Presidio ieri, lunedì 16 febbraio, in piazza Duomo a Firenze e incontro al Tavolo di crisi della Regione Toscana per la vertenza Loipell di Scandicci, azienda del comparto moda colpita da un forte calo delle commesse. L’iniziativa, promossa dalla Filctem Cgil, si è svolta alla presenza del sindacato, del consigliere del presidente Giani per le crisi del lavoro Valerio Fabiani, della sindaca di Scandicci Claudia Sereni e di una delegazione di lavoratrici e lavoratori direttamente coinvolti dalla crisi.

Secondo quanto comunicato dall’azienda ai dipendenti, il taglio delle commesse di Prada e Tod’s sarebbe legato agli effetti dell’inchiesta della procura di Milano sullo sfruttamento del lavoro nelle filiere della moda. Una decisione che rischia di avere un impatto immediato sull’occupazione e sull’intero indotto produttivo del territorio.

La richiesta: coinvolgere brand e Confindustria

Nel corso dell’incontro, la Filctem Cgil ha ribadito la necessità di attivare gli strumenti previsti dall’Avviso Comune del 2021 siglato con Confindustria, che prevede l’apertura di un tavolo tra sindacati e imprese in caso di crisi o irregolarità. Il principio è chiaro: se i volumi produttivi vengono spostati, devono seguire anche i posti di lavoro, con una gestione condivisa che metta al centro la tutela occupazionale lungo tutta la filiera.

Il sindacato ha chiesto che al tavolo siedano non solo l’azienda, ma anche Confindustria e i brand committenti, chiamati ad assumersi la responsabilità delle conseguenze sociali delle loro scelte industriali. “Nessun lavoratore, anche indiretto, sia lasciato solo” è il messaggio rilanciato durante il presidio.

L’allarme sugli appalti e sui lavoratori invisibili

Forte la preoccupazione per i lavoratori delle aziende in appalto, in particolare quelli delle imprese cinesi coinvolte nell’inchiesta milanese. Al momento, ha spiegato la Filctem Cgil, non è stato possibile entrare in contatto con questi addetti, una condizione che rende difficile garantire loro le stesse tutele e gli stessi percorsi di salvaguardia previsti per i dipendenti Loipell.

Il rischio, avverte il sindacato, è che una parte della forza lavoro resti completamente fuori dai meccanismi di protezione e dagli strumenti di gestione della crisi.

L’appello alle istituzioni

Per questo è stato chiesto anche alle istituzioni di intervenire con urgenza per facilitare il contatto con le aziende coinvolte e con i lavoratori degli appalti, affinché nessuno resti escluso dai percorsi di tutela occupazionale e sociale.