Settembre è iniziato nel peggiore dei modi. Non c’è settore che si stia salvando dall’ondata di licenziamenti, delocalizzazioni, tornate di cassa integrazione che sta attraversando l’Italia. E se la manifestazione della Via Maestra indica come stella polare “il diritto al lavoro stabile, libero, di qualità, fulcro di un modello di sviluppo sostenibile fondato su nuove politiche industriali”, la realtà è davvero ben diversa.

Come purtroppo sanno bene i 229 lavoratori della Marelli di Crevalcore (Bologna), in lotta per mantenere in vita la fabbrica: una vertenza divenuta subito il simbolo di settori (in questo caso, l’automotive) in crisi, di multinazionali senza scrupoli, di governi senza idee e incapaci a tutto. L’elenco delle imprese che chiudono, purtroppo, è fin troppo lungo: dietro ogni nome, che sia Almaviva o Novem Car, ci sono lavoratori, famiglie, storie di cui dobbiamo continuare a parlare.

Agroindustria

La Yesmoke di Settimo Torinese (Torino), azienda produttrice di sigarette fondata nel 2005, fallita nel 2016 e ora di proprietà della Swiss Merchant Corporation, ha annunciato la chiusura. A motivare la dismissione, la probabile delocalizzazione della produzione in Ungheria. “Nello stabilimento – spiega la Flai Cgil – sono rimasti una ventina di lavoratori in cassa integrazione fino al 31 dicembre. Senza nuovi acquirenti, l’unica prospettiva è la disoccupazione”.

Sono partite il 25 settembre le lettere per il licenziamento dei 40 lavoratori della Antica Pasta e Antica Pasta Italia di Greccio (Rieti). “La crisi aziendale – illustra la Flai Cgil – è stata causata da dinamiche interne alla società, senza che ci fosse alcun preavviso. Per ora nessuna impresa sembra pronta a prendere la produzione del pastificio a causa della situazione debitoria dell'azienda”.

Call center, commercio e appalti

Torna lo spettro dei licenziamenti per i 651 lavoratori di Almaviva, di cui 428 ex addetti al servizio 1500, in cassa integrazione a zero ore fino al 31 dicembre. Nell’incontro al ministero delle Imprese del 12 settembre, il governo ha dichiarato che il servizio 1500 ripartirà in via sperimentale, occupando solo il 20% dell’attuale bacino di dipendenti. Per la Slc Cgil, la via d’uscita è “la riqualificazione professionale, attraverso percorsi di formazione e il coinvolgimento di società a partecipazione pubblica”.

Sono 280 gli esuberi dichiarati l’11 agosto dall’azienda di customer management Network Contacts, in seguito alla perdita di alcune commesse (tra cui Mediobanca). I licenziamenti sono 224 nella sede di Molfetta (Bari) e 56 in quella di Concorezzo (Monza e Brianza). “Chiediamo che si attivi la clausola sociale prevista dal contratto nazionale – spiega la Slc Cgil – ma l’azienda è sorda alle richieste”. Spiragli si sono aperti per i lavoratori lombardi, vista la disponibilità delle tre aziende subentranti all’appalto Mediobanca ad assorbire il personale.

Annunciata il 27 settembre la chiusura del centro bricolage e mobilio Obi di Rivalta (Torino). In luglio la proprietà aveva deciso di non rinnovare il contratto d'affitto dei locali, la dismissione è prevista entro il primo semestre 2024. Ai 27 dipendenti è stata prospettata la possibile ricollocazione nel punto vendita della Spezia (di prossima apertura) e qualche opportunità in Piemonte. Una proposta che i sindacati giudicano “irricevibile”, chiedendo il coinvolgimento nella vertenza delle istituzioni territoriali.

Stato d’agitazione per i 56 lavoratori della Nielsen Media Italy, dopo che la società di ricerche di mercato ha perso, dopo ben 40 anni, l’appalto di Auditel, azienda che in Italia raccoglie i dati dell'audience televisiva. Dal 1° gennaio prossimo il servizio passerà a Covercare, società competitor nel settore. “Un epilogo grave – argomentano Filcams Cgil e Fisascat Cisl – perché Nielsen Media Italy è intenzionata ad aprire le procedure di licenziamento, mentre Covercare ha già fatto capire di non volere riassorbire tutto il personale”.

