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I tavoli di crisi e monitoraggio al ministero delle Imprese e del made in Italy sono più che raddoppiati negli ultimi due anni e si avvicinano a quota cento. È quanto emerge dai dati della Cgil, ripresi dall’Ansa: i tavoli aperti erano 96 a ottobre e coinvolgevano oltre 120 mila lavoratori e lavoratrici. Da allora almeno altri due sono stati aperti e altri sono in arrivo.
Due anni fa i tavoli ministeriali erano 49. Negli ultimi tempi le difficoltà si sono estese dall'industria al commercio e alla distribuzione. L’ultimo caso riguarda Woolrich, ancora in attesa di convocazione dopo che l'azienda ha dichiarato una perdita del 30% del fatturato e disposto il trasferimento a Torino di 139 lavoratori da Bologna e Milano.
La difficoltà della produzione industriale, in calo per 32 mesi negli ultimi tre anni, ricade duramente anche su realtà del commercio. Nello specifico la Cgil cita Conbipel, Coin, Conforama, Original Marines: tutte catene che hanno mediamente tra i 1.400 e 1.600 addetti.
“Anche il commercio si sta affacciando nelle crisi”, afferma il segretario confederale della Cgil Gino Giove, che ricorda come ci siano anche 20 mila lavoratori di Carrefour, tra diretti e indiretti, coinvolti nella cessione della società al gruppo italiano NewPrinces. Il dirigente sindacale ha sottolineato, in un articolo su La Stampa, che “ormai da tre anni, la produzione industriale è in costante calo, tra stagnazione e recessione. Senza una politica industriale e piani di investimenti pubblici, rischiamo di perdere la nostra capacità produttiva”.
La maggioranza dei tavoli di crisi resta nel settore metalmeccanico: qui si concentra più del 50% delle vertenze, a partire dalla siderurgia e dall’automotive. A seguire tutta la filiera di chimica, energia e sistema moda. Alle situazioni registrate presso il ministero, inoltre, si aggiungono i tavoli di crisi a livello regionale e le chiusure che vengono semplicemente comunicate senza confronto nelle sedi istituzionali.






















