Tutti contro la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale de La Fenice di Venezia. Ieri (3 aprile) è stata la volta del pubblico accorso per il tradizionale concerto del Venerdì santo. La contestazione - dopo le reiterate proteste dei maestri d’orchestra - è stata del pubblico. In particolare del Comitato Fenice Viva nato lo scorso settembre (subito dopo la contestata nomina) a sostegno della mobilitazione dell’orchestra e del coro.

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Il programma prevedeva brani di Vivaldi, Lotti e Pergolesi, con la direzione di Michael Hofstetter. Subito dopo l’ovazione rivolta agli orchestrali saliti sul palco, è arrivata la protesta della platea che ha scandito “Dimissioni! Dimissioni!” rivolgendosi a Nicola Colabianchi, il sovrintendente che, su pressioni del ministero, aveva deciso la nomina di Venezi. Dai palchi, poi, è seguito un lancio di volantini di protesta.

Prima del concerto, il Comitato aveva distribuito agli spettatori volantini dal contenuto inequivocabile: “L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi”.

La città, insomma, sembra unita contro quella che viene avvertita come una prevaricazione, una battaglia che non ha nulla contro la persona Venezi: quello che tutti stigmatizzano, anche fuori dalla città, è l’inadeguatezza del suo curriculum per una direzione così prestigiosa, le ingerenze politiche e le modalità in cui la nomina è avvenuta. Saltando, inoltre, una prassi consolidata, ovvero la consultazione di orchestra e coro. Per la prima volta, però, si è registrata una presa di posizione così diretta da parte degli abbonati.