Chiuderà a metà ottobre il negozio H&M di Marcon (Venezia), ospitato nel centro commerciale Valecenter. L'ultimo incontro tra azienda e sindacati, tenutosi il 2 ottobre, si è chiuso con un nulla di fatto. Del tutto incerte le sorti dei 12 lavoratori, in maggioranza donne. “L'azienda sembra più preoccupata di sistemare i manager, piuttosto che pensare al bene di tutti i lavoratori”, spiega la Filcams Cgil, chiedendo un piano di ricollocazione per il personale.

Chimica, energia, cartaria e occhialeria

Stop alla produzione e licenziamenti alla ex Plastindustria Mantovana di Valdaro (Mantova), da inizio anno di proprietà della Bibetech. A fine luglio l'azienda aveva annunciato la chiusura in ottobre, con trasferimento dell’attività (componenti plastici per automotive) a Montecchio Maggiore (Vicenza). Filctem Cgil e Uiltec Uil contestano la decisione “dettata da meri motivi economici e di efficientamento aziendale” e chiedono per gli 11 addetti rimasti un congruo incentivo all’esodo.

La Lyondell Basell chiude uno dei due impianti (denominato P9T) dello stabilimento chimico di Brindisi. L’annuncio è del 5 settembre, gli esuberi dichiarati sono 47 (su 135). Alla base della decisione, secondo la multinazionale olandese, le difficoltà di mercato, l’obsolescenza dei macchinari e la mancanza di competitività. “La chiusura è una bomba sociale”, commenta la Cgil brindisina: “Rischiamo l’effetto domino sull’intero comparto industriale regionale”.

Raggiunta il 5 settembre l’intesa per la salvaguardia dei 443 lavoratori della Safilo di Longarone (Belluno). L’accordo, non firmato dalla Filctem Cgil (che contesta il fatto che “i lavoratori non siano stati messi tutti sullo stesso piano”), prevede la progressiva ricollocazione (fino al 2025) dei dipendenti nelle due società del settore dell’occhialeria Thélios e Innovatek. Gli ingressi inizieranno in novembre, previsti anche due anni di cassa integrazione e incentivi all’esodo per circa 50 addetti.

È stato emesso il 13 settembre dal ministero del Lavoro il decreto di attivazione della cassa integrazione straordinaria, dovuta a cessazione d’impresa, per i 17 dipendenti dell’Industria Colori Freddi San Giorgio di Mantova (attiva dal lontano 1935). L’ammortizzatore sociale scadrà il 31 dicembre. Una misura fortemente voluta dalla Filctem Cgil, che apre “a possibili scenari, che vanno dalla vendita con conseguente continuità produttiva all’affitto di ramo d'azienda, soluzioni che permetterebbe ai dipendenti di far ripartire la produzione”.

Ancora cassa integrazione alla Fedrigoni di Verona. Il 25 agosto la storica azienda cartaria e i sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Chimici) hanno siglato l’accordo per la proroga dell’ammortizzatore sociale, in scadenza a luglio, fino a dicembre. La cig sarà usata al bisogno, secondo le esigenze di stabilimenti e produzione. La decisione, ha spiegato la società, è dovuta al calo di vendite e fatturato con cui si è aperto il 2023 e a una ripresa più lenta del previsto.

Cassa integrazione per 13 settimane per i 500 lavoratori degli stabilimenti Prysmian di Pignataro (Caserta) e Battipaglia (Salerno). L’azienda italiana di produzione e installazione cavi, inoltre, non ha riconfermato circa 70 addetti in somministrazione. “La decisione – dice la Filctem Cgil - è frutto del combinato disposto delle mancate scelte da parte del governo in tema di transizione digitale, di un calo congiunturale del mercato e dei tagli operati da Enel”.

Edilizia e legno

Nuova cassa integrazione per i 40 lavoratori della Cemitaly di Taranto. Dal 2018 a oggi sono state già due le tornate di ammortizzatori sociali per l’ex Cementir: la prima per cessazione d’impresa, la seconda per transizione occupazionale. A partire dal 16 settembre è iniziata una terza procedura per 12 mesi, stavolta per “area di crisi industriale complessa”. Sempre valida, invece, è la possibilità di risolvere il rapporto di lavoro, ma sulla base della volontarietà espressa dal dipendente.

