immigrati, ma non c’è una parola su Pietro Zantonini, il lavoratore di 55 anni morto di freddo perché il governo e le due Regioni a guida leghista avessero i loro sfolgoranti Giochi Olimpici invernali. Milite noto della guerra quotidiana sul lavoro che miete vittime ovunque, dove nessuno le nota e nessuno ne parla, e ancor di più dove il presunto interesse nazionale pensa di poter legittimare qualsiasi turno di lavoro in qualsiasi condizione.

“Il vigilante era precario – ci racconta Denise Casanova –. Era arrivato da Lecce per fare questo lavoro, il suo contratto sarebbe scaduto proprio a gennaio. Era uno dei tanti lavoratori fragilissimi, costretti a quei turni di 12 ore. Quel che sappiamo è che stava dentro a una struttura riscaldata da una stufa, ma ogni due ore doveva uscire, con -15, -16, condizioni che, per tante ore consecutive, diventano un rischio per la salute. Del resto mi fa impressione anche vederli lavorare nei cantieri a quelle temperature. Per questo anche stavolta non mi piace parlare di ‘morti bianche’, come se fosse intervenuta una tragica fatalità: spesso in appalto, con questi turni, non è la tragica fatalità, ma la conseguenza di una precisa responsabilità politica”. 

Chiesura, Filcams Cgil Belluno: “Tante domande ancora senza risposta”

La vittima svolgeva “un servizio di sicurezza privata, controllava gli accessi in uno dei cantieri olimpici, al palaghiaccio – ci ha detto Alberto Chiesura, segretario generale della Filcams Cgil bellunese –. L’attività di monitoraggio lo portava a uscire dalla garitta riscaldata da una stufa elettrica. La magistratura sta facendo tutte le indagini del caso, anche perché la famiglia aveva più volte segnalato le condizioni ambientali difficilissime. La scorsa settimana le temperature sono state rigidissime e l’ambiente non era così consono al lavoro”.

“Sono senz’altro tanti i temi, i problemi legati al settore della vigilanza nei cantieri olimpici: chi fa questo lavoro ha turni massacranti, da un paio d’anni, sette giorni su sette per 24 ore, anche in condizioni climatiche molto dure, spesso saltando i riposi settimanali. Una condizione dettata dalla cronica carenza di personale, dovuta anche a stipendi non adeguati. Fai moltissime ore, in condizioni precarie, in un clima rigidissimo. E aumenta il rischio che corre la tua salute e la tua sicurezza”.

LeonaroPuccini
LeonaroPuccini
LeonaroPuccini (IMAGOECONOMICA)

Quello che lascia senza parole è che la vittima lavorasse da sola, non in coppia con un collega che, nel caso del malore, avrebbe potuto chiamare rapidamente i soccorsi. “Hanno dei collegamenti con la ditta e con le centrali – ci ha spiegato il segretario della Filcams –, ma sono soli nella guardiola, mentre svolgono il servizio di sicurezza. E le paghe non sono elevate perché, in teoria, non parliamo di guardie giurate, non avendo il porto d’armi. In più, dall’abbigliamento che ho avuto modo di vedere solo nelle foto del lavoratore, mi chiedo se fosse attrezzato per resistere a queste temperature: non vorrei che, in caso di appalto a Milano e a Cortina, i capi forniti fossero gli stessi, dato che il clima è certamente diverso. E c’è un tema su quale fosse il contratto che gli veniva applicato, dal momento che se gli fossero stati richiesti, come sembra, controlli all’esterno, sarebbe dovuto essere certamente quello delle guardie giurate e non dei servizi fiduciari”. 

Vittima di una condizione di lavoro insopportabile, ma anche di un’organizzazione evidentemente poco chiara, ci dice Alberto Chiesura: “c’è un tema nella gestione degli appalti impiegati nelle Olimpiadi. Facciamo fatica anche noi a sapere quali imprese lavorano e lavoreranno intorno all’evento, considerando i tanti servizi di vigilanza, pulizia, mensa che sono e saranno necessari. In più risulta davvero strano che della morte sul lavoro avvenuta l’8 gennaio si sia venuto a sapere solo il 10, due giorni dopo, e solo perché i familiari, andando dall’avvocato e presentando un esposto, hanno sollevato il caso. Questa è una piccola provincia con i riflettori puntati sul grande evento: normalmente la notizia di un decesso avrebbe fatto istantaneamente il giro del luogo”. 

“Da parte della politica ho visto pochi commenti, più che altro di parlamentari del centro sinistra. Ma questa cosa non può passare in secondo piano, chi decide dovrebbe denunciarla. Noi – conclude il segretario Filcams – stiamo organizzando un presidio da fare al palaghiaccio di Cortina nei prossimi giorni e chiederemo un incontro al prefetto”.