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“Sono 1.606 le famiglie sfollate e 800 gli immobili già chiusi. Senza casa e con le attività commerciali, agricole e produttive in ginocchio, gli abitanti di Niscemi, pur mostrando una grande dignità, pretendono risposte certe e in tempi rapidi. La solidarietà che è scattata nella comunità è uno straordinario segnale, ma c’è bisogno, senza perdere ulteriore tempo, che si comincino a valutare soluzioni concrete e praticabili, a partire dalla predisposizione di piani alloggiativi che ridiano sicurezza a chi oggi ha perso tutto”. Lo afferma in una nota Giusi Milazzo, segretaria nazionale Sunia, dopo gli ultimi sviluppi della frana provocata due settimane fa dal ciclone Harry.
“Potremmo sostenere – osserva la dirigente sindacale – che si possono usare le abitazioni vuote e non utilizzate, e a Niscemi ce ne sono tante, ma quello che è essenziale è che sia certa la loro sicurezza e abitabilità. Potrebbe essere utile attuare un piano di riqualificazione del patrimonio abitativo non utilizzato, ma è necessario che sia certo che la frana non continui a trascinare con sé porzioni di paese”.
Un ruolo importante potrebbe svolgerlo il patrimonio abitativo pubblico che, opportunamente ristrutturato, considerata la sua ubicazione in una zona lontana dal fronte della frana, potrebbe rappresentare, così come ha già chiesto il Sunia, una soluzione almeno provvisoria.
“Oggi – prosegue Milazzo – stiamo assistendo a un rimpallo di responsabilità sul perché non siano stati spesi i fondi disponibili per la messa in sicurezza e su chi non l’abbia fatto: fare chiarezza è importante, ma oggi le priorità sono altre. Quello che è evidente è che la fragilità del territorio dell’isola impone che la messa in sicurezza sia una pratica continuativa e che, una volta per tutte, si metta fine al consumo di suolo e a qualsiasi deroga o sottovalutazione dei vincoli costruttivi nel territorio dell’isola”.
La Fp Cgil chiede più Vigili del fuoco nel nisseno
“Il ruolo dei Vigili del fuoco di Caltanissetta è stato fondamentale. Hanno garantito piena operatività con turni di lavoro straordinario. Il protrarsi dell’emergenza sta tuttavia determinando problemi di natura organizzativa che vanno risolti”. Lo sostiene la Fp Cgil di Caltanissetta che, insieme alle Rsu del comando territoriale dei vigili del fuoco, ha scritto al sottosegretario del ministero dell’Interno Prisco, al capo dipartimento dei Vigili del fuoco e ai vertici del corpo nazionale e siciliano dei Vvf per chiedere che siano resi definitivi i trasferimenti di personale operativo di queste settimane e che ci sia un incremento strutturale della dotazione organica del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Caltanissetta.
Nella nota, a firma del segretario della Fp Sandro Pagaria e del Rsu Davide Vassallo, si evidenzia che “questi interventi sono indispensabili per assicurare una risposta stabile ed efficace all’emergenza idrogeologica a Niscemi, ma anche alle ricorrenti emergenze stagionali, come gli incendi in estate e i fenomeni legati al dissesto in inverno, in tutto il territorio provinciale”.
“La presenza di personale locale profondo conoscitore del contesto territoriale e sociale rappresenta un valore aggiunto essenziale non solo sotto il profilo operativo, ma anche sotto quello umano e relazionale – affermano Pagaria e Vassallo –. In una fase così delicata è fondamentale rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, garantendo una presenza stabile e riconoscibile sul territorio”.
“Il rafforzamento del dispositivo di soccorso – concludono Pagaria e Vassallo – consentirebbe di ridurre il ricorso sistematico e prolungato al lavoro straordinario, tutelare la salute e la sicurezza del personale e garantire una gestione più efficace, continua e sostenibile delle emergenze”.






















