Il destino dell’Artico è quello dell’umanità intera. Non esistono margini in un pianeta finito e ciò che si spezza al Nord finisce per spezzare anche le certezze altrove. Il grande Nord non è soltanto un territorio, ma una responsabilità condivisa. Se continuerà a trasformarsi senza un progetto comune diventerà la misura delle nostre omissioni. Per questo il libro chiede di osservare, capire e agire”.

Sono parole degli autori del volume “2050. La guerra dei ghiacci”, Cecilia Sandroni e Giovanni Tonini, pubblicato dalla piattaforma di comunicazione transculturale ItaliensPR e del quale è in corso la presentazione in molte città italiane. “Un’opera tra ricerca, formazione e impegno civile” che viene pubblicata proprio nel momento in cui l’Artico è da molte settimane al centro delle cronache internazionali, con il presidente statunitense, Donald Trump, che se ne vuole appropriare per questioni di strategia difensiva, come egli stesso dichiara, e di sfruttamento delle sue importanti risorse, aggiungiamo noi. 

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Il volume, sviluppato all’interno dell’internship internazionale di ItaliensPR con giovani studiosi e analisti coinvolti in un percorso formativo, contiene un’analisi e una riflessione interdisciplinari sul ruolo dell’Artico in un nuovo assetto geopolitico, economico e militare, come si legge nel comunicato stampa, frutto del lavoro di due autori con competenze diverse, ma complementari. 

Cecilia Sandroni ha una formazione umanistica, è una giornalista ed è esperta di relazioni internazionali, ha lavorato a lungo nel campo della promozione interculturale e fondato la piattaforma  ItaliensPR, è socia della Foreign Press Association a Roma e da tempo collabora a campagne sociali e civili.

Giovanni Tonini è un ex militare che ha lavorato anche per la Nato, laureato in Scienze della Difesa e della Sicurezza, nonché in Fisica, ha studiato Scienze Strategiche negli Stati Uniti e ottenuto un MBA e un Master in Criminologia, Criminalistica, Investigazione e Psicologia Giuridica, attività alle quali si dedica dal suo congedo insieme ad analisi nel settore marittimo e geopolitico internazionale.

Nel volume i due autori analizzano e documentano lo scioglimento accelerato dei ghiacci, l’apertura delle nuove rotte marittime e la crescente competizione per l’accesso alle risorse strategiche anche alla luce del cambiamento climatico fenomeno che non può non incidere sugli attuali assetti politici, economici e militari.

Le tensioni emerse attorno alla Groenlandia confermano quanto gli autori sostengono nel loro lavoro: "Il controllo delle regioni artiche e subartiche rappresenta una delle principali linee di frattura del sistema internazionale contemporaneo”.

“Quando i ghiacci si sciolgono, iniziano le guerre”

Un’affermazione che per gli autori non appartiene più al linguaggio della metafora, ma a quello della realtà. Sandroni e Tonini ci conducono per mano in una realtà ignota ai più sino a poco tempo fa, nel tentativo di far comprendere la complessità del tema con uno stile di scrittura che trasforma un saggio in un libro che avvince come sa fare la narrativa.

Anche l’Italia è in corsa 

È lo scioglimento dei ghiacci che ha dato il via alla corsa all’accaparramento delle risorse al quale sono interessati gli Stati uniti, ma anche l’Europa e non solamente, tanto da fare minacciare a Donald Trump la militarizzazione dell’Artico. 

Non manca quindi un capitolo sul ruolo dell’Italia e sulla strategia nazionale che si pone l’obiettivo, anche attraverso la ricerca scientifica, di accreditarsi come partner presso gli attori principali nell’area artica. Gli autori trattano quindi della partecipazione della Marina militare italiana al programma High North e cosa questo implichi con un focus sull’impatto che l’apertura delle rotte polari potrebbe avere sul traffico marittimo nel Mare Mediterraneo in generale e sui porti italiani in particolare. 

È vero che l’Italia dista quasi 5000 km dalla Groenlandia, ma la vera contesa artica “riguarda il nostro modo di abitare la Terra – come sostengono gli autori -. Ogni scelta compiuta in nome dello sviluppo può aprire una possibilità o un conflitto e ciò che accade al Polo Nord non rimane confinato ad esso.” Quanto sta accadendo “coinvolge rotte, sovranità, tecnologie e modelli di potere. Comprenderlo significa capire la direzione in cui sta andando il mondo.”

“Il futuro dell’Artide dipenderà dalla capacità di riconoscere che ogni atto umano lascia una traccia – concludono –. Quando il ghiaccio arretra non arretra solo una superficie bianca, ma arretra l’idea stessa di stabilità costruita nei secoli.”

“2050. La guerra dei ghiacci” si può leggere in edizione cartacea come in versione ebook.