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Prosegue senza soste il dimagrimento degli stabilimenti italiani di Stellantis. Mercoledì 11 marzo sono stati firmati, ma non dalla Fiom Cgil, due accordi per 121 uscite volontarie incentivate dall’impianto di Torino Mirafiori nell’arco di quattro anni e 60 da quello di Termoli (Campobasso) entro la fine di dicembre.
L’accordo di Torino Mirafiori
Le 121 uscite sono così articolate: 50 addetti delle Carrozzerie (suddivisi tra le aree Special vehicles e Pre-assembly and logistics unit: in quest’ultima sono impiegati lavoratori con ridotte capacità lavorative, molti dei quali erano stati utilizzati durante la pandemia nella produzione di mascherine), 13 delle Presse, 12 della Costruzione stampi e cinque di Mould & Shop. A questi si aggiungono 41 lavoratori dello stabilimento Stellantis Europe di San Benigno Canavese (ex Pcma).
Riguardo l’incentivazione economica, i lavoratori tra 45 e 49 anni riceveranno 24 mensilità più 30 mila euro, quelli tra 50 e 54 anni 30 mensilità più 30 mila euro, quelli sopra i 55 anni 33 mensilità più 30 mila euro. I lavoratori prossimi alla pensione saranno accompagnati con un’integrazione pari al 90 per cento dell’assegno pensionistico fino a 24 mesi e al 70 per cento dal 25esimo mese al 48esimo.
Fiom: “Ennesima occasione mancata da Stellantis”
“Con l’avvio della produzione della 500 ibrida e le roboanti dichiarazioni del presidente Elkann e del ceo Filosa sulla centralità di Torino – commentano il segretario Fiom Cgil Torino Edi Lazzi e il responsabile Fiom Cgil Mirafiori Gianni Mannori – ci aspettavamo la stabilizzazione a tempo indeterminato di un numero pari di giovani oggi con contratti precari”.
Lazzi e Mannori evidenziano che “di fronte al rifiuto dell’azienda, abbiamo scelto di non sottoscrivere l’intesa. Non possiamo nascondere la delusione per l’ennesima occasione mancata da Stellantis per dimostrare concretamente l’impegno sul futuro produttivo di Torino. Ancora una volta si conferma che le parole resteranno parole”.
L’accordo di Termoli
L’intesa sottoscritta sulla cosiddetta separation da Fim Cisl e Uilm Uil, ma non dalla Fiom Cgil, prevede un nuovo esodo incentivato per 60 lavoratori entro il prossimo 31 dicembre, finalizzato ad accompagnare alla pensione i lavoratori che matureranno i requisiti nei prossimi anni. Per i sindacati firmatari l’accordo “permette di gestire con responsabilità una fase delicata per lo stabilimento”.
Un’analisi non condivisa dalla Fiom Cgil Molise, che infatti non ha sottoscritto l’accordo. “Siamo contrari a una gestione che continua a ridurre l'occupazione”, spiega il segretario generale Alfredo Fegatelli: “Resta evidente la contraddizione: mentre si annunciano nuove attività, continuano le uscite e prosegue il ricorso agli ammortizzatori sociali”.
























