PHOTO
La trattativa si è chiusa in tempi rapidi. A Roma, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno firmato con Unionchimica Confapi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale delle piccole e medie imprese dei settori chimica, concia, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro. Un bacino che riguarda circa 56mila lavoratrici e lavoratori occupati in quasi 3.800 aziende. Il contratto copre il triennio 2026-2028 e arriva dopo la scadenza del precedente Ccnl a fine 2025, con l’obiettivo dichiarato di dare una risposta immediata all’erosione salariale causata dall’inflazione.
Aumenti salariali e welfare rafforzato
L’intesa prevede un incremento economico medio a regime differenziato per comparto. L’aumento sarà di 237 euro per chimica e concia, 208 euro per plastica e gomma, 201 euro per ceramica, vetro e abrasivi. Gli aumenti verranno erogati in cinque tranche: dal 1 gennaio 2026, 1 aprile 2027, 1 dicembre 2027, 1 giugno 2028 e 1 dicembre 2028. La prima tranche sarà uguale per tutti e pari a 61 euro.
Sul fronte del welfare contrattuale è previsto un aumento dello 0,10% a carico delle imprese sulla contribuzione a Fondapi, il fondo di previdenza complementare di settore, a partire dal 1 gennaio 2026. Un segnale che rafforza la componente di salario differito in un contesto di crescente incertezza previdenziale.
Relazioni industriali e diritti
La parte normativa rappresenta uno dei capitoli più significativi del rinnovo. Viene rafforzato il sistema delle relazioni industriali a livello nazionale, territoriale e aziendale, con una valorizzazione del ruolo delle Rsu e un coinvolgimento più incisivo delle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali. L’obiettivo è consolidare un modello di partecipazione e contrattazione capace di incidere sulle scelte organizzative e industriali delle imprese.
Il contratto recepisce inoltre le principali direttive e leggi su pari opportunità, gender pay gap, patologie oncologiche croniche e invalidanti, disturbi specifici di apprendimento e estensione delle tutele a unioni civili e convivenze di fatto. Si tratta di un aggiornamento che allinea il Ccnl a un quadro normativo in rapida evoluzione e amplia il perimetro dei diritti riconosciuti.
Intelligenza artificiale, appalti e formazione
Tra le novità figura l’introduzione delle tematiche legate all’intelligenza artificiale negli Osservatori nazionali e aziendali, segnale di un tentativo di governare le trasformazioni tecnologiche attraverso la contrattazione collettiva. Rafforzate anche le tutele per i lavoratori degli appalti e il sistema della formazione, con la certificazione delle professionalità, in un’ottica di riconoscimento delle competenze e di occupabilità nel medio periodo.
Il testo interviene inoltre su mercato del lavoro, diritti e tutele, con aggiornamenti su malattia, accomodamenti ragionevoli, orari di lavoro e tempo tuta, riconoscimento del pasto o dell’indennità sostitutiva, agevolazioni per il part-time su richiesta e un rafforzamento dei permessi sindacali e delle assemblee, in particolare sui temi di salute e sicurezza e previdenza complementare.
Sicurezza e classificazione: una revisione attesa da decenni
Un capitolo rilevante riguarda la salute e sicurezza, con l’introduzione di tutele assicurative e legali per la figura del Preposto, incontri specifici sul microclima nei luoghi di lavoro e un’estensione delle tutele anche alle aziende con meno di 15 addetti. Dopo decenni, viene rivisto il sistema classificatorio e le declaratorie professionali, con nuovi profili, riconoscimento della polivalenza e della polifunzionalità e un passaggio dal criterio della mera prevalenza a quello della professionalità.
È previsto inoltre l’obbligo di incontri tra azienda e Rsu o organizzazioni sindacali territoriali per verificare il corretto inquadramento delle lavoratrici e dei lavoratori, un punto che può incidere direttamente su salario e carriera.
Sindacati: risposta rapida all’inflazione e più qualità contrattuale
Le segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec hanno espresso soddisfazione per la rapidità della chiusura del rinnovo, sottolineando la necessità di dare una risposta salariale certa per contrastare l’inflazione e recuperare potere d’acquisto. Al tempo stesso, rivendicano gli avanzamenti normativi come un salto di qualità per un contratto che riguarda una parte significativa della manifattura italiana a piccola e media impresa.
Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori dei settori interessati, chiamati ad approvare l’intesa nelle assemblee, in un passaggio che determinerà l’entrata in vigore definitiva del nuovo Ccnl Confapi.
-----























