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La tensione sale nel polo petrolchimico di Priolo. Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil proclamano lo stato di agitazione per tutti i lavoratori dell’asset B2G Sicily e chiedono l’apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione.
Brown2Green Sicily (B2G) è una società d'investimento e gestione energetica, parte della holding svizzera Achernar Assets AG, che gestisce la centrale cogenerativa ad alta efficienza (CCGT) a gas naturale di Priolo Gargallo (Siracusa). La società, ex ERG Power, si concentra sulla transizione energetica, mirando alla decarbonizzazione.
I segretari territoriali Fiorenzo Amato, Giuseppe Giansiracusa e Giuseppe Di Natale chiedono una convocazione urgente in Prefettura a Siracusa. Sul tavolo, una situazione definita “gravissima”. I sindacati parlano di comportamenti unilaterali da parte dell’azienda e avvertono che, senza risposte entro i termini di legge, partiranno nuove azioni di lotta.
Un nodo energetico che regge l’intero sito
Il punto non riguarda solo l’occupazione. La centrale B2G Sicily è un’infrastruttura chiave per tutto il sistema industriale locale. Con una potenza nominale di 480 megawatt e una produzione annua di circa 2,5 terawattora, alimenta il cuore produttivo del petrolchimico.
Garantisce vapore, acqua demineralizzata ed energia a grandi gruppi industriali come Versalis, Goi Energy e Air Liquide. Gestisce inoltre una rete interna che la rende un nodo essenziale non solo per il sito, ma anche per l’equilibrio della rete elettrica nazionale, operando nel capacity market con Terna.
Dopo la cessione, il vuoto industriale
Dopo il passaggio da ERG a B2G, denunciano le organizzazioni, non è stato presentato alcun piano industriale credibile. Gli unici investimenti realizzati sono quelli già previsti dalla precedente gestione, legati al progetto CAR2.
Per i sindacati manca una strategia per il futuro e c'è una totale assenza di relazioni sindacali. E senza una visione, i 144 lavoratori restano esposti a decisioni improvvise, mentre il sito perde progressivamente solidità.
“Nonostante le dichiarazioni di facciata, l’azienda evita sistematicamente il confronto con i rappresentanti dei lavoratori sulle problematiche strutturali del sito. Al contrario – affermano Amato, Giansiracusa e Di Natale – subiamo continui atteggiamenti unilaterali e condotte antisindacali, come riorganizzazioni attuate senza alcuna comunicazione alle Rsu, che alimentano un clima di incertezza e timore tra i lavoratori. L’ultimo gravissimo episodio riguarda il licenziamento senza preavviso di un dipendente per presunta soppressione della posizione; un atto che riteniamo del tutto illegittimo e privo di fondamento.”
Un altro fronte nella crisi della chimica
La vicenda B2G non è isolata. Si inserisce in un quadro più ampio di tensione che attraversa la chimica italiana, già colpita dalle chiusure dei cracking e dalle difficoltà a catena lungo tutta la filiera.
Qui però il rischio è doppio: industriale ed energetico. Se salta un asset come questo, non si perde solo occupazione, ma un pezzo di infrastruttura strategica. E a quel punto non basterà più una trattativa locale.


























