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Si arricchisce di altri due episodi quella che è ormai diventata una vicenda che sembra non aver fine, ovvero la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale de La Fenice di Venezia avvenuta lo scorso settembre. Il 10 marzo il Consiglio d’indirizzo della Fondazione ha ribadito l’investitura voluta dalla sovrintendenza e il giorno successivo sono arrivate le dimissioni del musicista Alessandro Totato, dallo stesso Consiglio.
Le motivazioni sono state affidate a un lungo post su Facebook il cui succo è questo: “È evidente che la questione si è fatta meramente politica e che non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri”. E inoltre, ricorda sempre Totaro, il Consiglio non ha alcuna competenza in materia di nomine e incarichi.
“Siamo abbastanza stupiti del fatto che il Consiglio d’indirizzo sia stato convocato per ribadire, ormai per la terza volta, la nomina di Venezi, per dire di nuovo che è bravissima e che il suo curriculum adeguato", commenta ironicamente Nicola Atelmi, segretario generale della Slc Cgil Veneto. E ancora: “Non c’era alcuna necessità di un ulteriore passaggio formale, perché la nomina è di competenza del sovrintendente con l'approvazione del ministero – in questo caso una vera e propria pressione – e comunque un passaggio in Consiglio c’era già stato nei mesi scorsi”.
Come si spiega, dunque, quanto accaduto? Per il sindacalista, si tratta di una “indubbia dimostrazione di grande debolezza questo voler ribadire la decisione presa”. D’altra parte come è noto la nomina di Venezi è stata pesantemente criticata non solo dai musicisti dell’orchestra, ma anche da una serie di prestigiosi maestri, che non la ritengono adeguata al ruolo per il quale è stata scelta, frutto piuttosto di pressione politica da parte del ministro. “Quello che è da capire, casomai – aggiunge Atelmi - è se il contratto con la direttrice sia stato firmato. Dicono di sì, ma noi ancora non abbiamo visto nulla”.
Dalla riunione del Consiglio, poi, è trapelata un’altra notizia, ovvero che Venezi non dirigerà né la “prima” a ottobre, né il Concerto di Capodanno, proprio quello che ogni anno viene trasmesso in diretta sulla Rai. “Per noi è un fatto inspiegabile – attacca il segretario generale della Slc Cgil -. Passi per la ‘prima’, ma come è possibile per un appuntamento così importante? Noi un sospetto lo abbiamo, e cioè che sia lei che non vuole dirigerlo. Ma i motivi non sono chiari: non si sente all’altezza? È intervenuta la Rai?”.
Su questo scenario così complesso, poi, peseranno le elezioni per il sindaco che si svolgeranno il 24 e 25 maggio. Il sindaco presiede il Comitato di indirizzo che, come si diceva, non ha competenze in fatto di incarichi. “Ma il sindaco è sempre il sindaco, ha un peso – riprende il dirigente sindacale - soprattutto nella gestione di questa situazione che si è venuta a creare, in particolare per le modalità di nomina di Venezi: non è stata rispettata la prassi che vuole comunque una consultazione, un passaggio, con i musicisti”.
Quanto alle dimissioni di Totaro, “credo gli facciano onore – osserva il segretario della Slc regionale–. Si è reso conto che è in atto una dinamica politica che parte da Roma e che non ha nulla a che vedere con la musica e il teatro. Evidentemente ha ritenuto non accettabile che il suo nome venga associato a ciò che sta accadendo”.
Resta comunque da vedere come Beatrice Venezi potrà assumere da ottobre la direzione dell’orchestra de La Fenice dopo essersi attirata l’ostilità non solo degli orchestrali, ma anche degli abbonati: "Hanno paura del nuovo, hanno più di 80 anni", come ebbe modo di dire lo scorso febbraio. “Ha tutta la città contro, credo ci sia in ballo anche una questione di orgoglio cittadino: difficilmente Venezia è stata così unita come su questa vicenda”, conclude Atelmi.