Aperta ufficialmente il 2 ottobre la procedura di licenziamento collettivo dei 97 dipendenti della Novem Car Interior Design di Bagnatica (Bergamo), che a metà settembre aveva annunciato la chiusura entro fine anno dello stabilimento. L’azienda di interni in legni pregiati per automobili di lusso, di proprietà lussemburghese, dal 2020 era in difficoltà. Fillea Cgil e Filca Cisl chiedono il ritiro della decisione in favore di un mix di ammortizzatori sociali, ricollocazione dei lavoratori e incentivi all'esodo. Il prossimo incontro è in calendario per il 5 ottobre.

Dal 3 luglio la Fontanot di Cerasolo di Coriano e Villa Verucchio (Rimini) è ufficialmente in liquidazione volontaria. Da tempo l’azienda produttrice di scale era in difficoltà, aggravatesi dopo l’alluvione dello scorso maggio (i due stabilimenti avevano infatti subito gravi danni). Del tutto incerte sono le prospettive per i 60 dipendenti: sindacati e liquidatore sono alla ricerca di possibili acquirenti per assicurare la continuità produttiva e occupazionale.

Annunciato il 22 settembre il licenziamento collettivo di 37 dipendenti (su 44) della Saint Gobain Glass Italia di Milano. La multinazionale francese, che produce materiali per l'edilizia, ha avviato un piano internazionale di riduzione dei costi di gestione. La sede lombarda è un centro di servizi amministrativi, finance e payroll, attività che l’azienda intende esternalizzare, presumibilmente in Polonia.

Industria

Sono iniziati lunedì 4 settembre, per concludersi il 31 marzo, i contratti di solidarietà per i 196 addetti (su complessivi 362) alla produzione dei due impianti Itema di Colzate e Vilminore di Scalve (Bergamo). A motivare la decisione dell’azienda meccanotessile è stato il decremento delle commesse. La riduzione massima dell'orario di lavoro è del 60%. “Dopo un periodo positivo in termini di volumi – commenta la Fiom Cgil – è arrivato un calo maggiore alle aspettative”.

Aperta il 19 settembre dalla Marelli la procedura per la chiusura dell’impianto di Crevalcore (Bologna) e il licenziamento dei 229 dipendenti. A motivare la decisione dell’azienda di automotive (proprietà del fondo statunitense Kkr), la contrazione dei volumi legati ai motori a combustione, l’aumento dei costi di materie prime ed energia, la mancanza di nuove commesse. Nell'incontro del 3 ottobre l'azienda ha comunicato la sospensione della procedura a tempo indeterminato, precisando però che, pur impegnandosi fino alla completa reindustrializzazione del sito, comunque uscirà da Crevalcore.. Il prossimo incontro è previsto per l'8 novembre.

Dichiarata il 25 settembre dal Tribunale di Bergamo l’apertura della liquidazione giudiziale della Forni Industriali Bendotti di Costa Volpino (Bergamo). A motivare la crisi dell’azienda siderurgica, la “grave situazione di dissesto” derivante dall’incremento dei prezzi di energia e materiali. Incerte le prospettive dei 30 dipendenti, da marzo in cassa integrazione: i sindacati attendono la prima udienza (17 gennaio) per verificare una possibile continuità aziendale.

Aperta il 2 agosto dalla Cree Lighting Europe di Sesto Fiorentino (Firenze), azienda di progettazione e costruzione di illuminazioni stradali, la procedura per il licenziamento di 18 dipendenti (su 59 complessivi). Una decisione contestata dalla Fiom Cgil, che sottolinea come la società abbia avuto “un trend di fatturato costante, chiudendo nel 2022 il bilancio con un utile d’esercizio”. Il sindacato chiede il ritiro della procedura e l’apertura di un tavolo istituzionale.

Sono iniziati il 18 settembre i 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale per 97 addetti della Riello Sistemi. L’azienda di Minerbe (Verona), specializzata nella produzione di macchine utensili su misura, in concordato preventivo dal dicembre 2022, nell’agosto scorso è stata acquisita da Matilde7, società partecipata e controllata dal gruppo lombardo Aft. Trattative sono in corso per risolvere la questione dei 21 esuberi richiesti dall’azienda, l’ipotesi più probabile è quella delle uscite volontarie con incentivi all’esodo.

