La settimana Collettiva, sette notizie in cinque minuti. Ogni settimana una nuova puntata. Uno sguardo giornalistico per capire cosa sta succedendo e perché ci riguarda.

(montaggio a cura di Ivana Marrone)

La vertenza Electrolux

Dalla crisi industriale al lavoro povero, passando per il diritto alla casa, il caldo estremo e perfino il gioco d’azzardo: il filo rosso di questa puntata è uno solo. Quando il lavoro perde diritti e tutele, a pagare sono sempre le persone.Partiamo dalla vertenza Electrolux. Davanti al ministero delle Imprese, lavoratrici e lavoratori arrivati da tutta Italia hanno chiesto il ritiro del piano che prevede 1.719 esuberi. “Resisteremo ancora un minuto più di Electrolux”, hanno detto al presidio. E nelle parole delle operaie e degli operai c’è tutta la paura di chi ha più di cinquant’anni, vive in territori già colpiti da altre chiusure industriali e oggi vede sparire anche l’ultima fabbrica rimasta.

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Coin, 500 lavoratori a rischio

Una storia che assomiglia molto a quella dei grandi magazzini Coin. A Roma sindacati e dipendenti sono scesi in presidio davanti al punto vendita di San Giovanni. Sessantasei lavoratori del negozio di Cola di Rienzo sono in cassa integrazione a zero ore, mentre negli altri punti vendita aumentano carichi di lavoro e incertezza. In tutto, sul territorio romano, ci sono circa 500 persone che aspettano garanzie vere sul proprio futuro occupazionale.

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Avere un casa? sempre più difficile

E quando il lavoro è fragile, anche avere una casa diventa sempre più difficile. Il nuovo piano casa del governo, entrato in vigore a maggio, viene definito da Cgil, Sunia e Fillea tardivo e insufficiente. I sindacati parlano di rischio svendita del patrimonio pubblico e di un’emergenza sociale ormai enorme: un milione di famiglie povere vive in affitto, un milione e mezzo è in grave disagio abitativo e 350 mila famiglie aspettano da anni una casa popolare. Intanto mancano fondi per sostenere gli affitti e si accelerano gli sfratti.

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Il grande caldo

E proprio mentre cresce la precarietà sociale, aumenta anche quella climatica. Le ondate di calore sono già iniziate e il Lazio è stata la prima regione a vietare il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata. Una misura chiesta dai sindacati e destinata probabilmente a estendersi anche ad altre regioni. Perché il caldo non è solo disagio: è un rischio concreto per la salute e per la sicurezza sul lavoro. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, ogni aumento di un grado sopra i livelli normali fa crescere gli infortuni dell’1 per cento. Durante le ondate di calore il rischio aumenta addirittura del 17 per cento.

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Italia, il grande “azzardo”

E la Fragilità economica spesso si trasforma anche in dipendenza. Il nuovo Libro nero sull’azzardo, presentato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, racconta che nel 2025 in Italia sono stati giocati oltre 165 miliardi di euro. Numeri enormi, difficili da comprendere se non facendo confronti: la cifra corrisponde al 7,3 per cento del Pil italiano, a molto più dei 138,6 miliardi del fondo sanitario nazionale, al doppio della spesa pubblica per l'istruzione. Le perdite di chi gioca superano i 21 miliardi. Intanto le grandi aziende del settore continuano ad accumulare profitti record, mentre cresce il gioco online e aumentano i rischi legati all’illegalità e al riciclaggio.

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Quattro operai morti in una settimana

E non si ferma la strage sul lavoro, questa settimana 4 operai sono morti per schiacciamento. Quattro persone uscite di casa per andare a lavoro in quattro posti diversi, dal nord al sud, che non hanno fatto ritorno. Morti lavorando, schiacciati dal muletto con il quale stavano lavorando, o da una pressa. Persone, non numeri davanti alle quali non si può restare in silenzio per chiedere più sicurezza, maggiori responsabilità e azioni concrete per fermare la strage.

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Roma, violenza fascista alla Consulta degli studenti

E chiudiamo la settimana con una notizia che riguarda la Consulta provinciale degli studenti di Roma dove resta alta la tensione. Dopo la cancellazione della commissione Antifascismo e Memoria storica, durante la plenaria del 26 maggio ci sono state proteste e scontri. Alcuni studenti denunciano aggressioni fisiche e comportamenti intimidatori da parte di esponenti di Azione Studentesca. La Flc Cgil parla apertamente di violenza neofascista e chiede un intervento delle istituzioni scolastiche per tutelare gli spazi democratici della rappresentanza studentesca.

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Queste erano le sette notizie della settimana.
Sette storie per provare a capire cosa succede nel mondo del lavoro, nella politica e nella società. È La settimana collettiva. Noi ci sentiamo la prossima.