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Emergenza profughi

Il sistema d'accoglienza va in tilt

C.R.
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Gli uffici immigrazione italiani sono al collasso: file enormi, rallentamenti e proteste. A Roma centinaia di cittadini del Bangladesh ammassati davanti alle porte della Questura. Manca personale e il dramma ucraino mette in ginocchio un impianto già debole. Massafra (Cgil): "Rischiamo di avere richiedenti asilo di serie A e si serie B, abbandonati al loro destino. Tutto ciò in un quadro reso ancora più problematico dalla scadenza dei contratti"

Enormi file di migranti si stanno formando di fronte agli uffici immigrazione delle Questure di tutta Italia. Il sistema di accoglienza nazionale è andato in tilt. La catastrofe umanitaria in corso in Ucraina ha anche questo effetto. Sono di oggi le immagini di centinaia di cittadini del Bangladesh che si sono dati appuntamento oggi all'ufficio di Roma, in via Teofilo Patini, per protestare contro i ritardi che s'accumulano ormai da giorni a causa delle tante emergenze in corso.

Il problema, in realtà, era stato previsto in tempi non sospetti dalla Cgil, che lamenta da mesi la drammatica carenza di personale nei servizi di accoglienza. È di due settimane fa, ad esempio, la lettera che il Silp di Latina ha inviato al questore del capoluogo pontino per richiedere con “sempre maggiore insistenza” l’assegnazione urgente di personale. “Nei prossimi anni molti colleghi in forza presso tutti gli uffici della questura andranno in pensione - scriveva il sindacato -. La carenza di personale è sicuramente un male comune ad ogni ufficio di questa provincia e dell’Italia tutta. Ma questa carenza produce effetti maggiori in uffici che quotidianamente hanno un afflusso di decine e decine di avventori e le relative istanze da lavorare e consegnare, ed effetti minori in quelli che non hanno rapporti continui con il pubblico”.

A tutto questo si aggiunge il caso dei 1.400 contratti dei somministrati impiegati negli uffici immigrazione e asilo delle prefetture e delle questure che sono in scadenza il prossimo primo aprile. Senza di loro, che sono il ramo operativo, nessuna accoglienza è tecnicamente possibile. I sindacati che rappresentano gli atipici, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp hanno quindi proclamato uno sciopero nazionale il 21 marzo con presidio a Roma. “La solidarietà verso chi scappa dalla guerra  - dicono - non si fa con le parole, ma in primis riconoscendo i diritti delle persone migranti, compreso quello di ricevere immediatamente assistenza”.

“Di fronte alla scelta di dare priorità ai profughi ucraini, in un sistema già debole, sta accadendo quello che ci aspettavamo – ha commentato il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra -. Una scure che si abbatte sulle altre emergenze. Il rischio di avere profughi di serie A e profughi di serie B, abbandonati al loro destino. Tutto ciò in un quadro reso ancora più problematico dalla scadenza dei contratti interinali di tutto quel personale che doveva supportare questure e prefetture nelle procedure di regolarizzazione”.