“Il pil 2025 è appena allo 0,5%, la pressione fiscale esplode e supera il 43%, senza che al momento venga neppure raggiunto l’obiettivo del deficit sotto il 3%, obiettivo cui è stata piegata l’intera politica economica del governo”. Così il segretario confederale Cgil Christian Ferrari ha commentato nei giorni scorsi i numeri forniti dall’Istat sui principali fattori economici.

Il prodotto interno lordo si è attestato allo 0,5%, rallentando rispetto al +0,8% del 2024. Ad aumentare, invece, è la pressione fiscale: ha toccato quota 43,1% rispetto al pil, ben 0,7 punti in più del 2024, il secondo peggior risultato degli ultimi trent’anni (il picco si registrò nel 2013 con il 43,4%).

Passiamo al deficit: scende al 3,1% (dal 3,4% del 2024), un livello che però non garantisce il rispetto del parametro del 3% del Patto di stabilità e l'uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione europea. Infine, il debito pubblico: nel 2024 era al 134,7%, l’anno scorso è salito al 137,1.

“Un governo – riprende Ferrari – che ha sposato senza se e senza ma l’austerità del nuovo Patto di stabilità, tagliando e definanziando drasticamente i servizi pubblici, rinunciando a qualsiasi politica industriale e concentrando gli investimenti in un’unica direzione: la corsa al riarmo. Senza invertire la rotta, l’intero Paese andrà a sbattere”.

Brutte notizie arrivano dalla metalmeccanica italiana. Un recente studio della Fiom Cgil evidenzia il forte calo dell’occupazione: dal 2008 al 2024 sono stati persi 103.775 posti di lavoro. Il decremento sarebbe stato maggiore se non ci fosse stato un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali: nel 2025 le ore di cassa integrazione sono state quasi 50 milioni in più rispetto al 2024. Da rilevare, infine, che le ore di cassa integrazione del 2025 corrispondono a oltre 148 mila posti di lavoro.

“Non basta rinominare il ministero dello Sviluppo economico come ministero del Made in Italy per salvaguardare la struttura industriale nazionale. Di made in Italy ormai sono rimasti sono le lavoratrici e i lavoratori”, spiega il segretario generale Fiom Cgil Michele De Palma: “Stiamo assistendo alla progressiva perdita di sovranità industriale. Basta farsi un giro per il Paese per rendersi conto che nel corso degli ultimi anni abbiamo venduto aziende di particolare eccellenza”.

Automotive

Firmati a metà marzo, ma non dalla Fiom, due accordi in Stellantis per 121 uscite volontarie incentivate dall’impianto di Torino Mirafiori nell’arco di quattro anni e 60 da quello di Termoli (Campobasso) entro fine anno. Per Torino l’incentivo è di 30 mila euro, cui si sommano da 24 a 33 mensilità (secondo l’età anagrafica); previste integrazioni dal 70 al 90 per cento per i lavoratori prossimi alla pensione. A Termoli l’esodo incentivato è finalizzato ad accompagnare alla pensione i lavoratori che matureranno i requisiti nei prossimi anni. Fiom: “Siamo contrari a una gestione che continua a ridurre l'occupazione. Si annunciano nuove attività, ma continuano le uscite e prosegue il ricorso agli ammortizzatori sociali”.

Prorogati i contratti di solidarietà per i 320 lavoratori della Stellantis Europe di San Benigno Canavese (Torino), azienda produttrice di componenti destinati per l’80% al sito di Torino Mirafiori e per il restante 20 a Iveco. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° settembre 2025 al 31 gennaio scorso), iniziato il 1° febbraio, si concluderà il 31 luglio. 

Ancora quattro mesi di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Pmc Automotive di San Nicola di Melfi (Potenza), impresa di componentistica dell'indotto Stellantis. La firma è arrivata giovedì 19 febbraio nel corso dell’incontro al ministero del Lavoro. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 30 aprile. L’azienda è in liquidazione giudiziale. Sindacati: “L’accordo mette al riparo, seppur parzialmente, il salario dei lavoratori. Ma resta centrale il tema della reindustrializzazione”.

Un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per 26 lavoratori (su 41 complessivi) della Algo Group di Orbassano (Torino). L’azienda, operante nella componentistica aftermarket e produttrice di maniglie e sistemi per alzacristalli elettrici, di proprietà dal 2024 del fondo d’investimento Illimity Sgr, nel settembre scorso aveva annunciato la chiusura della produzione. L’ammortizzatore sociale (che non riguarda i 15 impiegati di staff e che prevede il pagamento diretto Inps), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre.

Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 41 dipendenti della Embo, azienda di Caramagna Piemonte (Cuneo) attiva nella lavorazione della lamiera e nella produzione di componentistica metallica, attualmente in liquidazione giudiziale. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 19 gennaio, si concluderà il 30 giugno. Ai lavoratori è stato messo a disposizione un progetto di accompagnamento all’impiego (con la partecipazione della Fondazione industriali territoriale), indirizzato al loro orientamento e ricollocamento in imprese locali.

Siglato il 24 febbraio l’accordo tra sindacati e Bluergo di Castelfranco Veneto (Treviso), azienda specializzata in progettazione e produzione di componenti elettromagnetici ed elettronici, sulla gestione di esuberi e ammortizzatori sociali. Il contratto di solidarietà per i 61 dipendenti (in maggioranza personale femminile), scaduto il 9 marzo, è stato prorogato al 4 luglio. Riguardo i dieci esuberi richiesti dall’azienda, questi verranno realizzati su base volontaria e con incentivo economico. 

Prorogati i contratti di solidarietà per i 214 lavoratori della Maserati di Modena, azienda di automobili di lusso di proprietà del gruppo Stellantis. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° ottobre 2025 al 31 gennaio scorso), iniziato il 1° febbraio, si concluderà il 31 luglio. Nel 2025 lo stabilimento ha registrato una flessione del 23,1% rispetto al 2024, con una produzione di circa 200 unità. Dall’ultimo trimestre 2025 il sito ha accolto l’assemblaggio delle Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio (trasferite da Torino).

Contratti di solidarietà per i 40 dipendenti della Società italiana gomma industriale Torino (Sigit) di San Giustino (Perugia), azienda produttrice di componentistica in plastica e alluminio (in particolare per Stellantis). L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 20 gennaio 2025 al 18 gennaio scorso), iniziato il 19 gennaio, si concluderà il 18 gennaio 2027.

Prorogati i contratti di solidarietà per i 3 mila lavoratori della Piaggio di Pontedera (Pisa), storico produttore italiano di veicoli a motore a due e tre ruote. Il nuovo ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 29 settembre 2025 al 28 febbraio scorso), iniziato il 1° marzo, si concluderà il 30 giugno. La solidarietà sarà a rotazione, gli addetti si fermeranno a turno per circa due-tre giorni al mese.

Prorogata la cassa integrazione per i 1.807 lavoratori della Nsg Pilkington di San Salvo (Chieti), azienda britannica produttrice di vetri di sicurezza. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 3 marzo 2025 al 2 marzo scorso), inizialmente previsto fino a marzo 2027, è stato ridotto al 31 dicembre. Riguardo l’utilizzo, si è passati dal 20% dello scorso anno a un massimo attuale del 15%. L’azienda ha anche attivato un piano di investimento per complessivi 200 milioni di euro per l’ammodernamento dei forni e la realizzazione di nuovi prodotti.

Industria

Un anno di ammortizzatori sociali per cessazione d’attività per i 215 lavoratori della Semat Sud, azienda di manutenzioni industriali in appalto all’ex Ilva di Taranto, che il 15 dicembre 2025 aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo. La cassa integrazione straordinaria sarà valida fino al 31 dicembre, con la possibilità di completare i 12 mesi anche nel 2027. I licenziamenti avranno efficacia solo al termine della cigs. Ai lavoratori è stato riconosciuto un diritto di prelazione in caso di nuove assunzioni nelle altre società del gruppo o in aziende del territorio. 

Prorogati i contratti di solidarietà alla Haier (meglio noto come “ex Candy”) di Brugherio (Monza), nota azienda di elettrodomestici, che il 30 giugno 2025 ha terminato la produzione. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° luglio al dicembre 2025), iniziato il 28 dicembre 2025, si concluderà il 30 giugno. Il sito (di proprietà cinese) è oggetto di una riconversione, finanziata con circa 8,3 milioni di euro, che durerà fino al luglio 2026.

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 79 addetti degli stabilimenti di Ponte di Piave e Oderzo (entrambi in provincia di Treviso) della Likum, azienda progettista e produttrice di stampi per materie plastiche, di proprietà della società rumena Fast Effectiv Solution 360. L’ammortizzatore sociale (con pagamento diretto Inps), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 30 settembre. L’azienda, in un accordo raggiunto con i sindacati il 9 ottobre 2025, ha previsto anche incentivi all’esodo volontario.

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 32 dipendenti della Nuova Lac di Santarcangelo di Romagna (Rimini), storica azienda (fondata nel 1962) attiva nel lavaggio e nel trattamento di tessuti per la moda. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore da agosto a dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 luglio. L’azienda ha chiuso definitivamente il 31 luglio 2025. Previsto anche un incentivo economico per chi riuscirà a ricollocarsi lavorativamente prima della fine dell’ammortizzatore sociale. 