Raggiunta il 12 settembre l’intesa tra Electrolux e sindacati per evitare i 210 esuberi dichiarati dalla multinazionale di elettrodomestici. Per i 110 lavoratori di Forlì e i 100 di Porcia (Pordenone) è stato definito un contratto di solidarietà che prenderà il via dal 2 ottobre e si concluderà (salvo proroghe) il 29 giugno 2024. La misura prevede la rimodulazione della produzione su turni di sei ore, a rotazione, mentre le restanti due saranno coperte dall’ammortizzatore sociale.

Contratti di solidarietà alla Efi Reggiani di Comun Nuovo (Bergamo). L’ammortizzatore sociale per i 198 dipendenti dell’azienda produttrice di macchine da stampa è iniziato l’11 settembre per concludersi a fine anno, la riduzione dell’orario mensile si aggira in media intorno al 25%. La causa? Il calo significativo degli ordini, iniziato a fine 2022 e protrattosi nel 2023. Fiom Cgil: “Siamo moderatamente preoccupati, ci sono prospettive di ripresa per il nuovo anno”.

Sindacati preoccupati per la Versuni Manufacturing (ex Saeco) di Gaggio Montano (Bologna). L’azienda meccanica ha prorogato la cassa integrazione per 160 dipendenti (su 200 complessivi) fino al 31 dicembre e previsto altri otto giorni di cassa integrazione a zero ore a ridosso delle vacanze natalizie. Per Fiom Cgil e Fim Cisl sono “segnali poco confortanti”, vista anche “l'assenza di un piano industriale e di investimenti in grado di rilanciare la produzione”.

Tre mesi di cassa integrazione per i 195 operai e impiegati della Sisme di Olgiate Comasco (Como). Il provvedimento, in vigore fino al 24 dicembre, prevede un impiego individuale di 16 ore a settimana. A motivare la decisione della storica azienda produttrice di motori elettrici per elettrodomestici, la battuta d’arresto del mercato e la forte riduzione degli stock di magazzino da parte dei clienti, che ha ulteriormente depresso gli ordini.

Prorogato alla multinazionale statunitense Flextronics di Trieste (358 addetti) il contratto di solidarietà fino al 31 dicembre. L’accordo tra Fiom, Fim, Uilm e azienda è stato firmato il 27 settembre. L’ammortizzatore sociale coinvolge 279 dipendenti dell’azienda produttrice di materiali elettronici, l’applicazione equivale a complessivi otto giorni lavorativi. È probabile, spiegano i sindacati, che la misura possa continuare anche nella prima parte del 2024.

Tessile e credito

Primo monitoraggio della ricollocazione dei 148 dipendenti della Tessitura Monti di Maserada (Belluno), che ha chiuso a fine agosto. Il marchio della storica fabbrica di camicie è stato rilevato dalla lombarda Andreazza & Castelli, che ha però riassorbito solo 16 dipendenti. I restanti 118 sono in cassa integrazione straordinaria fino a dicembre, poi entreranno in Naspi. I servizi per l'impiego regionali hanno finora preso in carico 55 lavoratori: dieci hanno trovato lavoro a tempo determinato e sette a tempo indeterminato. Il prossimo monitoraggio è previsto per l’11 ottobre.

Foto di Simona Caleo

Acque agitate allo stabilimento La Perla di Bologna (330 dipendenti), storico marchio di lingerie di proprietà del fondo tedesco Tennor. Nell’incontro al ministero delle Imprese del 5 settembre (con un presidio dei lavoratori in concomitanza), la Filctem Cgil ha denunciato il ritardo degli stipendi, la mancanza di un piano industriale e il sostanziale blocco delle produzioni. Il prossimo incontro è stato convocato dal governo per la metà di ottobre.

Forte preoccupazione per il piano di ristrutturazione annunciato il 12 settembre da Santander Consumer Bank, che intende chiudere 21 filiali e procedere alla riduzione del personale del 14%. Fisac Cgil e Fabi hanno espresso contrarietà al piano, proponendo l’utilizzo di strumenti (giornate di solidarietà, part-time, riconversione professionale, pre-pensionamenti, riduzione degli straordinari, smart working e telelavoro) finalizzati al mantenimento dell’occupazione.

Siglato tra Canepa e sindacati l’accordo per la riorganizzazione della società, dopo l’uscita dal concordato avvenuta nel 2022. Il piano industriale della storica azienda tessile di San Fermo della Battaglia (Como) prevede 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per 65 dipendenti (su 217 complessivi), più l’individuazione di 65 esuberi che saranno gestiti mediante un mix di ricollocazioni, percorsi formativi ed esodi volontari incentivati.