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13 ottobre 2021

Green pass, tra obbligo e decreti

Marco Togna
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Il G20 sulla crisi dell’Afghanistan, l’imminente arrivo dell’obbligo di green pass per i lavoratori e i Dpcm sul lavoro pubblico e privato, il no del centrodestra allo scioglimento di Forza Nuova: questi i temi che dominano le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali di oggi (mercoledì 13 ottobre).

“Il G20 e l’emergenza umanitaria. Draghi: aiutare l’Afghanistan non è legittimare il regime talebano” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “Green pass, lite sui tamponi. Grillo: esami gratis ai lavoratori no vax. Salvini lo sostiene, il Pd contrario: sarebbe una beffa per chi si è vaccinato. Timori per la corsa ai test. Il governo va avanti: venerdì scatta l’obbligo. Vietato alle aziende tenere in memoria i dati. Dai porti ai tir, allarme del Viminale per le proteste selvagge”.

Sulla Stampa si legge: “Salvini e Meloni alzano il muro: ‘Forza Nuova serve a sinistra’. Il segretario della Lega: ‘Il vero fascismo è chiudere un movimento politico’. Sul palco di Trieste i leader del centrodestra si ribellano alla mozione del Pd”. Tema diverso per il Messaggero: “Tamponi gratis, prime aperture. Il governo invita le imprese portuali a sostenere le spese dei test per evitare blocchi. Orlando contrario all’esame a carico dello Stato. Green pass obbligatorio, ecco le regole”.

“Merce di scambio”, titola il Manifesto su una grande foto di un porto: “A poco più di 48 ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di green pass sono finalmente pronti i due dpcm per il lavoro pubblico e privato. Test gratuiti per i portuali, ma a Trieste non basta: la minaccia è il blocco delle merci. E i sindacati li chiedono per tutti i trasportatori”.

Il Giornale lancia “Obbligatorio al lavoro, primo green pass(ticcio). Il governo vara il decreto: stipendi, smart working, privacy, tutte le regole. La deroga ai portuali sul tampone gratuito innesca la guerra fra categorie”. E così Libero: “Si smonta la teoria del ‘piano nero’. Allarme delle procure: violenti pure a sinistra”.

Apertura differente per il Fatto Quotidiano: “Tamponi gratis, primo sì del governo. Dopo l’appello di Grillo, il pressing di Salvini e i cortei a Trieste, Lamorgese apre ai test gratuiti. Affare da 2,5 miliardi da oggi a dicembre”. Infine, il Sole 24 Ore: “A ruba il primo Euro green bond. Finanza europea: raccolti 12 miliardi di euro, la Commissione Ue diventa primo emittente del mondo. Domanda per 135 miliardi, 11 volte superiore all’offerta: finanzierà il Recovery Plan”.

Le interviste
In piazza per la democrazia. Lavoro antidoto al fascismo”: questo il titolo della lunga intervista alla vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, pubblicata sul Manifesto. “Abbiamo scelto piazza San Giovanni perché abbiamo un numero altissimo di adesioni da parte di associazioni e movimenti e segnali di adesioni massicce dai territori”, spiega: “L'assalto alla Cgil ha smosso le persone, scatenando gli anticorpi di una risposta civile che per fortuna esistono nel nostro Paese. Non è la prima volta che organizziamo una manifestazione in momenti delicatissimi della storia del Paese, sono sicura che anche questa volta sarà una grande piazza di partecipazione democratica”.

Fracassi sottolinea che il perimetro della manifestazione di sabato “è molto chiaro: antifascismo e Costituzione. Per questo non comprendo i distinguo postumi. Noi abbiamo ricevuto solidarietà da tutti i partiti politici, compresi quelli della destra. Sullo scioglimento delle organizzazioni fasciste non ci possono essere tentennamenti. Noi ci troviamo in questa situazione perché in questi anni non si è provveduto a farlo”. L'assalto alla sede nazionale, continua la vicesegretaria generale Cgil, è servito per “far comprendere che ci sono formazioni che si collocano fuori dalla Costituzione per valori e violenza. Non capisco perché non si riesca a dare un messaggio di unità”.

Venendo al tema specifico del certificato verde obbligatorio per i lavoratori, Fracassi ricorda che la Cgil ha “evidenziato da subito le criticità del Green pass che ora stanno emergendo. C'è un pezzo non soltanto di No Vax, ma di disagio sociale più complessivo: evitiamo di consegnare queste persone all'egemonia dell'estrema destra”. La Cgil continua a chiedere “che si arrivi all'obbligo vaccinale, ma allo stesso tempo crediamo che i 3 milioni di lavoratori non ancora vaccinati vadano ascoltati e rassicurati, per recuperarne almeno una parte. Per questo come Cgil abbiamo fatto due cose: una campagna social per favorire le vaccinazioni, ma soprattutto assemblee su tutti i luoghi di lavoro per parlare e non lasciare sole le persone”.

La vicesegretaria generale Cgil rigetta l’ipotesi di una Confederazione “appiattita” su Draghi. “Noi continuiamo a criticare il governo Draghi”, dice Fracassi: “Il terzo tema della manifestazione - antifascismo, democrazia, lavoro - racchiude tutte le questioni che abbiamo posto al governo. Faccio l'elenco: ammortizzatori, fisco, pensioni, rafforzamento di sanità pubblica e scuola, interlocuzione sul Pnrr. Su tutto questo il governo è in ritardo, non ci ha dato risposte e siamo alla vigilia della presentazione della legge di bilancio”.

