PHOTO
“Da maggio ad agosto a Roma si sono registrate 77 giornate classificate ad alto rischio per le lavoratrici e i lavoratori esposti al calore estremo: due a maggio, 14 a giugno, 30 a luglio e tutte le 31 giornate di agosto. A Latina sono state 70, a Frosinone 64, a Viterbo 50 e a Rieti 49. Numeri che dimostrano come non siamo più di fronte a una questione emergenziale, ma a una condizione strutturale che caratterizza ormai gran parte della stagione estiva”. Lo comunica in una nota Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio.
Cgil: “Ordinanza non più sufficiente, estenderla oltre il 15 settembre”
“L’ordinanza regionale che sospende le attività nelle ore più calde per alcuni settori ha rappresentato uno strumento importante e, vista la situazione climatica, ne chiediamo l’estensione oltre la data del 15 settembre. Ma non è più sufficiente – prosegue la nota –. Quando le cosiddette ondate di calore non sono limitate nel tempo ma si protraggono per settimane consecutive, non si può continuare a intervenire soltanto con misure di carattere emergenziale. In questi mesi abbiamo ricevuto numerose segnalazioni e richieste di assistenza al nostro numero verde 800.772.322, anche in merito al mancato rispetto delle misure previste dalle ordinanze, per questo servono regole strutturali, più ampie e uniformi, capaci di tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori esposti alle alte temperature, insieme a controlli più efficaci e capillari e a strumenti di sostegno al reddito che consentano di non dover scegliere tra la propria salute e il proprio salario”.
“Ci aspettiamo che la Regione Lazio e il Comune di Roma riprendano subito il confronto con le organizzazioni sindacali e agiscano nei confronti del governo affinché venga costruito un sistema permanente di prevenzione e tutela dal rischio caldo, anche per quei comparti fino a oggi non inclusi nelle ordinanze. Occorre un quadro normativo adeguato a quanto sta già avvenendo, i cui effetti sulle persone, sul lavoro e sull’ambiente sono ormai evidenti”, conclude Di Cola nella nota.
























