La Cgil Marche aderisce alle iniziative di mobilitazione nazionale per dire No al ddl stupri, riscritto dalla senatrice Giulia Bongiorno, che cancella il concetto di “consenso” dall’art. 609 bis del Codice Penale. “Il nuovo testo base non è ancora legge e, per questo, occorre la voce delle cittadine e dei cittadini, perché torni – durante il dibattito parlamentare – a essere quello condiviso e approvato alla Camera dei Deputati lo scorso novembre”, spiega il sindacato in una nota.

Cgil Marche: “Abbandonare il concetto di ‘consenso’ per quello di ‘dissenso’, significa mettere di nuovo le donne sul banco delle imputate”

Per la Cgil le modifiche apportate, che sostituiscono il “consenso libero e attuale” con il “dissenso”, per esprimere la volontà contraria all’atto sessuale, “non rappresentano solo una questione di ordine giuridico, ma esprimono con forza una cultura basata su pregiudizi e stereotipi, che finiscono con il condizionare anche le sentenze per stupro. Abbandonare il concetto di ‘consenso’ per quello di ‘dissenso’, significa che le donne saranno ancora una volta sul banco delle imputate. Significa assistere ancora a quello che va sotto il nome di ‘vittimizzazione secondaria’, quel trauma aggiuntivo subito dalle vittime di violenza, nell’interazione con le istituzioni, le forze dell’ordine, il sistema giudiziario. Una sorta di colpevolizzazione che ritroviamo nella narrazione degli episodi di violenza, nei casi di femminicidio, nei commenti quando segnaliamo le molestie e le discriminazioni di genere”.

Per questo la Cgil Marche e BelleCiao Cgil Marche saranno in campo con la propria voce, nelle città, nei territori, insieme a D.iRE Donne in rete contro la violenza, le Associazioni e i Movimenti che, da sempre, si battono per contrastare ed eliminare la violenza contro le donne. “L’augurio – conclude la nota – è che la politica ritrovi spazio e voce, per evitare di tornare indietro rispetto alla Convenzione di Istanbul, alla legge 77 che l’ha recepita, alla conquistata autodeterminazione delle donne, alla riconosciuta e reciproca parità sostanziale, ancora poco praticata, nonostante sancita dalla Costituzione”.

Nelle Marche, le iniziative territoriali saranno sabato 15 febbraio a Jesi, Piazza Pergolesi, ore 17, e a Pesaro, Piazza Lazzarini, ore 10.30.