Siglato il 20 febbraio l’accordo sulla difficile vertenza della Hydro Extrusions di Feltre (Belluno), azienda norvegese attiva nei settori dell’alluminio e delle energie rinnovabili, che a fine novembre 2025 aveva annunciato la chiusura. Per i 150 dipendenti sono state stabilite otto settimane di cassa integrazione, a partire dal 10 febbraio. Per quanto riguarda la ripartenza della produzione, è stato deciso un aggiornamento settimanale sui progressi dei lavori di ripristino dei danni causati dall’ultimo incendio.

Sottoscritto il 25 febbraio l’accordo sui 27 esuberi dichiarati dalla Omr Italia, azienda del settore dei circuiti stampati con sede a Concorezzo (Monza), a seguito della decisione di cessare l’attività produttiva per trasformare la società in una realtà esclusivamente commerciale. L’accordo prevede la risoluzione dei rapporti di lavoro su base volontaria (criterio della non opposizione), l’accesso all’indennità di disoccupazione Naspi e il riconoscimento di un incentivo economico aggiuntivo.

Contratti di solidarietà per i 275 lavoratori della Snaidero di Majano (Udine), nota azienda produttrice di cucine. L’ammortizzatore sociale, che evita la chiusura del reparto verniciatura annunciata (con il conseguente licenziamento di 27 addetti) a metà dicembre 2025, iniziato il 17 febbraio, si concluderà il 16 febbraio 2027. Agli inizi di marzo è stato sottoscritto un nuovo aumento di capitale del valore di sette milioni di euro, cui hanno partecipato anche gli investitori istituzionali pubblici Invitalia e Friulia, che detengono complessivamente il 64% delle quote azionarie.

Contratti di solidarietà per i 470 dipendenti della Kme Italy di Fornaci di Barga (Lucca), società di proprietà tedesca (controllata da Intek Group), produttrice di semilavorati e semiprodotti in rame e leghe di rame. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 2 febbraio, si concluderà il 19 agosto. Preoccupazione esprimono i sindacati visto che la disponibilità di ammortizzatori sociali è quasi esaurita, avendo l’azienda già utilizzato, negli ultimi cinque anni, circa 30 dei 36 mesi previsti dalla legge. 

Contratti di solidarietà alla Cogne Acciai Speciali di Cogne (Aosta), azienda siderurgica che dal dicembre 2022 fa parte del gruppo taiwanese Walsin Lihwa. L’ammortizzatore sociale coinvolge 166 lavoratori (su complessivi 1.230 dipendenti) dei reparti di acciaieria e colata continua, con la possibilità di arrivare fino all’80% di riduzione dell’orario di lavoro: iniziato il 19 febbraio, si concluderà il 30 maggio.

Un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività per i 47 lavoratori di Aura dell’Aquila, azienda attiva nel riciclo dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici. L’azienda è stata messa in vendita, operazione che viene effettuata sotto la vigilanza della Regione Abruzzo. Attualmente sono state presentate sette offerte per l’acquisizione, di cui due di provenienza abruzzese.

Prorogati i contratti di solidarietà per i dipendenti della Denso Thermal Systems di Avellino, azienda torinese (che in Italia annovera 3.400 addetti distribuiti in sette sedi) produttrice sia di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione per l’automotive sia di condizionatori domestici fissi. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore da aprile a dicembre 2025), iniziato il 12 dicembre 2025, si concluderà l’11 dicembre. Contratti di solidarietà, con scadenza al 31 marzo, sono attivi anche negli impianti di Piedimonte San Germano (Frosinone) e Poirino (Torino). 

Un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i dipendenti della Fabbrica Italiana Radiatori (Fir) di Campogalliano (Modena) e Pianoro (Bologna), impresa di termoidraulica civile e industriale di proprietà del gruppo Sira. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre. A essere coinvolti sono 43 lavoratori, anche se ne rimarranno solo 30, in quanto undici saranno ricollocati in altre società del gruppo e due accompagnati alla pensione.

Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i lavoratori della We Do Spaces di Nanto (Vicenza), azienda produttrice di arredi di alta gamma. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 2 febbraio, si concluderà il 31 dicembre. La misura si deve al trasferimento del sito produttivo dallo stabilimento vicentino alla sede di Roveredo in Piano (Pordenone). Previste diverse agevolazioni per i lavoratori che hanno acconsentito al trasferimento; per chi lo ha rifiutato, invece, sono stati stabiliti incentivi all’esodo di tre o quattro mensilità lorde.

