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Notte di tensione nell'area industriale di Pascarola, a Caivano. I carabinieri della Sezione Radiomobile sono intervenuti presso la sede della Harmont & Blaine dopo un’irruzione negli uffici aziendali. All’interno, gli ambienti sono stati trovati messi a soqquadro, con danni ancora in fase di quantificazione. Sul posto sono intervenuti gli specialisti del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna per i rilievi tecnici e scientifici, mentre le indagini proseguono per chiarire la dinamica e la matrice dell’episodio.
Secondo le prime ricostruzioni, ignoti sarebbero riusciti a penetrare nella struttura durante la notte, rovistando negli uffici amministrativi. Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo ogni elemento utile a identificare i responsabili. Al momento nessuna pista viene esclusa, mentre resta da chiarire l’entità della refurtiva e il reale obiettivo dell’incursione.
Il contesto: una vertenza occupazionale ancora bloccata
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da una forte tensione sociale. La Harmont & Blaine è infatti al centro di una vertenza aperta dopo la decisione dell’azienda di licenziare 32 dei 129 dipendenti del sito di Caivano. Il confronto tra proprietà e sindacati resta in stallo, con i lavoratori e le loro famiglie che attendono risposte sul futuro occupazionale in un territorio già duramente colpito dalla crisi industriale.
Filctem Cgil: “Chiarezza su quanto sottratto, serve trasparenza”
Sui fatti è intervenuta la Filctem Cgil Napoli e Campania. In una nota, Andrea Pastore della segreteria regionale ha espresso “profonda preoccupazione per quanto accaduto nella sede di Harmont & Blaine”. Il sindacato sottolinea che l’episodio avviene in una fase estremamente delicata della vertenza e chiede all’azienda di fare piena chiarezza sull’accaduto.
“Riteniamo opportuno che l’azienda comunichi cosa è stato sottratto nel corso dell’incursione notturna negli uffici, nell’ottica della massima trasparenza”, afferma Pastore, collegando l’episodio al clima di incertezza che circonda il futuro dei 32 lavoratori coinvolti nel piano di licenziamenti. Per la Cgil, la vicenda rischia di alimentare ulteriormente un clima già teso e richiede risposte chiare e tempestive da parte della proprietà.






















