Il ministro della Difesa israeliano Ben Gvir con un coccodrillo al guinzaglio e la scritta "State pensando di tentare la fuga? Ripensateci". Non è un meme, non un scherzo, non una notizia falsa e tendenziosa, ma un post su facebook del suddetto ministro con una fotografia generata con l’Ia, dopo che la collega della Protezione ambientale ha posto le basi per la realizzazione dei suoi desiderata: potere schierare gli alligatori attorno al carcere di Ketziot, nel quale sono detenuti molti militanti di Hamas catturati dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 a Israele. Gli intenti del ministro erano stati svelati quasi un anno fa da media israeliani. 

La signora Idit Silman, titolare del dicastero che si occupa di protezione dell’ambiente, pochi giorni fa ha ha riclassificato i coccodrilli del Nilo da animali selvatici, che impediva il loro utilizzo nella difesa, a "fauna selvatica allevata in cattività". Si trasferisce così la supervisione degli animali a un "ente di sicurezza" che comprende anche il servizio penitenziario israeliano, del quale Ben Gvir è direttore. 

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L'Autorità per la natura e i parchi di Israele si era opposta alla proposta, secondo quanto riferito dall'emittente israeliana Channel 13, per la quale, inoltre, la trovata di Gvir era stata sulle prime “accolta con scherno da diversi ufficiali” del servizio carcerario israeliano. Sarebbe una buona notizia sapere che questi ufficiali si opporranno nel caso in cui il ministro passi dalle intenzioni ai fatti, ma al momento non ci è dato saperlo. 

C’è chi ha parlato di tutto ciò definendolo grottesco, noi lo vedremmo meglio classificato nel genere horror. Un nuovo orrore nei confronti dei prigionieri palestinesi, ideato da chi ha portato avanti il genocidio di Gaza, perché, sebbene si spacci l’utilizzo dei coccodrilli come un fattore deterrete per chi vuole evadere, non esclude la possibilità che un detenuto trovi la morte dilaniato dalle fauci di un coccodrillo. Un salto indietro nella storia della disumanità, o un adeguamento alla modernità trumpiana dell’Alligator Alcatraz in Florida, all’interno del quale ad essere in stato di detenzione sono i migranti.