Contratti di solidarietà per 201 dipendenti (su 211 complessivi) della Dl Radiators di Moimacco (Udine), azienda di radiatori e contenitori in metallo per caldaie, di proprietà del gruppo inglese Stelrad. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore da dicembre 2023 a novembre 2024), iniziato il 9 febbraio, si concluderà l’8 giugno. A determinare il provvedimento, la cessazione del rapporto con il cliente storico Buderus, che rappresentava circa il 40% del fatturato.

Plastica, chimica, tessile, conceria

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per i 57 lavoratori della Unilever Italia Manufacturing di Pozzilli (Isernia). L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore per l’intero 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre. Gli addetti si trovano in cassa integrazione dal gennaio 2021 in quanto lo stabilimento è interessato da un progetto di riconversione, promosso da Seriplast con il sostegno di Invitalia, finalizzato alla lavorazione non inquinante di plastiche frutto di recupero di materiali da imballaggio, che dovrebbe riprendere la produzione nel primo trimestre 2028. 

Raggiunto il 24 febbraio l’accordo tra sindacati e Industria Chimica Reggiana di Reggio Emilia, storica produttrice di stucchi, mastici e vernici, sulla gestione della chiusura dell’attività produttiva (dichiarata il 6 febbraio), con il conseguente licenziamento collettivo per 54 lavoratori (sui complessivi 74). Gli esuberi sono stati per ora sospesi e sono oggetto di un “confronto mirato a mitigare l’impatto sociale precedentemente previsto”. Per l’intero personale, intanto, è stata prevista una cassa integrazione straordinaria della durata di 12 mesi.

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i circa 50 dipendenti (in larga parte personale femminile) della Il.Mas di Sutrio (Udine), azienda attiva nello stampaggio e nella produzione di materiali plastici e leghe metalliche, attualmente in liquidazione giudiziale. L’ammortizzatore sociale (con pagamento diretto Inps), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 30 settembre (la misura precedente era andata in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2025).

Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 90 addetti della Gaggio Tech di Gaggio Montano (Bologna), anche nota come “ex Saga Coffee”, azienda attiva nel settore termoplastica e lavorazione di lamiere. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 30 settembre. Il sito produttivo, reindustrializzato nel 2022, è stato posto in liquidazione volontaria nel marzo 2025.

Dieci mesi di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 153 dipendenti della storica azienda tessile Canepa di San Fermo della Battaglia (Como), che il 6 novembre 2025 ha annunciato la messa in liquidazione. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 4 novembre. A metà febbraio il setificio è stato rilevato dalla Achille Pinto, storica realtà tessile del comasco di proprietà della famiglia Uliassi, che ha annunciato la nascita della nuova società Canepa 1966, partecipata al 30% dal fondo Azimut Eltif Private Debt – Capital Solutions, gestito in delega da Muzinich & Co., già azionista di Canepa.

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 43 lavoratori della Conceria Pegaso di Fucecchio (Firenze), che nell’agosto 2025 aveva formalizzato la richiesta di liquidazione giudiziale. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 13 agosto al 31 dicembre), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 12 agosto.  L’accordo quadro siglato al ministero del Lavoro nel settembre 2025 prevede anche l’attivazione di percorsi di ricollocazione in favore degli addetti coinvolti.

Call center, commercio, editoria

Siglato il 22 febbraio l’accordo sulla gestione degli esuberi dichiarati dalla Edime, società editrice dello storico quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. L’intesa prevede l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per cessazione parziale d’attività, misura che interesserà sia i lavoratori poligrafici sia i giornalisti. Durante il periodo di ammortizzatori sociali, sindacati e azienda lavoreranno per individuare percorsi di ricollocazione per il personale considerato eccedente. 

Approvato il 18 febbraio dai 35 dipendenti del call center Paycare di Monteriggioni (Siena), che già da quattro anni usufruivano di ammortizzatori sociali, l’accordo quadro con l’azienda, che chiuderà entro dicembre. L’intesa prevede 38 mila euro lordi di incentivi per i lavoratori a tempo indeterminato che decideranno di uscire su base volontaria e 34-35 mila per quelli part time (secondo il numero delle ore lavorate). Ai dipendenti è stata estesa la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre e offerta la possibilità di ricollocarsi in un’altra azienda, la Konecta, con sede a Livorno.

Prorogata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i circa 40 dipendenti dello store Coin di Bologna, che ha chiuso il 31 luglio 2025. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° agosto al 31 dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 luglio. La misura è all’interno di un “piano sociale”, siglato nell’estate scorsa da azienda e Filcams Cgil, che prevedeva anche la mobilità non oppositiva per i lavoratori che intendevano accedere a questo strumento, trasferimenti in altri punti vendita con il criterio della volontarietà e un impegno alla riassunzione.

