Aumentano gli infortuni denunciati dai lavoratori nel primo bimestre del 2026 nel Lazio di 12,4 punti percentuali, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e sono 11 le persone che hanno perso la vita lavorando, così come nei mesi di gennaio e febbraio del 2025. È quanto emerge dalla rilevazione della Cgil di Roma e del Lazio.

Il dato sugli infortuni sale al 19% se si considerano quelli avvenuti sul luogo di lavoro, escludendo i sinistri verificatisi sul percorso o determinati per effetto di cause collegate al lavoro. Gli aumenti riguardano tutte le fasce d’età, da quelle più giovani a quelle più vicine alla pensione ma in particolare si registrano incrementi rilevanti tra i 60 e i 64 anni e tra i 65 e i 69 anni.

Tutte le province del Lazio tranne Rieti segnano una crescita degli infortuni, significativa a Roma

Sul piano territoriale, fatta eccezione per la provincia di Rieti, tutte le province del Lazio segnano una crescita delle denunce, con un picco notevolmente significativo nella provincia di Roma. “Non si arresta l’aumento delle denunce di infortunio nella Regione Lazio. E anche sugli infortuni con esito mortale la Regione Lazio non si toglie la maglia nera”, spiegano dal sindacato.

“Si conferma un trend negativo che richiama con forza la necessità di intervenire su prevenzione, controlli e sicurezza nei luoghi di lavoro – proseguono dalla Cgil di Roma e Lazio –. Davanti a questi numeri guardiamo con preoccupazione anche alla prossima estate, nel 2024 e nel 2025 un terzo dei decessi sul lavoro sono avvenuti proprio durante i mesi più caldi dell’anno. Adesso siamo ancora in tempo per invertire il trend attraverso il potenziamento dell’ordinanza regionale del Lazio, la prima in Italia ad aver tutelato anche i rider, tema su cui ci aspettiamo una rapida ripresa del confronto con la Regione Lazio per condividere le misure con cui tutelare le lavoratrici e i lavoratori dalle ondate di calore”.

Leggi anche