Il settore dell'automotive in Piemonte subisce un nuovo colpo. La multinazionale Sapa Sta, guidata dalla famiglia Affinita e con un fatturato di 700 milioni di euro, ha annunciato un piano di ridimensionamento che colpisce tre province: Torino, Asti e Cuneo. Nello specifico, sono stati dichiarati 42 esuberi ad Airasca (TO), altri 42 a San Martino d’Alfieri (AT) e 12 a Dronero (CN). Sebbene per ora si punti su uscite volontarie, il timore concreto è la cessazione totale delle attività nella regione entro il 2027.

L'allarme dei sindacati: commesse in calo e nuovi orizzonti esteri

Dopo tre anni di contratti di solidarietà, i sindacati segnalano una situazione critica. Secondo Fabio Catiello della Filctem Cgil Torino, l'azienda giustifica i tagli con una drastica riduzione degli ordini. La strategia del gruppo Sapa sembra essersi spostata altrove: la recente acquisizione della austriaca Megatech ha sì raddoppiato il fatturato del gruppo, ma ha anche spostato il baricentro degli interessi lontano dal Piemonte. Gli stabilimenti ex Selmat, acquisiti nel 2018 per produrre componenti (come i paraurti per Alfa Romeo, Panda e Iveco Daily), soffrono oggi un crollo verticale dei volumi produttivi.

Tensioni con Stellantis e il rischio di un addio definitivo al territorio

Il rapporto tra Sapa e Stellantis è stato segnato da forti contrasti, culminati nel 2024 in una disputa sui prezzi delle forniture che nei mesi scorsi causò il blocco della produzione nello stabilimento ex Sevel di Atessa. Nonostante gli accordi economici successivi, la stabilità non è tornata. Il passaggio dalla solidarietà ai licenziamenti collettivi fa presagire un disimpegno strutturale del gruppo dalla regione. Con 10 stabilimenti nel mondo e oltre 2.000 dipendenti, Sapa ora guarda con più interesse al Nord Europa, lasciando nell'incertezza circa 350 famiglie.