Un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per gli 86 dipendenti (in larga parte personale femminile) della Manzini & Co., società che gestisce i cinque supermercati Pam di Reggio Emilia, Castellarano (Reggio Emilia), Pianoro e Imola (entrambi in provincia di Bologna). L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre. Dal giugno 2025 la società è alle prese con la procedura di composizione negoziata della crisi, cui il tribunale ha concesso complessivamente 240 giorni di tempo.

Un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per 244 addetti di Claire’s Italy, multinazionale statunitense specializzata nella vendita di bigiotteria, accessori moda e cosmetici, attualmente in liquidazione giudiziale. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 6 dicembre 2025, si concluderà il 5 dicembre. Sono coinvolti i lavoratori di 35 punti vendita dislocati in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia, Puglia, Campania, Toscana, Liguria e Friuli Venezia Giulia).

Raggiunto il 6 marzo l'accordo tra sindacati e Unicoop Etruria, nata nel luglio 2025 dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, sulla seconda fase del piano industriale 2025-2027. Per i 180 lavoratori in esubero nelle sedi di Vignale Riotorto (Livorno), Castiglione del Lago (Perugia), Terni e Roma è stato varato un piano di incentivi all'esodo volontario. Per quanto riguarda la cessione dei 24 negozi a insegna Coop e Superconti, la società ha garantito strumenti di tutela per i lavoratori. Previsti anche investimenti per l’innovazione strutturale e tecnologica.

Alimentare, telecomunicazioni, legno, edilizia, credito, logistica

Ancora tre mesi di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i dipendenti della Barry Callebaut Manufacturing Italia di Verbania, multinazionale belga specializzata nella produzione di cioccolato, che ha chiuso il 30 giugno 2025. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° aprile al 31 dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 marzo. I lavoratori interessati sono circa 25-30 (su 85 complessivi), i restanti hanno rinunciato alla cig per cercare una ricollocazione immediata. 

Accordo tra i sindacati e il colosso italiano delle telecomunicazioni Tim per mille uscite volontarie in prepensionamento, da realizzare usando (per la prima volta nel settore) il Fondo bilaterale delle tlc. Lo strumento di accompagnamento alla pensione è valido per un massimo di cinque anni, potranno aderire coloro che matureranno i requisiti pensionistici (sia anzianità sia vecchiaia) entro il 30 novembre 2031. L’importo dell’assegno è calcolato sulle stesse basi utilizzate per l’isopensione, le finestre di uscita saranno ottobre e novembre 2026. Previste anche clausole di salvaguardia in caso di eventuali modifiche normative.

Altri due mesi di cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 61 dipendenti della Xilopan di Cicognola (Pavia), storica azienda di pannelli di legno truciolari per l’industria del mobile, acquistata nel 2022 dalla holding Hc della famiglia Caspani e attualmente in liquidazione. Il 9 gennaio 2025 la società aveva comunicato la chiusura dello stabilimento. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analogia misura andata in vigore dal 10 marzo al 31 dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si è concluso il 9 marzo.

Siglato il 24 febbraio un accordo tra Banco Bpm e sindacati sull’allargamento del Fondo di solidarietà e sul ricambio generazionale. L’intesa prevede l’accoglimento di ulteriori 100 domande di uscita entro il 1° gennaio 2027, a fronte di 81 nuovi ingressi. I lavoratori che avranno accesso al Fondo saranno quelli che avevano già presentato richiesta, in applicazione dell’accordo siglato il 19 dicembre 2024. Da un primo calcolo, l’azienda riferisce che si arriverà a far uscire parte dei colleghi che matureranno il requisito pensionistico al 1° luglio 2028.

Contratti di solidarietà per 83 dipendenti (su 100 complessivi) del Consorzio Desium di Venezia, azienda del gruppo friulano Rizzani De Eccher, specializzata nella costruzione di linee ferroviarie e metropolitane. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 9 febbraio, si concluderà il 22 maggio. A motivare la decisione, il blocco del cantiere della bretella ferroviaria per l'aeroporto Marco Polo di Venezia.

Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per gli 87 dipendenti della International Trading & Service (Its), azienda che svolge operazioni di sequenziamento e logistica nel polo automotive dello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza). Il 31 dicembre 2025 la società aveva aperto la procedura di licenziamento collettivo a causa del mancato rinnovo del contratto d’appalto con l’ex Fiat. L’ammortizzatore sociale (con pagamento diretto Inps), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre.