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1 dicembre 2020

Europa tra Mes e messe

Paolo Andruccioli
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Sulle prime pagine

Unicredit, terremoto al vertice. Sul Sole 24 ore, ma anche su quasi tutti i quotidiani nazionali, la notizia sul “cambio di rotta” in Unicredit con l’annuncio dell’uscita dell’ad Jean Pierre Mustier. Il ceo ha informato ieri in serata il Cda della banca: lascerà a fine mandato nell’aprile del prossimo anno insieme all’intero Consiglio. Troppe incomprensioni sulle scelte strategiche, ha detto. A pesare sulla scelta il caso Mps. La notizia in prima pagina anche sul a Corriere della Sera e Repubblica dove Andrea Greco spiega che la scelta è nata al “bivio tra un’iniezione di italianità che potrebbe coincidere con l’acquisizione di Mps e il tirar dritto inseguendo gli investitori internazionali”. Anche il Messaggero spiega che le tensioni sono state alimentate dall’operazione Mps ispirata dal Tesoro. Si è già aperta la caccia al successore. La notizia è in apertura su La Stampa: “Bufera al vertice Unicredit: via Mustier, paga il no a Mps”. Oggetto del contendere la fusione con Monte dei Paschi di Siena sostenuta dalla maggior parte del board e dal governo, ma non da Mustier, restio a matrimoni con altre banche in questo momento di crisi.

Caso Regeni, altro scandalo. La famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso a Il Cairo, chiede al governo il ritiro dell’ambasciatore in Egitto. Per i famigliari di Giulio è infatti scandalosa l’ultima decisione presa di istituire due processi, uno in Italia dove saranno coinvolti cinque agenti egiziani imputati dell’omicidio e uno in Egitto, ma contro ignoti. Per le autorità egiziane non ci sarebbero prove sufficienti per condannare eventuali responsabili. Su Repubblica il commento di Carlo Bonini: “Compromesso in stile bizantino” (pagina 3). Sul Corriere scrive Giovanni Bianconi: “L’Egitto gela l’Italia. Regeni prove scarse” (a pagina 16)

Natale blindato. Gli spostamenti tra Regioni saranno vietati fino al 10 gennaio per evitare contagi, ma i governatori (soprattutto quelli del Nord) sono già sul piede di guerra anche contro la decisione di bloccare fino a dopo la Befana la stagione sciistica. Le nuove norme saranno varate nel prossimo Dpcm previsto per giovedì. Rimarranno chiusi gli alberghi di montagna mentre è prevista la quarantena per chi si recherà all’estero. Polemiche sulle indicazioni dell’Unione Europea di evitare le messe a Natale. Nettamente schierati contro i giornali dell’area centro destra. Il Giornale: “L’Europa vieta la messa”, Bruxelles spegne le feste, verso il divieto di cerimonie religiose in presenza che saranno sostituite con iniziative online. Sul Messaggero Mario Ajello commenta la decisione del governo inglese di permettere ai Babbo Natale di girare senza la mascherina: “Quei riti di Natale restano un diritto per tutti i bambini” (a pagina 14). Anche il Fatto Quotidiano attribuisce molto importanza alla diatriba sulle cerimonie religiose: “Ue contro le messe, vietare quelle di Natale” è il titolo di apertura. Tra i commenti quello di Spadaro, “Gesù e la Messa”  (p.9) e quello di Padellaro: “L’ultimo cazzeggio” (p.11). Sul Corriere della Sera Beppe Severgnini invita alla prudenza e al senso di responsabilità indidivuale: “Ma adesso tocca a noi”.

