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Verso lo sciopero

Scuola, se la Questura limita il diritto a manifestare

'Priorità alla scuola' © Marco Merlini Roma, 26 settembre 2020 Piazza del Popolo Manifestazione nazionale indetta dal comitato 'Priorità alla scuola' con la partecipazione dei sindacati, insegnanti, genitori e studenti per una politica che promuova la scuola
Foto: Marco Merlini
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Vietato l'appuntamento a piazza Monte Citorio organizzato dai sindacati in occasione dello sciopero generale della scuola del 30 maggio. Per la Flc, una decisione "grave e intollerabile"

La Questura di Roma ha vietato la manifestazione a piazza Monte Citorio organizzata dai sindacati in occasione dello sciopero generale della scuola del 30 maggio. Per la Flc Cgil si tratta di un attacco al "diritto costituzionale a manifestare sulla base anche di una direttiva adottata dopo l’assalto fascista alla Cgil del 9 ottobre 2021, che ora viene usata contro il sindacato stesso. Un vero e proprio paradosso se si pensa che non vengono sciolte le organizzazioni neofasciste mentre si impedisce a noi di manifestare".

Con largo anticipo rispetto a quanto è previsto dalla legge, le manifestazioni della giornata dello sciopero erano state regolarmente comunicate alla Questura di Roma, indicando come luoghi di svolgimento piazza dei Santi Apostoli, dove si sarebbe svolta la manifestazione che avrebbe accolto le lavoratrici e i lavoratori in assemblea e piazza di Monte Citorio dove una delegazione di manifestanti avrebbe portato le ragioni della protesta sotto il Parlamento, dove è in discussione il Dl 36/2022, la cui emanazione è al centro della protesta.

Poi il divieto che per la Flc Cgil rappresenta un "fatto grave e intollerabile". "Di fronte a questo atteggiamento ci chiediamo: chi ha paura della scuola? Dopo questi anni di pandemia in cui tutta la politica ha riconosciuto a parole il ruolo fondamentale della scuola e ora si appresta nuovamente a tagliare invece che investire, non è legittimo interrogare il Parlamento e, nel confronto, portarlo a coerenza con quanto dichiarato?", si chiede il sindacato.

"Vogliamo immediate risposte da parte delle istituzioni, a partire dal ministero dell’Interno, dal governo e dal ministero dell’Istruzione che ci vietano di manifestare davanti al Parlamento relativamente a un decreto che incide pesantemente nella organizzazione delle attività didattiche, limitando la libertà di insegnamento", continua il comunicato.

"Serve una forte presa di parola da parte di tutte le forze politiche democratiche e che hanno veramente a cuore la scuola, i diritti costituzionali e il futuro del nostro Paese e che invitiamo a manifestare con noi, il 30 maggio, in piazza SS Apostoli", termina la nota.