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I sindacati Cgil, Cisl e UIl e le federazioni dei pensionati hanno organizzato un presidio stamane a Potenza, davanti al palazzo della Regione Basilicata, per protesta contro l’introduzione del ticket di 2,50 euro sulle ricette dei farmaci, con esclusione delle fasce esenti per patologia o reddito. Le organizzazione hanno chiesto il “ritiro immediato del provvedimento”. La quota di compartecipazione è stata introdotta con delibera della giunta regionale del 27 agosto e l’inizio effettivo del pagamento sarà l’1 ottobre. Secondo i sindacati, si tratta di una scelta che “peserà ulteriormente sulla spesa dei lucani, già fortemente provati dal caro vita, andando a incidere specialmente sulle persone vulnerabili e sugli anziani che hanno bisogno di cure costanti”.
Per le organizzazioni, la manovra mira a “risanare il buco della sanità lucana, ancora una volta a spese dei cittadini – hanno dichiarato –. In una regione dove già il tasso di migrazione sanitaria è elevatissimo, dove la sanità di prossimità stenta a svilupparsi come dovrebbe, dove ci sono Comuni sprovvisti di presidi sanitari e persistono lunghe liste di attesa, un tale provvedimento è inopportuno e intollerabile. Soprattutto dopo che questo governo regionale ha utilizzato le risorse del bonus gas e del fondo sociale per coprire il disavanzo di oltre 80 milioni di euro”.
Secondo le organizzazioni, “la spesa farmaceutica va contenuta con altri strumenti, ad esempio con una appropriatezza prescrittiva e un maggiore utilizzo di farmaci equivalenti – hanno sottolineato –, comportamenti e scelte che non dipendono certamente dai pazienti, quanto piuttosto dai soggetti prescrittori, medici ospedalieri, ambulatoriali e medici di famiglia. Il ticket non può essere il deterrente per ridurre la spesa farmaceutica, scaricando così le proprie responsabilità gestionali sui cittadini”.






















