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Ecco il nuovo sport olimpico di Milano Cortina: l’amichettismo di fondo, disciplina senza arbitri e con medaglie già incise. Vince chi frequenta i piani giusti, chi rassicura il potere, chi confonde fedeltà con competenza. Il servizio pubblico fa da pista, il canone da carburante.
Il direttorissimo Paolo Petrecca corre in testa. Telecronista per autoproclamazione, intoccabile per copertura politica, inciampa in diretta su nomi, volti, luoghi. Milano diventa altrove, artisti mutano identità, campioni scompaiono. L’errore si fa linguaggio, l’approssimazione diventa metodo.
Il copione arriva da lontano. RaiNews prima, RaiSport poi. Servizi oscurati, titoli piegati, redazioni sfiduciate archiviate come rumore. Tre mozioni di sgradimento valgono meno di una benedizione dall’alto. Il mantra resta lo stesso, ripetuto con calma olimpica: “ho le spalle coperte”.
Attorno, chi sa viene interrotto, chi dissente isolato. La competenza pesa, l’obbedienza vola. Anche la pace può sparire dal racconto se stona con la linea. TeleMeloni prospera così, tra comizi integrali, parentele esibite e informazione ridotta a coreografia.
Ora arrivano meme e indignazione, tardivi come sempre. Il problema resta a monte. Finché le poltrone si assegnano per affinità e le figuracce diventano format, il podio è garantito. Facce di bronzo, applausi registrati e credibilità dispersa lungo il percorso.






















