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Sino al 2 giugno in tutta Italia le iniziative per disarmo e nonviolenza come alternativa alla rituale parata per la Festa della Repubblica a Roma. A organizzarle la Rete italiana pace disarmo e Sbilanciamoci!. Oggi (30 maggio) l’evento principale con la biciclettata a Roma tra i luoghi della Resistenza e dell’antifascismo.
Le ragioni delle iniziativa
All’origine delle iniziative della Rete pace disarmo vi è la discussione sulle modalità di celebrazione del 2 giugno, come ci spiega Francesco Vignarca, coordinatore della Rete: “Da tantissimo tempo puntiamo sul fatto che se si celebra la Repubblica, bisogna celebrare la Repubblica che ripudia la guerra, perché è un elemento fondamentale e fondativo di quella che è stata prima la scelta del referendum del 1946 e poi della Costituzione due anni dopo”.
Vignarca ricorda che, come hanno sempre dimostrato con le loro iniziative le associazioni e i sindacati, la Costituzione e la Repubblica sono “la vera via maestra, e, per dirla alla Calamandrei, il programma politico che abbiamo. Invece, spesso e volentieri, si è piano piano scivolati verso una celebrazione della Repubblica solo in ambito retorico e di forza, con la parata militare, con le frecce tricolori, con le liturgie all'Altare della Patria”.
E ancora: “La Repubblica siamo tutti noi, sono le persone che la compongono, sono le vite e i diritti che devono essere collegati a queste persone”.
Più siamo, meglio facciamo
“Quindi – prosegue Vignarca – è stato naturale per Rete ace e disarmo e per Sbilanciamoci rilanciare questa idea, rilanciare questa proposta che già nel 2013 mettevamo in pista, che ci ha portato all'Arena di pace e disarmo del 2014 e in queste settimane vede tante altre iniziative. Penso ad esempio all’appello di alcune personalità del nostro Paese, pubblicato sul quotidiano Avvenire, che chiedono proprio di non celebrare la festa della Repubblica con la parata militare”.
Il coordinatore della Rete punta quindi l’attenzione su tutte le connessioni di “questo grande mondo, della società civile, dei movimenti per la pace, per i diritti e per il lavoro”.
Un mondo che “non vuole fare solo dei passaggi simbolici, retorici anche un po' nazionalisti – e sappiamo quanto il nazionalismo sia prodromico e basilare alle guerre -, ma che vuole riprendere in mano davvero l'essenza della Costituzione soprattutto nei primi suoi articoli”.
Gli appuntamenti
Le iniziative, in atto in molte località italiane (qui tutti gli appuntamenti), hanno ottenuto molte adesioni proprio in virtù dell’approccio adottato, “quello di un'azione collegata su vari temi, e che raggruppa le persone, raggruppa le associazioni, le organizzazioni e i loro sforzi, è ovvio che deve essere anche una celebrazione diffusa”.
Ci saranno una serie di eventi, oltre a quello centrale “che è la biciclettata, come facevano le staffette partigiane, a Roma, da Piazza Vittorio fino a Porta San Paolo. Il 28 c’è stata la fiaccolata per la pace a Verona, voluta dal sindaco e dal e dal vescovo”, sottolinea Vignarca.
“A La Spezia – continua – abbiamo organizzato convegni per la pace dal punto di vista religioso e anche alcune iniziative di rilancio della campagna un'altra difesa possibile. Tra le iniziative più significative quella a Marzabotto con la Scuola di pace di Montesole, uno dei luoghi che ha visto la distruzione e l'eccidio della guerra e da cui bisogna rinascere”.
Il coordinatore della Rete pace disarmo quindi conclude dando una prospettiva alle iniziative: “Abbiamo tanti altri luoghi e date, prima e dopo il 2 giugno, così da avere un’azione allargata, che continua nel tempo e che prende il giorno della Festa della Repubblica come momento simbolico importante, ma che non si limita a fare celebrazioni come se fosse un obbligo. Le giornate celebrative sono tappe di un lavoro quotidiano, di proposta politica, di proposta sociale, di proposta della cultura di pace che noi portiamo avanti”.




























