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L’aggressione alla sede della Cgil di Primavalle “è una grave intimidazione non solo per la Cgil, ma per tutte le organizzazioni che vogliono dare voce alle persone e rappresentarle, che vogliono risolvere i problemi delle persone sul territorio”. Così a il segretario generale, Maurizio Landini, parlando dalla manifestazione promossa da Cgil Roma e Lazio e Cgil Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, dopo i cinque colpi di pistola sparati contro la sede.
“Vogliono intimidirci ma non ci riescono – aggiunge -. Credo che la risposta di stasera, con tantissime persone qui, sia un fatto importante”. La Camera del Lavoro “è un luogo aperto, che vuole essere punto di riferimento per i lavoratori e per le lavoratrici, ma anche per tutti coloro che vivono qui e ne hanno bisogno. Non ci fermiamo, la democrazia si difende praticandola”.
Dall’assalto alla sede di Corso d’Italia, spiega Landini: “le nostre sedi in giro per l’Italia sono state colpite e imbrattate. Quello che è successo qui è un salto di qualità, usare la pistola e sparare è un messaggio preciso: c’è un clima sbagliato nel Paese che ogni giorno vede attacchi alla Cgil e ai suoi dirigenti. Il nostro ruolo è risolvere i problemi delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare, dargli dignità e parola. Visto la condizione del lavoro non sta migliorando ma peggiorando, oggi è ancora più importante migliorare la nostra azione”.
Rispondendo alle parole di Giorgia Meloni in conferenza stampa, Landini replica: “Noi siamo dentro alla Storia perché la Costituzione l’hanno conquistata quelli dalla parte giusta. Siamo quelli che hanno riconquistato la democrazia e la Carta Costituzionale. Adesso vogliamo affermare che la Costituzione va applicata, al contrario del governo che la vuole cambiare snaturando il ruolo del sindacato e del lavoro. Noi vogliamo che la Storia non torni indietro e si realizzi la Costituzione: il primo principio è il lavoro, il riconoscimento ai lavoratori e alle lavoratrici di coalizzarsi”, conclude.


























