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Nella Giornata mondiale della consapevolezza dell’overdose il Forum droghe fa saper che nel 2025 le vittime sono state almeno 249, quasi 5 ogni settimana, il 7,8% in più rispetto all’anno precedente, sottolineando che il tasso italiano resta inferiore alla media europea, “ma anche una sola morte è troppo. Perché è una morte evitabile.
Servono stanze dell’uso sicuro, drug checking, naloxone diffuso e servizi a bassa soglia in tutto il Paese: la prevenzione delle morti per overdose diventi un obiettivo misurabile delle politiche nazionali e regionali”.
I dati provengono dalla Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze 2026 e riguardano i decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine. La cocaina è stata indicata come responsabile del 33% delle morti, confermandosi una delle sostanze di maggiore impatto sanitario e nel 2025 è risultata associata anche al 32% dei ricoveri droga-correlati. Nello stesso anno gli accessi ai pronto soccorso per condizioni direttamente connesse alle droghe sono stati 9.641, in crescita del 15%.
Tornare all’impegno degli anni ’90
Dal Forum spiegano che nell’Unione europea si sono verificate almeno 7.589 overdose mortali e che quindi il dato italiano è quattro volte inferiore alla media europea: “Non era così all’inizio degli anni ’90, prima che fossero avviate le politiche di riduzione del danno nel nostro Paese: allora, le morti oscillavamo tra 1.500 e 2.000".
Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe evidenzia che “il tasso italiano più basso rispetto alla media europea non è un regalo del proibizionismo. È il risultato del lavoro svolto dagli anni Novanta dalle unità di strada, dai servizi pubblici e del privato sociale, dai programmi con metadone e dalla distribuzione del naloxone alle persone che usano sostanze.
Quella spinta si è però fermata. La riduzione del danno è inserita nei Livelli essenziali di assistenza dal 2017, ma continua a non avere linee guida nazionali e così dipende dal codice postale: presente in alcuni territori, quasi inesistente in altri. Per Fiorentini 249 morti evitabili non sono un risultato di cui accontentarsi e “il governo deve quindi fissare l’obiettivo zero e finanziare gli strumenti necessari per raggiungerlo, che non sono i roboanti piani contro il fentanyl di Mantovano, che danno l’evidenza del fallimento al primo furto in ospedale”.
Anche per Susanna Ronconi di Forum Droghe le overdose non sono incidenti inevitabili e “non si prevengono spaventando o punendo. Si prevengono costruendo una relazione con le persone nei luoghi in cui vivono e consumano. Una stanza dell’uso sicuro non incoraggia il consumo: impedisce che una persona muoia sola in strada e apre una porta verso la salute. Il drug checking non certifica la qualità delle droghe, ma rende visibile ciò che il mercato clandestino mette dentro una dose e permette di comunicare il rischio. Il naloxone (che permette alla persona in overdose di tornare a respirare, ndr) non sostituisce i servizi: mantiene in vita le persone perché possano incontrarli. È questa la concretezza della riduzione del danno”.
Le richieste
Il Forum Droghe fa quindi una serie di richieste a Governo e alle Regioni, a partire dal reintegro della Riduzione del danno nelle strategie nazionale e regionali e da un piano nazionale contro le overdose con obiettivi, risorse e indicatori pubblici. Quindi: naloxone gratuito e distribuito attivamente nei SerD, nelle farmacie, nelle carceri, nei dormitori, nei servizi di prossimità e nei luoghi del divertimento; l’apertura sperimentale di stanze dell’uso sicuro nelle città con scene aperte del consumo; una rete nazionale di drug checking (anonima delle sostanze) capillare e collegata al Sistema di allerta precoce.
E ancora, servono standard uniformi e finanziamenti vincolati per unità di strada, drop-in e altri servizi a bassa soglia; protezione per chi chiama i soccorsi durante un’overdose pieno coinvolgimento delle persone che usano sostanze nella progettazione degli interventi.
Il 31 agosto si ricorderanno le persone morte, ma soprattutto sarà rivendicato “il diritto di chi è vivo a non diventare il prossimo numero. Overdose, obiettivo zero”.
























