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Enel non si ferma, i sindacati nemmeno. Sarà sciopero domani (9 gennaio) con presìdi in tutta Italia, contro la scelta dell’azienda di dare in appalto il ramo del customer care con modalità che mettono a rischio la continuità occupazionale. Il tentativo di eludere la clausola sociale è, dunque, al centro della protesta lanciata dalle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che hanno proclamato lo sciopero di tutti i lavoratori impegnati nelle attività di customer care di Enel, E-distribuzione ed Enel X.
La voce di Enel: circa 7 mila dipendenti
Circa 7 mila dipendenti in tutto, che operano in regime di appalto in una decina di aziende, impegnate nella gestione della clientela del gigante dell’energia. Le sedi di lavoro si trovano in numerose province italiane: da Torino a Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo. “Migliaia di dipendenti che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela – commentano i sindacati in una nota - e che, oggi, rischiano la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e la centralità del contratto nazionale delle Tlc appena rinnovato”.
Trasferimenti forzati
I nuovi appalti, senza il rispetto della clausola sociale, si stanno già traducendo nella prospettiva di trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, talvolta addirittura fuori dalla propria regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro. Queste le proposte avanzate dalle aziende subentranti nella gestione delle commesse back-office e quality di Enel.
Sindacati: violazione della legge 11/2016
“A dieci anni dalla promulgazione della legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla regolamentazione prevista dal Ccnl delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40 mila addetti, in oltre 400 cambi di appalto gestiti” proseguono i sindacati, che sollecitano un intervento diretto delle istituzioni rispetto a un’azienda che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici.
No al ritorno al liberismo sfrenato
“Si tornerà a una stagione buia - paventano Slc, Fistel e Uilcom - in cui ogni cambio di appalto nel settore dei call center generava drammi occupazionali, licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Contro il ritorno a un liberismo sfrenato e per il rispetto delle norme di legge e del Ccnl, il 9 gennaio le lavoratrici e i lavoratori, in sciopero, manifesteranno il proprio dissenso davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni”.
I presìdi
A Roma si terrà un presidio in Piazza Verdi, nei pressi della direzione generale di Enel. Anche a Palermo l’appuntamento sarà sotto la sede centrale dell’azienda. Nel territorio palermitano, direttamente interessato dalla vertenza con centinaia di addetti dell’azienda System House, è stata già prevista una riduzione delle attività tra il 35 per cento e il 40 per cento, determinata dall’introduzione di meccanismi di automazione e di intelligenza artificiale. In Puglia, nella zona di Casarano, sono impiegati 650 lavoratori, più altri addetti salentini dei call center, per arrivare a un totale di oltre 4 mila persone. Anche qui le aziende appaltatrici stanno avanzando ai propri dipendenti proposte di trasferimenti forzati - pur di mantenere il posto di lavoro – e che eludono la clausola sociale. “Queste iniziative rappresentano solo l’inizio del percorso di mobilitazione – concludono le segreterie - qualora Enel non riveda immediatamente le previsioni dei bandi di gara, che non garantiscono la territorialità nei cambi di appalto”.
























