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“La comunicazione di Acc, il consorzio tra Stellantis, Mercedes e Total per le gigafactory in Francia, Germania e Italia, sostanzialmente pone una pietra tombale sulle due fabbriche in Germania e Italia (in Francia è produttiva)”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil).
“La situazione era ormai chiara da tempo, pur se non ancora definitiva”, spiegano i due dirigenti sindacali: “La situazione del sito di Termoli resta quindi legata esclusivamente a Stellantis e alle sue decisioni. È chiaro che anche la decisione di Acc è strettamente legata alle scelte di Stellantis, essendo l’azionista di maggioranza relativa del consorzio”.
Per Lodi e D’Alessio “Stellantis deve aprire un confronto vero con i sindacati perché la situazione in Italia è a livello emergenziale. Confronto che deve anticipare il piano industriale”. Gli esponenti Fiom così concludono: “La decisione di Acc pone sempre maggiori preoccupazioni per la prospettiva dell’automotive in Italia. La presidenza del Consiglio non può continuare a ignorare la situazione e deve convocare le parti a Palazzo Chigi”.
























