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Un incontro urgente a Palazzo Chigi, con la presenza della premier Meloni. Questa la richiesta di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil al governo, dopo la mobilitazione degli ultimi tre giorni dei lavoratori dell’ex Ilva, che hanno manifestato in tutta Italia il loro profondo dissenso al piano (definito da sindacati “di chiusura”) dell’esecutivo per il gruppo siderurgico.
La richiesta è stata inviata, sotto forma di lettera, alla presidente del Consiglio, al sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Adolfo Urso (Imprese) e Maria Elvira Calderone (Lavoro).
Sindacati: “Situazione estremamente grave”
“A seguito della presentazione del piano denominato ‘ciclo corto’, si è generata una situazione estremamente grave, caratterizzata da conflitti e forti tensioni sociali nei territori, che rischiano di avere un effetto domino”, scrivono i segretari generali di Fiom Cgil (Michele De Palma), Fim Cisl (Ferdinando Uliano) e Uilm Uil (Rocco Palombella).
“Siamo fortemente preoccupati dalla decisione di interrompere ulteriori attività produttive, con pesanti e irreversibili ripercussioni sulle prospettive future degli stabilimenti dell’ex Ilva”, prosegue la lettera: “Alle già rilevanti incertezze riguardanti il piano di salvataggio, i processi di decarbonizzazione, la tenuta industriale e occupazionale, si sono aggiunti fondati timori relativi a una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive”.
Fiom. Fim e Uilm chiedono “il ritiro immediato del ‘piano corto’ e la sospensione delle operazioni di spegnimento delle batterie 7-8-9-12, l’invio dei coils a Genova, Novi Ligure e Racconigi da Taranto per garantire la continuità produttiva, nonché l’avvio di un vero piano di manutenzione degli impianti”. Infine, le tre sigle dicono “no a ulteriore allontanamento dei lavoratori dalle fabbriche per effettuare formazione senza prospettiva lavorativa”.
De Palma, Uliano e Palombella così concludono: “In caso di mancata convocazione dell’incontro, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di fronte all’ulteriore aggravamento della situazione occupazionale e produttiva saranno messe in campo iniziative di mobilitazione di carattere nazionale”.
De Palma, Fiom: “Il governo ci convochi a Palazzo Chigi”
“Nella giornata di oggi (mercoledì 4 dicembre) sono in corso mobilitazioni e presìdi delle lavoratrici e dei lavoratori ex Ilva. Il governo convochi il tavolo a Palazzo Chigi e ritiri questo piano che è stato battezzato da Fim, Fiom, Uilm come un ‘piano di chiusura’ dell'ex Ilva”. A dirlo è il segretario generale Fiom Cgil Michele De Palma, parlando a Pescara nel corso dell’assemblea regionale sul contratto nazionale dei metalmeccanici.
“È necessaria la costituzione di una società partecipata pubblica che garantisca la decarbonizzazione e la continuità produttiva di tutti gli impianti italiani”, prosegue il leader sindacale: “Noi non ci fermeremo più fino a quando il governo non tornerà sui propri passi e ci convocherà in un tavolo negoziale vero”.
l segretario generale Fiom Cgil così conclude: “Il ministro Urso sta continuando a convocare dei tavoli, come quello di venerdì 7 dicembre con le Regioni e gli enti locali. Noi, invece, vogliamo il tavolo a Palazzo Chigi, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per salvaguardare l’occupazione e il futuro della siderurgia italiana”.
