1 dicembre 1970, il divorzio. Dal sito di Repubblica: Il primo dicembre del 1970, cinquant’anni fa, fu approvata la legge sul divorzio. Segnò l’inizio di un processo che ci ha reso più liberi, moderni e laici. “Fu un dibattito bellissimo perché per la prima volta l’amore conquistava le piazze”, racconta Luciana Castellina, che partecipò alla discussione sulla legge. “Fu sancito il diritto di scegliere: sulla propria vita, sui sentimenti, sui legami affettivi”, dice Emma Bonino, la leader radicale simbolo della stagione delle riforme. “Per la prima volta si ruppe l’unità politica dei cattolici. E lì è cominciata la fine della Democrazia Cristiana”, racconta Raniero La Valle, intellettuale cattolico che votò “No” al referendum abrogativo del 1974. La videointervista a Luciana Castellina è a cura di Simonetta Fiori, montaggio di Alberto Mascia. Sul Riformista parla uno dei protagonisti della battaglia referendaria, Massimo Teodori che rivendica la vittoria dei radicali contro le posizioni di una parte del Pci. (intervista di Umberto De Giovannangeli (a pagina 9).

Varato il Mes (rivisto e corretto). Il giornale che lancia in modo più forte la notizia è il manifesto: “Mes a fuoco”. Il governo dà il via libera alla riforma del meccanismo europeo di stabilità. Il ministro Gualtieri alla Camera spiega che non si tratta di un ok al Mes sanitario e che quei 37 miliardi all’Italia non servono. Il vertice grillino soddisfatto, ma nel movimento è crisi di nervi (servizi a pagina 2). A proposito del tema degli aiuti economici europei da segnalare sul Mattino (p.7) una intervista a Sabino Cassese: “Il Recovery non è solo aiuti, il governo faccia le riforme” (a cura di Nando Santonastaso). Sulla prima pagina di Repubblica si spiega che con il sì del governo Conte l’Europa approva la riforma del Mes. Sui temi europei, sempre su Repubblica Alberto D’Argenio promuove Ursula Von Der Leyen, da un anno alla guida della Ue. Sul Corriere della Sera si parla di Mes a pagina 13: “Riforma Mes, il sì divide i Cinque Stelle. Gualtieri: ma non significa usarlo”.

Se cinque milioni vi sembran pochi. E’ il numero stimato dei nuovi poveri in Italia. Sulla prima pagina il titolo di apertura (sotto le notizie sul caso Regeni). “La pandemia inasprisce la crisi: in tutto oltre 14 milioni di italiani costretti a vivere in gravi difficoltà economiche. Per quanto riguarda le scelte economiche del governo da segnalare sul manifesto il commento molto critico di Giulio Marcon (Sbilanciamoci) sulla Legge di Bilancio: “Sei miliardi di nuove armi che contro il Covid non servono” (a pagina 18)

Ex Ilva, entra lo Stato. A pagina 12 del Sole 24 ore: Accordo sulla ex Ilva, entra lo Stato: nei piani 2 miliardi di investimenti” di Paolo Bricco e Domenico Palmiotti. Sul Corriere della Sera scrive Michelangelo Borrillo (p.39). Su Repubblica il pezzo di Marco Patucchi: “La nuova Ilva parte con 3mila cassintegrati, il rientro sarà automatico. Più prudente il Secolo XIX: “Mittal, l’accordo non c’è ancora: Tremila verso la cassa integrazione. Ex Ilva, slitta l’intesa con Invitalia (Gilda Ferrari a pagina 8). Su Collettiva.it ne parla Marco Togna: L’accordo c’è, lo Stato entra nel capitale dell’ex Ilva. L’intesa è stata raggiunta ieri tra ArcelorMittal e Invitalia. L’agenzia nazionale per gli investimenti inizierà con una quota del 50 per cento, poi nel giugno 2022 arriverà al 60, con il contestuale abbassamento al 40 della quota della multinazionale franco-indiana. “Non è un progetto finanziario, ma un progetto industriale strategico”, ha spiegato l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, al tavolo con i sindacati che si è tenuto nel primo pomeriggio. La stipula del contratto di coinvestimento è fissata per giovedì 10 dicembre, mentre per la metà della settimana prossima è convocato un nuovo incontro con i sindacati per l'aggiornamento e l'approfondimento tecnico sul piano industriale. “La decisione del governo di entrare in ArcelorMittal attraverso la controllata Invitalia è importante”, spiega la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David, considerando “positivo che lo Stato entri negli asset strategici dell’industria di questo Paese, a partire dalla siderurgia: è una garanzia e una scelta di politica industriale”. Lo Stato, sollecita la leader sindacale, non deve quindi “limitarsi a un intervento di natura finanziaria, bensì deve assumere nella nuova società una funzione di indirizzo strategico del progetto industriale”.

