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Se il sindacato pensionati abbraccia l'innovazione

Se il sindacato pensionati abbraccia l'innovazione
Foto: fotografia di Marco Merlini
Lorenzo Rossi Doria
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“Futuro. Non si dice, si fa”. È questo il titolo della Festa nazionale di LiberEtà organizzata dallo Spi Cgil dal 26 al 28 giugno a Milano. Una scelta non casuale, quella della città lombarda, che aspira, complice la Brexit, a diventare la "nuova Londra"

“Futuro. Non si dice, si fa”. È questo il titolo della Festa nazionale di LiberEtà organizzata dallo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati, dal 26 al 28 giugno a Milano. La scelta di questa location non è casuale e racconta bene il senso di una tre giorni che sarà dedicata ai grandi cambiamenti che stanno attraversando la nostra società. È sotto gli occhi di tutti infatti il ruolo che da alcuni anni a questa parte Milano sta giocando sul terreno dell'innovazione.

La città si sta trasformando profondamente con nuovi quartieri che vengono su dall'oggi al domani e uno skyline fatto di grattacieli che la proietta tra le grandi d'Europa. Più di qualche analista internazionale sostiene che possa diventare, complice la Brexit, la nuova Londra e c'è da credergli visti quanti gruppi dell'hi-tech si stanno accasando qui e quante start up stanno avendo fortuna.

Anche sul fronte del lavoro Milano sta cambiando pelle, con tutto quello che ciò comporta. Per le sue strade non è raro vedere - più che in ogni altra città d'Italia - sfrecciare i fattorini in moto di Just Eat o quelli in bicicletta di Deliveroo, le app della consegna del cibo a domicilio che stanno diventando gioco forza la nuova frontiera del sindacato che ambisce a rappresentare i nuovi lavori.

La Festa si svilupperà quindi in alcuni dei luoghi chiave di questo processo di sviluppo e di trasformazione. Perché anche la scelta di un posto dove tenere un'iniziativa racconta una storia e soprattutto dice molto di quali idee il sindacato dei pensionati intende mettere in campo nel prossimo futuro. Un discorso che vale anche per la decisione, unica nel panorama sindacale, di affidare tutti gli allestimenti a WeMake, FabLab milanese e significativa realtà del nuovo artigianato digitale.

Uno dei luoghi scelti per le iniziative è il Mudec, Museo delle culture. Lo spazio sorge all'interno dei locali che un tempo furono della grande fabbrica Ansaldo. Siamo in via Tortona, storico distretto industriale nel cuore della città. Il museo, progettato da David Chipperfield, è conosciuto in tutto il mondo ed è un vero gioiello di architettura moderna. Qui dentro il 26 giugno si terrà un dibattito con urbanisti e amministratori locali che affronterà un grande tema inevaso del nostro paese: quello della rigenerazione urbana e delle periferie delle nostre città.

Sembrano lontanissimi i tempi in cui se ne dibatteva pubblicamente. Eppure le periferie, a Milano come in tutto il paese, stanno ancora li con tutti i loro problemi: diritto alla casa, mobilità, infrastrutture, accesso ai servizi. Per la Cgil è fondamentale riconsiderare il proprio ruolo nelle città. Perché è del tutto evidente che il modello di società è cambiato e un sindacato non può che attrezzarsi di conseguenza. È per questo che lo Spi Cgil lancerà proprio da Milano le sue idee per le periferie e per un nuovo modello sindacale, di quartiere, vicino alle persone e attento ai nuovi bisogni.

Un'altra iniziativa dall'alto valore simbolico si terrà invece a Base Milano, esperienza innovativa, culturale, artistica e di coworking che si trova anch'essa negli spazi della ex Ansaldo. I pensionati dello Spi la visiteranno con la guida speciale di Valentina La Terza, ragazza che ne cura la programmazione, e di Teresa Barbieri, una pensionata che qui ha fatto l'operaia per una vita. È un passaggio di consegne ideale tra chi c'era prima e chi c'è oggi. È il segno tangibile di un'attenzione ai cambiamenti, a quel "nuovo che avanza" che non necessariamente deve essere demonizzato bensì studiato, vissuto e compreso.

Il 27 giugno alla Fondazione Feltrinelli, altro capolavoro architettonico fresco di apertura, il dibattito sarà invece incentrato sui grandi mutamenti che stanno interessando il welfare e vedrà la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli rappresentanti del mondo dell'innovazione sociale e tecnologica come CheFare e WeMake.

Perché in prospettiva il nostro modello di Stato sociale difficilmente terrà così com'è e per questo c'è bisogno di ripensarlo e di riprogettarlo anche alla luce delle grandi possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

In questa occasione i pensionati avranno anche la possibilità di vedere in azione una stampante 3d - con cui si possono fare tante cose, compresi utensili per disabili e anziani non autosufficienti - e una serie di prototipi di progetti innovativi e interamente open source da applicare al welfare.

Non è una rivoluzione, ma poco ci manca per uno Spi che secondo l'opinione pubblica avrebbe tra le sue colpe quella di “invecchiare” troppo il sindacato. Un sindacato che invece ha una gran voglia di misurarsi con il cambiamento e le trasformazioni. La Festa di LiberEtà di quest’anno sta lì a dimostrarlo.