Restare umani. Nello sguardo sul passato che si riflette nella convivenza nel presente. A partire dai giovani. Questa l’idea alla base del concorso organizzato da Flc e Spi Cgil (in collaborazione con Proteo Fare Sapere) per i ragazzi e le ragazze delle scuole italiane finalizzato a diffondere la conoscenza dei tragici fatti storici che riguardano l’Argentina e gli orrori perpetrati tra il 1976 e il 1983 dalla terribile dittatura militare durante la quale si calcola siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali. “La ricerca delle Abuelas: l’impegno per la verità e la giustizia perché gli orrori non si ripetano”: questo il tema del concorso, con i partecipanti che hanno presentato lavori didattici individuali in forma scritta, grafica, plastica, musicale, multimediale.

Tre i vincitori: Federico Sprecacè (liceo Giacomo Leopardi di Recanati), Alessia Cogoi (liceo artistico Giovanni Sello di Udine) e Simone Lupica (Iti “Torricelli G. Tomasi di Lampedusa” di Sant’Agata di Militello, Messina). Riceveranno un bel premio: un viaggio a Buenos Aires per 5 giorni programmato per il 24 marzo 2026 in occasione della commemorazione del cinquantesimo anniversario dell’instaurazione della dittatura in Argentina e della tradizionale marcia a Plaza de Mayo.

Le Abuelas, le nonne di Plaza de Mayo, da 50 anni si dedicano a un impegno civile di grande rilievo: trovare e restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e spariti a causa della repressione politica. Bambini rubati, come un terribile bottino di guerra, spesso affidati agli stessi assassini dei genitori. La loro associazione ne ha finora localizzati 140, con l’aiuto di professionisti in campo giuridico, medico, psicologico e genetico.

I tre video vincitori

Abuelas de Plaza de Mayo di Federico Sprecacè ragiona sulla vicenda con una guida particolare: lo scrittore italo-argentino Adrian Bravi, incontrato in un luogo suggestivo, il Giardino delle parole interrotte di Recanati. Bravi, che aveva 13 anni nel 1976 e ha svolto il servizio militare durante la guerra delle Malvinas, ricorda come “il progetto dei militari era lo sterminio indiscriminato di tutti i dissidenti” e sottolinea come il lavoro delle Abuelas e delle madri di Plaza de Mayo sia stato fondamentale per fare chiarezza sugli abusi dei militari.

Abuelas-Sprecace
Abuelas-Sprecace

Alessia Cogoi nel suo Ombre indelebili, racconta attraverso le immagini una mostra che la propria scuola ha dedicato alla vicenda terribile dei desaparecidos. Particolarmente apprezzabile il sonoro, realizzato dalla stessa Cogoi: duro e dissonante come il tema di cui si tratta.

Ombre indelebili - Cogoi
Ombre indelebili - Cogoi

Il terzo video, L’amore che squarcia il silenzio, raccoglie, tra le altre, la testimonianza della regista Florencia Santucho e la storia di suo fratello, Daniel Santucho, “per 46 anni privato del suo diritto all’identità, rubato alla nascita in un campo di sterminio, dove era stata sequestrata, e poi desaparecidas, la madre Cristina Navajas, e vissuto con un poliziotto e la moglie che lo avevano rubato”. Una storia tragica finita grazie alla prova del dna e alle Abuelas a cui Daniel, insospettito, si era rivolto per sapere chi fosse realmente fosse.

Lupica: L'amore che squarcia il silenzio
Lupica: L'amore che squarcia il silenzio

Pistorino, Flc Cgil: il valore della solidarietà umana 

Il senso di questa iniziativa nelle parole di Graziamaria Pistorino, della segreteria Flc Cgil: “Abbiamo ritenuto molto importante il coinvolgimento delle scuole nella ricostruzione di fatti storici lontani nel tempo e nello spazio. Abbiamo considerato il valore che questo progetto avrebbe prodotto sulla professionalità docente, che a prescindere dalla consueta organizzazione dei contenuti disciplinari, si è concretamente misurata con una ricostruzione storica diretta, con il valore della solidarietà umana, con i principi della convivenza democratica”.

Più ancora, aggiunge, “abbiamo considerato il coinvolgimento che la vicenda delle Abuelas e l’analisi del periodo della dittatura militare in Argentina avrebbero prodotto su ragazze e ragazzi dell’ultimo anno delle superiori, di come avrebbero potuto considerare il valore della libertà a partire dalla difesa dei diritti umani e dalla forza delle relazioni familiari e sociali”.