Un’industria per lo Spazio. "La filiera spaziale nel Lazio: dalla ricerca e l'innovazione, alla produzione industriale" è il titolo dell'iniziativa che si svolgerà oggi, organizzata dalla Flc Cgil e dalla Fiom di Roma e Lazio, in diretta sulle pagine facebook dei sindacati dalle 15.15 alle ore 18.30. Un'occasione per discutere di uno dei settori strategici fondamentali che il Lazio riveste in Europa, un ruolo rilevante da cui la regione Lazio e l'Italia possono ricevere un forte impulso per la ripartenza. All'interno del settore spaziale, il Lazio rappresenta una regione unica a livello europeo, perché in questo territorio, sono presenti: istituzioni accademiche che svolgono una rilevante azione nella formazione di personale altamente qualificato da impiegare in tali attività; L'Agenzia Spaziale Italiana e molti degli Enti di Ricerca direttamente e indirettamente coinvolti nel settore spaziale; tutta la filiera produttiva e di servizi a supporto della progettazione e costruzione di satelliti. In sostanza, il Lazio è un territorio nel quale la "filiera dello spazio" contiene tutto quello che serve per muoversi a 360 gradi in tutte le attività coinvolte in questo settore. Saranno ospiti rappresentanti del governo e della regione, delle grandi Industrie, nonché dei Presidenti degli Enti di Ricerca si confronteranno con il segretario generale della Flc, Francesco Sinopoli e la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. Sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Paolo Ornelli (assessore Sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione regione Lazio), Gian Paolo Manzella (sottosegretario al Mise), Patrizia Toia (europarlamentare, vicepresidente commissione Itre), Fabio Massimo Castaldo (vicepresidente. del Parlamento europeo), Riccardo Fraccaro (sottosegretario alla Pcm). L'iniziativa sarà conclusa dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Previdenza come prevenzione. Al ventesimo Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro alle 14.30 di oggi si terrà il convegno on line “La previdenza come strumento di prevenzione”, organizzato da Ambiente lavoro in collaborazione con l’associazione Lavoro & Welfare. Partecipa il segretario generale Cgil Maurizio Landini.

Giovedì, giornata della disabilità. Raidue, Rai Per il Sociale e Rai Pubblica Utilità in campo nella Giornata Internazionale delle Persone con disabilità, Il lavoro è di tutti, giovedì 3 dicembre. Alle 23 su Raidue andrà in onda lo speciale di 'O anche no' dal titolo appunto 'Il Lavoro è di tutti'. L'obiettivo della trasmissione è parlare del lavoro per tutti e di tutti. Ospiti, i segretari generali dei sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Anna Maria Furlan, Pierpaolo Bombardieri, Francesco Paolo Capone (Ugl) che racconteranno quattro storie di lavoro e successo che vedono protagonisti persone con disabilità. Un miglioramento del sistema sociale italiano non può tollerare una società divisa in due, i forti e i deboli, nella quale la disoccupazione rappresenta la forma odiosa di emarginazione e in particolar modo ciò vale per le persone con disabilità. Infatti solo il 31,3% di loro risulta occupato. Questa è una questione che riguarda anche l'Europa, perciò concluderà la serata Luca Visentini, segretario generale della Ces, la Confederazione Europea dei Sindacati. Nella trasmissione si alterneranno musica (cantanti in studio e in collegamento), divertimento (momenti di comicità e di satira) e riflessione (storie e testimonianze di protagonisti). 'O anche no' , il programma dedicato all'inclusione e alla solidarietà realizzato con Rai per il sociale e giunto alla terza stagione, è diventato il format di riferimento della televisione italiana per conoscere, apprezzare e sostenere le disabilità positive. Un nuovo modo di fare tv che non indulge alla pornografia del dolore e nemmeno parla di supereroi (i famosi super disabili) ma di persone tra le persone, cittadini fra i cittadini, con la stessa umanità, la stessa dignità e lo stesso diritto al lavoro... come testimonia il sottotitolo: ''Da vicino nessuno è normale”.

