“La situazione dell’automotive nel territorio di Melfi è grave. Nello stabilimento Stellantis contiamo circa 4.600 dipendenti, e siamo in regime di cassa integrazione fino a giugno”. A dirlo è il segretario nazionale Fiom Cgil Samuele Lodi, commentando l’audizione dei sindacati presso le Commissioni riunite X Attività produttive e XI Lavoro della Camera sulla crisi produttiva e occupazionale relativa agli stabilimenti della componentistica automotive a Melfi (Potenza).

“I modelli in produzione attualmente – prosegue – sono la DS 8 e la nuova Jeep Compass e sono annunciati ulteriori lanci, come la DS 7 e la Lancia, che non saranno sufficienti a saturare l’occupazione. Quasi tutte le aziende della componentistica di Melfi sono legate a Stellantis, spesso in regime di monocommittenza”.

Alla Tiberina i 128 lavoratori hanno tutti contratti di solidarietà che scadranno a maggio 2026, e “sono necessarie nuove commesse che al momento però Stellantis non riconosce”. Per quanto riguarda la Pmc, gli 87 dipendenti sono tutti in cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa che è stata prorogata fino al 30 aprile del 2026. Alla Brose, i 68 dipendenti, originariamente erano un centinaio, hanno tutti i contratti di solidarietà, che scadranno ad aprile del 2026.

“Su queste due ultime vertenze – aggiunge Lodi – si sta cercando l’avvio di un possibile processo di reindustrializzazione. È fondamentale, inoltre, il percorso di formazione che le istituzioni devono mettere in campo”. Nel territorio di Melfi è presente inoltre lo stabilimento di Marelli, con 243 dipendenti: “Anche qui abbiamo la cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa che scadrà nell'agosto 2026 e le problematiche principali sono legate alla monocommittenza di Stellantis”.

“È evidente – argomenta il segretario nazionale Fiom – che Stellantis deve assumersi le sue responsabilità e valorizzare il più possibile i componentisti italiani, piuttosto che andare a fare iniziative per spingere le aziende ad andare a investire e ad aprire stabilimenti in Algeria”.

Lodi così conclude: “Da tempo chiediamo al governo di fare un unico tavolo per quanto riguarda la filiera della componentistica. Il Mimit convoca di volta in volta i tavoli di crisi, ma riteniamo che sarebbe invece più utile avere un unico tavolo in cui definire una linea e una strategia comune. Il governo, infine, dovrebbe avere una voce più autorevole nei confronti di Stellantis, cosa che anche nell'ultimo tavolo automotive al Mimit non abbiamo riscontrato”.