In conclusione, l’esponente sindacale rimarca che “la pandemia purtroppo non è conclusa ed è stata una grande cesura che ha determinato un cambiamento nelle persone e lo deve produrre nelle risposte per superarla. Se il ruolo dello Stato è tornato in auge, deve rimanere centrale per governare il futuro. Non dimentichiamoci che stiamo affrontando la pandemia in contemporanea con processi epocali come la transizione verde e la digitalizzazione. Nei prossimi dieci anni il ruolo del pubblico sarà ancora più importante per ridurre le disuguaglianze che sono aumentate”.

Gli editoriali
“L’assalto alla sede nazionale Cgil è un attacco a tutto il sindacato italiano, l'ultimo e più grave episodio di una lunga scia di minacce, intimidazioni, atti vandalici, provocazioni che in questi mesi ha coinvolto dirigenti e strutture sindacali”. Parte da questa considerazione la riflessione del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, pubblicata sul Messaggero: “II mondo del lavoro è sotto attacco. E lo è in particolare nelle sue declinazioni più responsabili: in quella galassia confederale che oggi sostiene il percorso dello sviluppo sociale ed economico. È qui che vogliono colpire. Perché sanno che qui, nel sindacato della responsabilità, si colpisce il motore fondamentale del dialogo sociale”.

Sbarra sottolinea che “vanno applicati quei valori della Costituzione che impongono lo scioglimento di movimenti dichiaratamente neofascisti”. E che il sindacato non si farà “intimidire da chi vuole riportare indietro l'orologio della storia: le nostre sedi sono e restano un presidio di libertà, di tutela dei princìpi sanciti nelle lotte per la democrazia, la giustizia sociale, la contrattazione, il pluralismo delle idee”. Ma occorre “maggiore fermezza dello Stato nei confronti di chi fa della violenza e dell'apologia del fascismo la propria ragion d'essere”.

Ma occorre anche “rispondere con la coesione sociale, con la bussola della corresponsabilità e con l'unità del Paese, costruendo nelle prossime settimane un grande patto sociale per il lavoro e la sua sicurezza, la crescita, gli investimenti, la lotta alle diseguaglianze sociali e territoriali”. Per il segretario generale Cisl è necessario “arrivare a un accordo organico e strutturato sull'attuazione del Pnrr, Legge di stabilità, ammortizzatori sociali, politiche attive, fisco, pensioni, non autosufficienza”. E conclude con un appello al premier Draghi: “C'è, ora più che mai, da tornare allo spirito di concertazione degli anni Novanta. Questa è la strada per combattere la conflittualità sociale e anche il ‘virus’ della violenza che rischia di diffondersi oggi nel Paese”.

“Stiamo attenti, rischiamo una nuova strategia della tensione”: questo il titolo dell’editoriale del giornalista Giovanni Valentini, pubblicato sul Fatto Quotidiano. “Il primo aspetto da mettere a fuoco è proprio l'assurda contrapposizione fra il mondo del lavoro e il popolo dei No Green Pass o No Vax, l'uno identificato con la sinistra e l'altro con la destra”, spiega Valentini: “Quasi che il vaccino anti-Covid rappresentasse uno spartiacque politico o addirittura ideologico, per distinguere i due campi e i due schieramenti”.

L'infausta teoria degli “opposti estremismi”, rievoca Valentini, risale storicamente “alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso: la sua finalità principale era quella di aggregare le forze centriste per isolare le due ali della destra e della sinistra. E tornò in auge negli anni Settanta, sfruttando le violenze di una parte e dell'altra attraverso la cosiddetta ‘strategia della tensione’ che insanguinò il Paese con le bombe, le stragi e poi le azioni dei terroristi neri e rossi”. Il giornalista teme che oggi quella storia possa ripetersi, magari “sotto la regia occulta di centrali di potere nazionali o internazionali e con la complicità di apparati deviati dello Stato”.

Allora, cosa si deve fare per un evitare un pericolo di questo genere? “Occorre una maggiore vigilanza da parte delle istituzioni, delle forze dell'ordine e della magistratura, insieme a una mobilitazione generale dell'opinione pubblica democratica”. L’ex direttore dell’Espresso conclude sottolineando che “la nostra Costituzione è geneticamente antifascista. E, come si sa, reca in calce anche la firma del comunista Umberto Terracini, presidente dell'Assemblea costituente, insieme a quelle del liberale Enrico De Nicola e del democristiano Alcide De Gasperi”.

La Cgil
L’apertura di Collettiva è sempre dedicata all’assalto subìto dalla Cgil nazionale e alle sue articolate conseguenze: da rimarcare sono l’intervista al costituzionalista Gaetano Azzariti sullo scioglimento di Forza Nuova, il racconto di una provocazione fascista a Lecce e di un atto vandalico alla sede Spi Cgil di Piombino, il video di Inca e Caaf Cgil per la manifestazione antifascista di sabato prossimo, la visita di solidarietà del presidente Inps Pasquale Tridico alla sede della Cgil nazionale.

Da segnalare anche la solidarietà della Cgil Prato ai lavoratori aggrediti della Dreamland, le novità sulle vertenze Whirlpool e Sacal e sulla situazione di Stellantis, la mobilitazione nazionale dei lavoratori della giustizia per il 13-14 ottobre.

Per la rubrica Buona Memoria, un approfondimento sul lavoro al tempo del fascismo.

L’agenda degli appuntamenti
Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.