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Il carrello della spesa è rincarato del 29,5 per cento in soli cinque anni. Il dato è frutto di una simulazione del Sole 24 Ore che ha preso un paniere di 31 prodotti del valore di 100 euro a luglio 2021, indicativo della spesa settimanale di una coppia con un figlio, e lo ha rivalutato allo stesso mese del 2026. Risultato: da 100 a 129,5 euro. Un aumento superiore all’indice di inflazione generale dello stesso periodo, che è stata del 21 per cento.
Caffè, olio, frutta
I picchi maggiori? Caffè, più 51 per cento, olio extravergine, più 47, frutta e ortaggi, dal 45 per cento dei pomodori al 48 delle fragole passando per il 44 delle patate, uova, più 43, riso, più 44. Rincari record anche per le voci del tempo libero, più 18,7 per cento, della mobilità, più 13,1, della cura della persona, più 12,5. Non sorprende quindi che la percentuale delle famiglie che riduce la quantità o la qualità dei prodotti acquistati sia cresciuta: nel 2021 era il 24,3 per cento, nel 2024 ha raggiunto quota 31 per cento.
Inflazione al +3,3%
A questa fotografia del carovita si aggiunge la nuova fiammata dell’inflazione: secondo le stime preliminari dell’Istat ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un incremento dello 0,5 per cento su base mensile e del 3,3 su base annua, in accelerazione rispetto a luglio (più 2,9 per cento), il dato più alto negli ultimi tre anni. Bisogna infatti risalire a settembre 2023 per avere un tasso di variazione tendenziale più elevato, quando l’inflazione aveva toccato il 5,3 per cento.
“Il cosiddetto carrello della spesa ha registrato una crescita marcatamente superiore rispetto all’inflazione generale – spiega Nicolò Giangrande, responsabile ufficio economia Cgil -. Questo significa che non solo i prezzi continuano ad aumentare, ma che l’impatto si sente in maggior misura mentre si fa la spesa di tutti i giorni”.
Non va meglio in Europa, dove l’Eurostat stima un’inflazione in crescita al 3,3 per cento. La Spagna ad agosto ha toccato il 4,5, la Francia al 2,7, il Belgio il 4,2, la Germania il 2,9, Bulgaria e Lituania hanno superato la soglia del 5 per cento.
“Questi dati preannunciano un autunno di rincari insostenibili – afferma il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari -, in particolare per chi vive di salario o di pensione. Non è più tempo di propaganda e di misure tampone, è il momento di sostenere sul serio i redditi fissi, anche per rilanciare una domanda interna che è fondamentale per schiodare il Paese dal Pil allo zerovirgola”.
Energia balzo record
Ad alimentare il carovita è soprattutto la crisi internazionale, con la speculazione che accompagna ogni guerra, e le relative ricadute sul prezzo dell’energia: bollette e carburanti hanno raggiunto picchi che stanno gravando sulle nostre tasche. Siamo passati da più 11,6 per cento di luglio a più 17 di agosto. Un balzo record. Questo vale sia per gli energetici regolamentati (da più 14,8 a 18,8), che per quelli non regolamentati (da 11,4 a 16,9). Una corsa che non si fermerà, stando alle previsioni dell’osservatorio di Federconsumatori.
“In questi anni salari e pensioni sono stati ulteriormente ridotti anche dal drenaggio fiscale – precisa Giangrande -, cioè dall’aumento silenzioso della tassazione che agisce in presenza di inflazione e di un’imposta progressiva non indicizzata all’inflazione. Nonostante questo, il governo continua a non predisporre alcun intervento rilevante”.
I dati dell’osservatorio del ministero delle Imprese confermano il salasso ai distributori e testimoniano che il costo dei carburanti ha superato soglie critiche. Oggi il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale è di 2.022 euro al litro per la benzina e di 2.130 per il gasolio. Con buona pace degli oltre 2,5 miliardi spesi con i vari decreti sugli sconti delle accise per tentare di calmierare il prezzo alla pompa.
Paga chi sta peggio
Bollette di luce e gas, quindi, ma anche di acqua e telefonia, e poi Tari, libri e materiale scolastico, salute, sport. Sommando tutto si arriva alla stangata autunnale di 2.959,42 euro a famiglia solo per le spese in programma tra settembre e novembre, calcolata dall’osservatorio di Federconsumatori che denuncia un aumento del 7,2 per cento rispetto al 2025.
“Questa è un’inflazione che colpisce chi sta peggio – spiega Giangrande -. Per esempio, a fronte di un’inflazione cumulata che nel quinquennio 2021-2025 è stata del più 20,6 per cento, si osserva un aumento più consistente per le famiglie con una minore capacità di spesa rispetto a quelle più abbienti: più 24,5 per le prime contro il 19 per le seconde. I nuclei con un minor reddito, che concentrano le proprie spese sui beni essenziali e ad alta frequenza di acquisto, hanno subito e stanno ancora subendo l’esplosione dei prezzi iniziata nel 2021”.
Emergenza salariale
Durante questo periodo la dinamica salariale non ha seguito quella dei prezzi, come dimostra il divario tra l’andamento dell’inflazione e quello delle retribuzioni contrattuali orarie: infatti, i salari reali sono inferiori di oltre l’8 per cento rispetto al 2021.
“Bisogna per questo affrontare urgentemente questa emergenza salariale – prosegue Christian Ferrari della Cgil - innanzitutto rinnovando tempestivamente i contratti collettivi nazionali per difendere e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori. Al contempo va garantita la piena perequazione delle pensioni. Sul piano fiscale, vanno tassati gli extraprofitti per recuperare risorse indispensabili a finanziare interventi di sostegno alle fasce più fragili della popolazione e, soprattutto, non è più rinviabile la sterilizzazione del drenaggio fiscale, indicizzando automaticamente all’inflazione scaglioni, detrazioni e parametri Irpef”.
“Infine, occorre aumentare significativamente la produzione di energia da fonti rinnovabili e gli investimenti per la transizione ecologica – conclude Ferrari -, le uniche misure in grado di abbassare strutturalmente il costo delle bollette e di garantirci una vera autonomia energetica. Senza questo la crisi economico-sociale e la deindustrializzazione in corso rischiano di diventare irreversibili”.






















