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Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione ieri, 28 novembre, nel primo pomeriggio, intorno alle 14, nella redazione di Torino del quotidiano La Stampa, in via Lugaro. È accaduto in una giornata in cui la sede era vuota, dal momento che i giornalisti avevano aderito alla giornata di sciopero, indetta dal sindacato di categoria per il rinnovo del contratto.
L’entrata dei manifestanti nella redazione è avvenuta quando dal corteo in corso per lo sciopero generale indetto dall’Usb si è staccata una parte, una frangia più violenta. Si sarebbero mossi come in un assalto, urlando “Free Palestine” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, in riferimento a un imam di Torino, per cui nei giorni scorsi era stato emesso un decreto di espulsione.
All’interno della sede del quotidiano sono state fatte scritte con vernice spray e del letame è stato lanciato contro i cancelli. Pile di giornali e di libri sono state buttate giù dalle scrivanie da manifestanti in parte a volto coperto, tra slogan quali “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”.
La solidarietà del presidente Mattarella
In tanti hanno mandato messaggi di vicinanza alla redazione colpita. Tra gli altri anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua “solidarietà” e la sua “ferma condanna” all’azione contro il quotidiano.
Bellono, Cgil Torino, e Airaudo, Cgil Piemonte: “Atto di gravità assoluta contro l’informazione, nel giorno dello sciopero dei giornalisti”
“La Cgil Torino e la Cgil Piemonte esprimono solidarietà ai giornalisti, alle giornaliste e a tutta la redazione de La Stampa per l’inaccettabile attacco subìto nella sede centrale di Torino. Si tratta di un atto di gravità assoluta nei confronti dell’informazione, soprattutto nella giornata in cui la categoria ha esercitato il diritto allo sciopero per vedere riconosciuti maggiori diritti, adeguamenti economici e tutele”, scrive il sindacato.
“Questa azione non rappresenta in alcun modo una forma legittima di contestazione, ma un attacco alla libertà di informazione che deve essere esercitata in modo libero”, dichiarano Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte e Federico Bellono, segretario generale della Cgil Torino.























