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Pasquale era un driver e oggi non poteva scioperare: era precario. Era al lavoro perché il suo contratto a termine scadeva proprio oggi e temeva di non vederselo rinnovare.
Non poteva sottrarsi a condizioni gravose e faticose, le stesse per le quali i suoi colleghi hanno incrociato le braccia. Pasquale Andriotta, 42 anni, è morto questa mattina stroncato da un malore mentre stava effettuando una consegna in vicolo del Guazzo a Piacenza.
Lascia una compagna e tre figli, ai quali si stringe la Filt Cgil, insieme ai suoi colleghi, mettendosi a disposizione per fare luce sulla vicenda e per aiutare la famiglia colpita dal lutto.
“Oggi prevalgono il dolore e il rispetto – si legge in una nota del sindacato -. Ma proprio per rispetto di Pasquale chiediamo che sia fatta piena chiarezza su tutto ciò che è accaduto e sulle condizioni nelle quali stava lavorando”.
Quali condizioni di lavoro?
La chiarezza a cui fa riferimento la Filt riguarda l’organizzazione del lavoro: quanti addetti erano in servizio? Quante consegne erano state assegnate? L’assenza di chi era in sciopero ha comportato un aumento dei carichi per chi ha lavorato? Quali misure erano state adottate in considerazione delle temperature elevate?
Colleghi in sciopero
Oggi i colleghi di Pasquale, che era iscritto Cgil, dell’appalto Brt di Piacenza-Caorso, Afs service, erano in sciopero dopo lo stato di agitazione proclamato venerdì dalla Filt e dalle Rsa. Alla base della protesta, i carichi di lavoro crescenti, la carenza di personale, i turni sempre più pesanti e un’organizzazione considerata ormai insostenibile.
“Non possiamo e non vogliamo stabilire oggi quale sia stata la causa del malore – afferma la Filt di Piacenza -, saranno gli accertamenti a chiarirlo. Ma non possiamo ignorare una coincidenza drammatica: Pasquale è morto mentre lavorava in una giornata nella quale i suoi colleghi stavano scioperando proprio per denunciare sovraccarichi, carenze di organico e condizioni di lavoro diventate troppo pesanti”.
Se sei precario, non puoi scioperare
La precarietà come situazione contrattuale, quindi, che può anche incidere concretamente sulla libertà di fermarsi, scioperare, sottrarsi a condizioni troppo gravose, a cui si aggiungono le alte temperature di queste ore, un ulteriore fattore di rischio.
“Chiediamo risposte alle domande che poniamo – afferma Karim Mansar, Filt Cgil Piacenza –. Non stiamo anticipando conclusioni e non vogliamo strumentalizzare una morte. Ma sarebbe altrettanto sbagliato separare questa tragedia dal contesto nel quale è avvenuta. Quelle condizioni di lavoro erano state denunciate formalmente appena tre giorni fa e oggi erano oggetto di uno sciopero. Stando alle informazioni in nostro possesso, inoltre, Pasquale aveva un contratto che scadeva oggi. Ci viene riferito che aveva paura di perdere il lavoro: quanto è libero di scioperare un lavoratore che sa che il suo contratto finisce alla fine della giornata? È una domanda che riguarda non soltanto questa tragedia, ma un intero modello di organizzazione del lavoro”.