Punti di vista

Carceri, restiamo umani. L’esortazione arriva da Gad Lerner che oggi scrive una lunga lettera critica al direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, per denunciare la situazione di estrema precarietà e rischio per la salute degli istituti penitenziari. Commentando un articolo di Travaglio, Lerner scrive: “Mi è dispiaciuto che Marco Travaglio abbia indirizzato domenica scorsa il suo ben noto sarcasmo non solo nei confronti di Luigi Manconi, Roberto Saviano e Sandro Veronesi - che hanno la scorza dura - ma anche delle persone recluse in carcere al tempo del Covid. L'articolo spiritosamente intitolato "Tana liberi tutti" sosteneva che dal punto di vista sanitario `le carceri restano il luogo più sicuro, protetto e controllato del Paese". E, richiamandosi al `buonsenso" (parola viziata dall'abuso che ne fa Salvini), aggiungeva che "contro un virus che si combatte con l'isolamento, chi è già isolato è avvantaggiato rispetto a chi non lo è". Non è una materia su cui scherzerei (…)

Ecco perché servirebbe una “patrimoniale”. Ne parla sul quotidiano Domani l’economista Massimo Bordignon: “La presentazione di un emendamento alla legge di bilancio per il 2021, favorevole all'introduzione di una imposta sui 'patrimoni, ha suscitato l'usuale putiferio mediatico. L'emendamento ha più il sapore di un segnale politico che di una proposta concreta; riforme importanti vanno meditate a lungo sul piano tecnico e discusse in anticipo con l'opinione pubblica; si fanno perciò tipicamente con legge delega, certo non con un emendamento last minute. Detto ciò, è bene parlarne. Si discute di un'imposta ordinaria sul patrimonio, non di un'imposta straordinaria sui patrimoni per finanziare il debito pubblico, una confusione che viene deliberatamente alimentata dai giornali della destra più becera. Poi va anche detto che imposte patrimoniali ordinarie già esistono in Italia. Il patrimonio immobiliare è tassato tramite l'imo, anche se limitatamente alle seconde case e agli edifici commerciali, e l'imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli è una forma di patrimoniale sulla ricchezza finanziaria_ Infine, anche se ridotta ai minimi termini, esiste anche un'imposta di successione, cioè una tassazione sul trasferimento della proprietà tra generazioni. Tranne l'ultima, sono tutte imposte reali; cioè imposte che hanno come riferimento mento un oggetto specifico (il patrimonio) e non il soggetto che possiede questo patrimonio. La novità di questa proposta è che dipende dal patrimonio personale posseduto da un particolare contribuente. Questo permetterebbe di fame una tassa progressiva, se costruita con aliquote crescenti al crescere del patrimonio personale zero fino a un certo livello, e poi crescenti per livelli di ricchezza successivi. Ma qui casca l'asino, sull'effettiva praticabilità.(..)

Tutti gli appuntamenti in agenda

Per tutti gli appuntamenti in calendario vedi l’agenda sul sito della Cgil nazionale:  e l’agenda di Collettiva.it. https://www.collettiva.it/agenda/