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Un operaio di 58 anni è morto stamani, 3 dicembre, per un malore dopo essere stato travolto da una massa di terra all’interno di un cantiere per la posa di tubature del gas, a Ponte San Nicolò, provincia di Padova. L’episodio è avvenuto intorno alle ore 9.00. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri l’operaio, residente a Piove di Sacco e dipendente di una ditta di Brugine, mentre si trovava dentro uno scavo è stato travolto dal terreno che aveva poco prima rimosso. Rimasto investito solo nella parte inferiore del corpo, è stato soccorso dai colleghi e dal personale Suem 118 intervenuto sul posto, ma è poi deceduto.
Cgil Padova: “Ennesima tragedia inaccettabile”
La Cgil di Padova esprime il proprio profondo dolore e la più totale amarezza per l’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta stamane nella nostra provincia. “Siamo stanchi di contare i morti. Questa non è fatalità, ma una strage quotidiana che macchia il nostro Paese e la nostra provincia. Di fronte alla morte di un lavoratore di 58 anni che non tornerà a casa, l’amarezza è insopportabile, ma deve trasformarsi in indignazione e azione”, dichiara Marco Galtarossa, segretario confederale della Cgil di Padova con delega alla sicurezza sul lavoro.
“I dati – prosegue il sindacalista – confermano la drammaticità della situazione. A livello nazionale, muoiono in media tre lavoratori al giorno. La provincia di Padova non fa eccezione, risultando costantemente tra le più colpite del Veneto: una morte che si somma alle altre 12 che abbiamo subito dall’inizio dell’anno. Numeri che ci inquadrano ancora una volta nella 'zona rossa' del rischio”.
“Chiediamo con forza alla politica e alle istituzioni di smetterla di voltarsi dall’altra parte – conclude Marco Galtarossa –. Non possiamo più accettare che la sicurezza sia considerata un costo e non un investimento vitale. È urgente e indifferibile potenziare gli organici dello Spisal, garantire una formazione reale e non fittizia, e introdurre sanzioni drastiche per le aziende che continuano a non rispettare le norme. È anche per fermare questa strage che il 12 dicembre faremo lo sciopero generale e scenderemo in piazza: è giunto il momento di gridare basta ad un modello produttivo dove il profitto vale di più della vita umana”.






















