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Ancora quattro mesi di ammortizzatori sociali per i 93 lavoratori della Pmc Automotive di San Nicola di Melfi (Potenza), impresa di componentistica dell'indotto Stellantis. La firma è arrivata giovedì 19 febbraio nel corso dell’incontro al ministero del Lavoro con Regione Basilicata, azienda e sindacati.
“Il provvedimento – si legge in una nota ufficiale - prevede il pagamento diretto da parte dell'azienda e rappresenta un passaggio fondamentale per mettere al riparo il salario dei lavoratori in questa fase di difficoltà, garantendo una tutela concreta del reddito e della continuità occupazionale”.
La firma è arrivata dopo un confronto durato alcune settimane, il periodo di cassa integrazione in deroga va retroattivamente dal 1° gennaio scorso al 30 aprile. L’azienda è attualmente in fase di liquidazione giudiziale. Per il 12 marzo è convocato, presso il ministero delle Imprese, il tavolo sulla reindustrializzazione.
Sindacati: “Ora avviare la reindustrializzazione”
“La firma dell'accordo – scrivono Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic – rappresenta un primo risultato che mette al riparo, seppur parzialmente, il salario dei lavoratori”. Un risultato ottenuto soprattutto per “il grande senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori che, attraverso la mobilitazione e il presidio dello stabilimento, hanno dimostrato ancora una volta attaccamento al lavoro e volontà di difendere il proprio futuro occupazionale”.
Per le quattro sigle, tuttavia, resta “centrale il tema della reindustrializzazione. Abbiamo ribadito che non tollereremo ulteriori rinvii dell’incontro, inizialmente previsto per il 25 febbraio e successivamente spostato al 12 marzo. È arrivato il momento che il nuovo imprenditore si palesi ufficialmente e apra un confronto di merito, affinché si avvii concretamente un processo di reindustrializzazione”.
Fiom, Fim, Uilm e Fismic così concludono: “È altresì necessario che tutti gli attori coinvolti, a partire dal ministero competente fino a Stellantis, facciano la propria parte, perché questa vertenza deve trovare una soluzione concreta e definitiva. Il 12 marzo deve rappresentare la data della svolta, quella che può finalmente aprire uno scenario nuovo e garantire una vera reindustrializzazione e un futuro certo per i lavoratori”.






















