“A Solofra c’è un problema di legalità che tutti conoscono e che da dieci anni si sceglie di non affrontare”. È la denuncia della Filctem Cgil Avellino Benevento che interviene sulla situazione del distretto conciario irpino parlando di una questione rimossa troppo a lungo dalla comunità e dalle istituzioni.

A parlare è il segretario generale Carmine De Maio che ricorda le numerose operazioni delle forze dell’ordine, i sequestri e le indagini su illeciti economici e ambientali che negli anni hanno interessato il territorio. Episodi che la comunità conosce bene ma che, secondo la Filctem Cgil, non hanno prodotto una reale presa di coscienza.

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La rimozione del problema

Nonostante questi fatti, nel dibattito pubblico continua a prevalere l’idea che il problema non esista oppure che riguardi territori diversi da quello campano. Un atteggiamento che il sindacato definisce una rimozione collettiva, capace di rendere quasi normale ciò che invece dovrebbe essere affrontato.

Nel mirino della Filctem c’è anche la narrazione dei soldi facili e delle scorciatoie, sintetizzata nel adagio “così fan tutti”. Una cultura che, secondo il sindacato, rischia di normalizzare l’illecito e di penalizzare la parte sana del territorio.

Lavoratori, cittadini e imprese che rispettano le regole — osserva De Maio — non possono restare ostaggio di equilibri che favoriscono pochi e frenano lo sviluppo dell’intero distretto.

Il confronto mancato

Lo scorso ottobre la Filctem Cgil, insieme al circolo Legambiente Valle Solofrana, aveva chiesto un confronto pubblico sul tema della legalità. Durante il Consiglio comunale, ricorda il sindacato, la risposta ricevuta fu che la legalità non rappresentava un problema specifico di Solofra.

Una posizione che per la Filctem spiega perché negli ultimi dieci anni non sia stato avviato alcun percorso concreto. Non si tratta soltanto di silenzio istituzionale, sostiene il sindacato, ma della scelta di non affrontare una realtà scomoda.

Il futuro del distretto

Per la Filctem Cgil il tema della legalità riguarda direttamente il futuro economico del territorio. Senza regole certe e rispettate non può esserci sviluppo, né attrattività per nuovi investimenti.

Il distretto di Solofra, sottolinea De Maio, conserva ancora competenze, storia industriale e capacità produttiva. Segnali di vitalità continuano a emergere dal territorio e indicano che una ripresa è possibile.

In queste condizioni il distretto potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per il lavoro, per l’ambiente e per l’economia dell’Irpinia. Ma senza legalità, avverte la Filctem, non ci saranno innovazione né occupazione stabile.

L’iniziativa alla Prefettura

Per questo la Filctem Cgil, insieme ad altre organizzazioni sindacali e a Legambiente, annuncia l’intenzione di rivolgersi alla Prefettura

L’obiettivo è chiedere un supporto istituzionale che aiuti il territorio ad avviare un percorso di trasparenza e responsabilità. Dieci anni di silenzi, sostiene il sindacato, dimostrano che il problema non può essere affrontato senza un intervento più ampio.

“Solofra non è un territorio perduto: è un territorio bloccato”, afferma Carmine De Maio. Un territorio che, se liberato da queste dinamiche, potrebbe tornare a essere un motore di sviluppo per lavoro ed economia.