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La vertenza Natuzzi entra in una fase di forte tensione. I sindacati sono pronti a dare il via a una mobilitazione su scala nazionale dopo aver giudicato “irricevibile” la nuova proposta presentata dall’azienda.
Le organizzazioni di categoria FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, insieme a Filcams, Fisascat e Uiltucs, annunciano un pacchetto articolato di iniziative: assemblee territoriali, coinvolgimento delle istituzioni, presidi permanenti davanti agli stabilimenti, scioperi e anche una possibile manifestazione nazionale a Roma.
“Un passo indietro dopo ore di trattativa”
“Siamo fortemente contrari alla nuova proposta aziendale”, dichiarano le sei sigle sindacali, sottolineando come il piano rappresenti “un netto passo indietro rispetto al confronto avviato nei giorni precedenti”. Dopo oltre trenta ore di trattativa, spiegano, l’azienda avrebbe “disatteso il documento condiviso senza fornire motivazioni di merito, parlando genericamente di un peggioramento del quadro economico”.
Ristrutturazione senza prospettive
Secondo i sindacati, il nuovo piano segna “un cambio radicale” e si configura come “una ristrutturazione unilaterale, priva di prospettive industriali e limitata al breve termine”. Una scelta che, avvertono, rischia di compromettere “il futuro produttivo e occupazionale del territorio”.
Tra i punti più contestati emergono la delocalizzazione di alcune attività, la riduzione del personale attraverso esodi incentivati e ammortizzatori sociali, il rischio di trasferimenti forzati e un aumento significativo del ricorso alla cassa integrazione.
“Non è rilancio, ma dismissione”
Particolarmente critica anche la proposta sugli incentivi all’uscita, definita “priva di reali garanzie e strumenti di accompagnamento”. Per questo, concludono i sindacati, “respingiamo con fermezza un piano che appare come una dismissione e non come un rilancio industriale”, ribadendo la necessità di “soluzioni sostenibili, volontarie e con tempi certi”.
Il confronto resta dunque aperto, ma il clima si irrigidisce: senza un cambio di rotta da parte dell’azienda, la mobilitazione sembra destinata a intensificarsi nei prossimi giorni.


























