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Non si può parlare di ‘lieto fine’ di fronte a un gesto grave come quello dell’aggressione avvenuta nei giorni scorsi presso la sede della Cgil di Legnano ai danni del segretario generale della Filt Ticino Olona, Marco Cillo, ma l’ammissione di responsabilità e le scuse pronunciate oggi, 24 febbraio, dall’azienda, e dallo stesso autore, di fronte a una folta delegazione della Filt Cgil Ticino Olona e Milano e Lombardia, non è una cosa che avviene tutti i giorni.
La ‘marcia indietro’ arriva dopo una mobilitazione culminata nello sciopero e nel presidio indetti ieri, 23 febbraio, e che hanno visto una alta partecipazione dei driver BRT sul territorio. La stessa BRT, contestualmente, ha deciso la revoca dell’appalto sulla filiale di Sedriano. Conseguenza ritenuta dal sindacato “congrua all’errore e utile come monito all’intero settore produttivo. Esiste un limite che non va superato mai”.
“Bisogna essere in grado di riconoscere e apprezzare quando chi sbaglia riconosce l’errore e chiede scusa – ha detto ancora la Filt Cgil a commento della vicenda –. Così come abbiamo contestato duramente gli errori commessi, dobbiamo oggi riconoscere l’assunzione di sincera responsabilità e le scuse inviate. Non è da tutti”.
Lo sciopero dei driver BRT in Lombardia: alta adesione
Ieri il settore si era mobilitato per condannare l’aggressione. L’adesione registrata tra i driver BRT della Lombardia è stata molto alta ed è stata accompagnata da un presidio davanti alla sede in via Marie Curie 4. La mobilitazione, proclamata per l’intera giornata del 23 febbraio, ha coinvolto tutti i driver BRT operanti in Lombardia, oltre al personale dipendente di BRT Spa e dei lavoratori delle aziende fornitrici e appaltatrici nelle filiali di Sedriano, Albairate e Origgio. Il presidio si è svolto dalle ore 8.00 alle 13.00, registrando un’adesione ai livelli più alti.
La dinamica dei fatti
L’aggressione è avvenuta al termine di un confronto sindacale in videoconferenza, quando, secondo la ricostruzione del sindacato, il dirigente di una società in appalto per BRT si è presentato presso la Camera del Lavoro di Legnano e ha aggredito fisicamente Cillo, mentre stava svolgendo il suo ruolo di rappresentante dei lavoratori. Cillo ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso ed è stato dimesso con una prognosi di otto giorni per stato di shock.
Marco Cillo: “A subire il gesto non sono stato solo io, ma, idealmente, tutti quelli che il sindacato rappresenta”
“È stata aggredita un’istituzione di questo Paese. Quello che è stato fatto non è stato fatto solo a una persona, ma idealmente a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che noi rappresentiamo. Chi va fuori dal perimetro di civiltà e viene alle mani si pone automaticamente fuori dalle discussioni civili e non ci stiamo, questo deve essere chiaro”, ha dichiarato Cillo, sottolineando la gravità della vicenda e la necessità di difendere l’agibilità sindacale. Ha inoltre aggiunto che “le intimidazioni personali non attecchiscono e non troveranno spazio”.
La risposta sindacale
Al presidio era intervenuto anche Mario Principe, segretario generale della Cgil Ticino Olona, ribadendo come l’atto non sia “un fatto privato”, ma un episodio grave perché compiuto mentre Cillo stava esercitando il proprio ruolo di rappresentante dei lavoratori.
























