Ieri è finito agosto nel peggiore dei modi, con la morte di un driver a Piacenza, Pasquale Andriotta, ucciso, a 42 anni, dal precariato, dai ritmi che bisogna sostenere per riuscire a campare la famiglia con quel tipo di lavoro, spirato mentre tanti colleghi del settore stavano scioperando proprio contro le condizioni inique di lavoro del settore. Lui no, lui anche ieri correva da una consegna all’altra perché il suo contratto scadeva – proprio ieri – e l’ansia di non vederselo rinnovare non gli ha permesso, di fatto, di fermarsi per protestare. È finita così, senza preavviso e di morte violenta, un’altra vita sul lavoro, l’ennesima di un mese di agosto – un tempo mese di vacanza per eccellenza – che peggio di così non si sarebbe potuto immaginare.

A ricordarcelo è stato anche Carlo Soricelli, che da quasi vent’anni, subito dopo la strage della ThyssenKrupp a Torino, ha creato a Bologna un osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nel quale segnala ogni decesso. Ricostruendo le cronache dell’ultimo mese, lo definisce “orribile, segnato da una montagna di morti: quattro soltanto nella giornata di ieri. Non possiamo più assistere inermi a questo precariato imperante che sta facendo aumentare esponenzialmente i morti sul lavoro”.

Nei primi otto mesi del 2026, secondo l’osservatorio di Bologna, sono morti complessivamente 959 lavoratori (compresi gli infortuni in itinere). Di questi, 765 sono deceduti direttamente sui luoghi di lavoro. Nel confronto con il 2025, Soricelli parla di “aumento spaventoso”, un balzo in avanti di oltre il 10%.

Il focus sul mese di agosto. Per l’osservatorio balzo in avanti del 36% rispetto al 2025: giovani, donne, lavoratori stranieri e anziani

Soricelli conta, considerando i soli decessi avvenuti sui luoghi di lavoro nel mese di agosto 2026, 101 vittime (contro i 62 del mese di agosto 2025). Includendo i decessi in itinere, si superano i 120 morti, “registrando uno spaventoso aumento del 36%”

“Questo mese – si legge sul blog dedicato ai morti sul lavoro – verrà ricordato per la tragica scomparsa di Gabriele Tullio, di soli 15 anni, che lavorava in nero e di notte come ambulante”. E sono 55 gli under 30 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. A questi ne vanno aggiunti moltissimi altri deceduti in incidenti stradali mentre andavano o tornavano dal lavoro: una vera e propria strage. “Le donne – scrive Soricelli – muoiono soprattutto in itinere. Gli stranieri deceduti sui luoghi di lavoro nei primi otto mesi sono stati 145: rapportati alla popolazione italiana lavoratrice, presentano un tasso di mortalità triplo, poiché destinati alle mansioni più umili e pericolose”.

I lavoratori sopra i 60 anni deceduti sui luoghi di lavoro sono già 238, rappresentando da soli il 31,5% del totale. Se passiamo agli ultra-settantenni, il dato raggiunge la cifra incredibile di 140 morti (18,37% del totale sui luoghi di lavoro).

Settori più colpiti: autotrasporto e agricoltura

“Impressionante – si legge sul blog – la sequenza di morti nell’autotrasporto, che conta ben 133 vittime da quando, a fine 2022, sono stati introdotti gli ‘appalti a cascata’. Terribile è anche il bilancio nel settore agricolo per lo schiacciamento da trattore, dove si registrano già 110 morti sui luoghi di lavoro. Non vedere alcun  intervento strutturale da parte dei due ministeri competenti lascia sconcertati. Da soli, autotrasporto e  agricoltura rappresentano il 32% dei morti totali sui luoghi di lavoro”.

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