Le voci e i volti dall’iniziativa della Filt Cgil nazionale che alla Camera del lavoro di Milano ha voluto mettere in relazione i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 con diritti, sicurezza, sostenibilità e inclusione, come recita il titolo del convegno che si è svolto il 3 marzo.
"L'iniziativa “L’economia della montagna. Olimpiadi e Paralimpiadi tra di diritti, sicurezza, sostenibilità e inclusione” rappresenta tre prime volte per la nostra categoria – ha dichiarato il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio –: prima volta sugli impianti a fune, prima volta sulla disabilità che deve diventare un tema dei trasporti, e prima volta su economia della montagna che deve diventare un tema fondamentale”.
Nel video Cristina Marchiaro, del dipartimento nazionale Impianti a fune e segretaria generale Filt Cgil Valle d’Aosta, mette l’accento sull’importanza degli impianti dei quali si occupa nell’economia delle zone montane, ancor più in questo anno di Olimpiadi, e sul precariato che colpisce soprattutto i giovani.
Uno sguardo invece sui lavoratori alla soglia della pensione lo pone Giuseppe Ruggeri, operaio presso impianti di Pila, in provincia di Aost, e rsu Cgil. Lui ci spiega quali siano i rischi per la salute di chi lavora in quota, al freddo, ma anche con le alte temperature estive, e quanto sia necessario il riconoscimento di lavoro usurante, per il quale da tempo si sta battendo il sindacato, così come un’età anticipata della pensione.
Valeria Ghezzi è invece la presidente di Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) e sottolinea, in accordo con il sindacato, come le buone relazioni industriali praticate dagli attori in campo nel settore siano fondamentali per il buon funzionamento del lavoro, anche in termini di sicurezza e in ambienti dove “l’essere umano fa la differenza”.
Ambiente, disabilità e diritti
La tutela dell’ambiente, in stretta correlazione anche con i lavori svolti per Olimpiadi e Paralimpiadi, ha attraversato i diversi interventi. In particolare il sindacato ha ricordato come la sostenibilità ambientale deve essere un criterio vincolante che deve guidare tutte le scelte pubbliche, non uno slogan da campagna di comunicazione.
“Le infrastrutture devono essere pensate come parte di un sistema più ampio di mobilità sostenibile, di servizi per residenti e turisti, non come cattedrali nel deserto, e lo sviluppo delle aree montane non deve essere ridotto a un grande evento” al quale segue poi l’abbandono, con grande spreco di risorse, di tutte le centinaia di milioni spesi per strutture nuove, mentre lo stesso Comitato olimpico aveva suggerito di utilizzarne alcune già esistenti per ridurre non solamente i costi, ma anche l’impatto ambientale.
Anche il tema della disabilità è stato trasversale, ma, in particolare, affidato ai contributi di Valerio Serino, responsabile dell’ufficio Politiche per il lavoro e inclusione delle persone con disabilità della Cgil, e di Egidio Marchese, atleta paralimpico in collegamento dal Villaggio milanese.
Entrambi hanno parlato dell’annoso problema dell’accessibilità e di quanto sia necessario che al termine delle Paralimpiadi non si smetta non solamente di attenzionare i problemi delle persone con disabilità, ma anche di valorizzare la loro forza e il loro potenziale, troppo spesso ignorato.
Infine non sono mancate parole circa le polemiche dello scorso mese sullo sciopero, che “qualcuno ha raccontato come un gesto fuori luogo”, come ha detto nel suo intervento Cristina Marchiaro: “Ci dicono ‘non durante le Olimpiadi’ e noi rispondiamo ‘perché?’. Perché l’Italia deve fare bella figura? E allora facciamola davvero la bella figura: paghiamo stipendi dignitosi, rinnoviamo i contratti, rispettiamo chi lavora. I diritti non sono un intralcio, sono la base della qualità”.