Cappuccio, Spi Cgil: Milei colpisce le Abuelas

Silvana Cappuccio, responsabile, Dipartimento internazionale dello Spi Cgil, sottolinea la relazione col presente: “L’Argentina vive una fase storica di negazionismo e repressione delle libertà fondamentali. Le abuelas di Plaza de Mayo, che hanno avuto e ancora oggi svolgono un ruolo essenziale per l’affermazione della democrazia, sono state il primo obiettivo dei tagli di Milei, insieme alla chiusura dei principali punti di memoria rappresentati dai centri di detenzione, tortura e sterminio degli anni della dittatura”.

Anche per questo, “lo Spi Cgil sostiene il lavoro delle Abuelas, delle madri e del movimento che le circonda, per mantenere vivo e forte l’impegno per memoria, verità e giustizia e lo considera un vero esempio per il mondo”.

Quest’anno, poi, ricorda Cappuccio, ricorrono 50 anni dall’instaurazione della feroce dittatura di Videla: “Così come l’anno scorso, il 24 marzo lo Spi Cgil porterà la sua bandiera in piazza, nel corteo aperto dalle Abuelas, non solo a testimonianza della propria militanza internazionale, ma anche con la disponibilità a rafforzare e sostenere la costruzione della democrazia con concrete azioni”.

In questo contesto, riprende Pistorino, “speriamo di aver fornito un’occasione di riflessione su fatti rilevanti del Novecento e di documentare, tramite la ricostruzione accurata delle fonti, le caratteristiche di crudeltà cui possono giungere i regimi dittatoriali”.

Grieco, Cgil: il nostro impegno per l’Argentina

La Cgil parteciperà, insieme a Spi e Flc, alla grande manifestazione che si terrà il 24 marzo a Buenos Aires. “Saremo presenti alla marcia e alle iniziative promosse dai sindacati argentini, nel segno della memoria, della verità e della giustizia. La nostra partecipazione vuole ribadire l’impegno costante del sindacato contro ogni forma di dittatura, fascismo e repressione. Così Nicoletta Grieco, area delle Politiche europee e internazionali della Confederazione.

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L’impegno della Cgil ovviamente non si ferma il 24 marzo: “Stiamo organizzando un’iniziativa internazionale come rete dei sindacati antifascisti (Iaftun): l’evento si svolgerà in collaborazione con Inca Argentina, Spi e Flc, e vedrà la partecipazione di Abuelas de Plaza de Mayo, i sindacati argentini e numerose organizzazioni sindacali internazionali nonché la presenza straordinaria di Enrico Calamai, ex console italiano a Buenos Aires - racconta la dirigente sindacale -. Calamai, conosciuto come lo Schindler di Buenos Aires, che salvò oltre 300 persone durante la dittatura militare, rappresenta un esempio altissimo di responsabilità civile e umanità”.

“Sarà un momento di confronto sulla memoria come strumento fondamentale di resistenza democratica in un mondo in cui l’estrema destra prende sempre più piede, attaccando i diritti del lavoro, come sta avvenendo adesso in Argentina con la riforma del lavoro di Javier Milei, nonché le libertà fondamentali ed i diritti di cittadinanza”, aggiunge la dirigente sindacale.

24 marzo: il passato per il presente

Mai forse come in questa fase politica che vede l’avanzare di una destra globale illiberale e antidemocratica il passato si riflette su ciò che di peggio accade - e può ancora accadere - nel presente. La storia argentina, riprende Cappuccio, “offre delle lezioni che non è esagerato definire uniche al mondo: prima tra tutte, la domanda di giustizia e mai di vendetta, anche a fronte di efferatezze disumane perpetrate verso la popolazione, soprattutto giovane e giovanissima. E ancora: la creazione dell’Istituto di antropologia forense, a tutela dei profili giuridici collegati con il ritrovamento e l’identificazione delle vittime. O ancora la Banca dei dati biogenetici. L’umanità, se tale è, non può consentirne la cancellazione né oggi né domani”.

Tutto questo, però, si scontra con i segnali molto gravi che dallo stesso Paese ci giungono: oltre alla riforma del lavoro, “ricordiamo che donne e uomini pensionati, che ogni mercoledì manifestano per chiedere giuste pensioni e protezione sociale, sono da oltre un anno oggetto di cariche violente e repressive da parte della polizia”, il tutto con pochissima attenzione da parte dei mezzi di comunicazione: ”Per lo Spi, queste sono violazioni gravissime dei diritti umani, che si aggiungono a quanto accade negli Stati Uniti, in Europa, in Venezuela, a Cuba, a Gaza e purtroppo l’elenco potrebbe allungarsi ancora. Sentiamo le libertà negate e la democrazia oltraggiata in Argentina come nostre. E, nel nostro piccolo, proviamo a fare la propria parte”.

Queste sono le ragioni del progetto di Spi e Flc. Conclude Pistorino: “Incontrare direttamente a Buenos Aires le protagoniste della straordinaria esperienza umana delle Abuelas, resterà per Asia, Federico e Simone, i tre vincitori del concorso, una tappa memorabile della loro crescita culturale e personale”.