Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 63.112, in aumento del 2,4% rispetto alle 61.641 del pari periodo 2025 e dello 0,9% sul 2023, e in diminuzione del 3,0% rispetto al 2024, del 38,8% sul 2022, del 9,5% sul 2021, dell'8,1% sul 2020 e dell'11,2% sul 2019. Questi i dati pubblicati dall’Inail.

Sale anche l’incidenza infortunistica (numero di denunce ogni 100 mila occupati) 

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento febbraio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100 mila occupati Istat di febbraio 2019 alle 261 del 2026, con un calo del 15,5%. Rispetto a febbraio 2025 si registra un aumento del 2,4% (da 255 a 261).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,8% del 2019 all’82,7% del 2026 (è stata dell’83,5% nel 2025). A febbraio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +2,8% nella gestione Industria e servizi (dai 54.766 casi del 2025 ai 56.293 del 2026), un -8,0% in Agricoltura (da 3.370 a 3.099) e un +6,1% nel Conto Stato (da 3.505 a 3.720).

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+4,3%) e la Fornitura di acqua - reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (+1,4%), e per i decrementi la Sanità e assistenza sociale (-5,3%), il comparto Manifatturiero (-3,7%), i Servizi di supporto alle imprese (-3,5%), il Trasporto e magazzinaggio (-2,0%), le Costruzioni (-1,5%) e il Commercio (-1,4%).

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L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Est (-1,0%) e aumenti al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord-Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (-7,4%), il Molise (-6,9%), la Sardegna (-4,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (-3,8%), mentre per gli incrementi il Lazio (+22,0%), la Sicilia (+9,7%), la Valle d'Aosta (+9,3%) e la Campania (+7,1%). L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un +1,5% (da 40.878 a 41.478 casi), sia a quella femminile, con un +4,2% (da 20.763 a 21.634). Crescono le denunce dei lavoratori italiani (+1,4%) e degli stranieri (+5,7%). L’analisi per classi di età mostra incrementi significativi nelle fasce che vanno dai 60 ai 69 anni (+8,0%) e dai 15 ai 39 anni (+5,2%), e cali per i 55-59enni (-1,8%) e 40-49enni (-1,5%).

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