Un emendamento al decreto Milleproroghe e una petizione: il tentativo è quello di fermare il commissariamento di quattro Regioni – Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna - “ree” di non aver proceduto col dimensionamento scolastico.

Il dimensionamento della rete scolastica (deciso dalla Finanziaria del 2023 che ha innalzato il parametro minimo da 600 a 900-1.000 alunni per istituto) ha già comportato la soppressione di 700 istituzioni scolastiche con la perdita di circa 1.400 posti tra dirigenti scolastici e Dsga, ricadute pesanti sugli organici del personale Ata e docente e un peggioramento complessivo della qualità dell’offerta formativa delle scuole. Secondo una proiezione della Flc al 2031-32, se il dimensionamento non verrà fermato, sul territorio nazionale i tagli produrranno il passaggio da 8.136 a 6.885 istituti.

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La Flc ha dunque proposto un emendamento al decreto Milleproroghe che propone di fermare il dimensionamento disposto dal governo e prorogare anche per l’anno scolastico 2026/2027 la deroga del 2,9% per le Regioni che non hanno rispettato i contingenti degli organici di dirigenti scolastici e Dsga corrispondenti al numero di istituzioni scolastiche funzionanti.

L’emendamento è stato sottoscritto da Irene Manzi e altri parlamentari del Pd ed è motivato, si legge in una nota della Flc Cgil, “dalla necessità di evitare ulteriori tagli di personale docente, Ata, Ds e Dsga e la chiusura di ulteriori istituzioni scolastiche. L’obiettivo è quello di rendere la rete scolastica rispondente alle particolari specificità territoriali, prevenire contenziosi e garantire stabilità all’offerta formativa”. Per sostenere questo emendamento è stata lanciata una petizione online rivolta al personale della scuola e a tutti i cittadini.

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Il governo sostiene che il dimensionamento sarebbe imposto dal Pnrr, ma in realtà il Piano non comporta alcun obbligo, ma indica la necessità di intervenire sul dimensionamento scolastico, come pure sul numero degli alunni per classe, al fine di “fornire soluzioni concrete ad alcuni problemi che le scuole italiane stanno vivendo con particolare sofferenza”.

Le ricadute dei tagli non sono solo di tipo organizzativo, ma possono risultare pesanti. Il governo insiste sul fatto che nessun plesso verrà chiuso ma, come fa notare Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, “il taglio delle autonomie sta determinando, oltre alla riduzione corrispondente di Ata, Dsga e dirigenti scolastici, la costituzione di mega scuole e il progressivo allontanamento dal territorio, desertificando le aree interne del Paese: già oggi abbiamo istituzioni che insistono su una pluralità abnorme di Comuni, con numeri elevatissimi di studenti e di personale docente. In alcune Regioni il taglio è stato brutale, arrivando al 25-30% delle scuole”.