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L’azienda cesserà l’attività, per i lavoratori arriva un anno di cassa integrazione straordinaria. Questo il contenuto dell’accordo siglato il 16 gennaio al ministero del Lavoro che chiude la vertenza della Fabbrica italiana radiatori (Fir) di Campogalliano (Modena), impresa di termoidraulica civile e industriale di proprietà del gruppo Sira.
L’ammortizzatore, che copre l’intero 2026, interessa 43 lavoratori, anche se nel giro di alcuni mesi ne rimarranno soltanto 30: nove lavoratori saranno ricollocati in altre società del gruppo, due (a seguito del trasferimento di ramo d’azienda dell’ufficio commerciale) passeranno a una ditta di San Marino sempre del gruppo, due saranno accompagnati dall’ammortizzatore alla pensione.
Con la cassa integrazione, fortemente voluta da Fiom Cgil e Fim Cisl, saranno avviate dalla Regione Emilia Romagna politiche attive del lavoro per salvaguardare le competenze e migliorare le professionalità dei lavoratori. In particolare, il Centro per l’impiego territoriale di Carpi offrirà ai lavoratori corsi di aggiornamento professionale e occasioni d’incontro tra domanda e offerta.
Sindacati: “Puntiamo alla riconversione industriale”
“Visto che nella cassa integrazione straordinaria – spiegano i dirigenti sindacali territoriali Leo Puca (Fiom Cgil) e Massimo Occhi (Fim Cisl) – non è possibile l’anticipo di mensilità da parte dell’azienda, ma il pagamento è diretto da parte dell’Inps, abbiamo chiesto all’azienda di dare il massimo di copertura economica possibile ai lavoratori in attesa delle erogazioni Inps”.
I tempi tecnici di erogazione della cigs, infatti, prevedono almeno due mesi di attesa. “In gennaio – proseguono – i lavoratori sono coperti dalla mensilità di dicembre più la tredicesima, a febbraio riceveranno la mensilità dell’azienda come anticipo delle loro spettanze, mentre da marzo dovrebbe partire l’erogazione Inps della cassa integrazione”.
Puca e Occhi così concludono: “In questo anno di tempo continueremo a sondare la fattibilità di una riconversione industriale del sito di Campogalliano e la disponibilità in tal senso del gruppo Sira. Proseguiremo a lavorare con l’azienda e con le istituzioni per esplorare fino all’ultimo ogni scenario e ogni opportunità che ne evitino la chiusura definitiva”.






















